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Pellissier guarda avanti:
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Pellissier guarda avanti: "Al Chievo finchè il presidente non si stancherà di me"

L'attaccante valdostano dopo l'ultima partita: "De Rossi? Le bandiere dovrebbero poter scegliere quando smettere, un po' come è stato fatto con me. Quagliarella? I tifosi gli vogliono bene, quando smetterà capirà cosa significa lasciare"

lunedì 27 maggio 2019

VERONA - "Continuerò ancora a lavorare per qualche anno al Chievo, finché il presidente non si stuferà di me". Così Sergio Pellissier a poche ore dal suo addio definitivo al calcio: "L'entusiasmo che avrò nel nuovo ruolo da direttore sportivo sarà lo stesso che avevo in campo - prosegue l'ormai ex attaccante clivense - ma non mi aspettavo di avere subito questo compito, ma significa che credono in me e l'impegno da parte mia sarà massimo. L'ultima al "Bentegodi"? Tanti bei ricordi, tante sofferenze, rivivi quei momenti quando devi uscire per l'ultima volta dallo stadio che ti ha dato soddisfazioni e emozioni. Davvero bello farlo davanti al tuo pubblico". I clivensi sono retrocessi in Serie B, ma si deve ripartire di slancio: "Bisogna guardare agli errori commessi per cercare di crescere. La colpa è di tutti, bisogna riuscire a correggere gli sbagli commessi".

Le bandiere devono scegliere

"De Rossi? Siamo fortunati ad avere giocato così tanti anni nella stessa società. In tanti non potrebbero neanche immaginarlo. È difficile dover smettere perché qualcosa si è rotto in società, le bandiere dovrebbero avere la possibilità di scegliere, come è stato per me. Quagliarella? I tifosi gli vogliono un mare di bene, quando sarà il momento capirà cosa significa lasciare tutto questo, anzi credo abbia già capito". Pellissier poi ripercorre alcune tappe della sua carriera: "Se ho mai rifiutato una big? Non sarei mai andato via dal Chievo, se non con i favori del presidente e dell'allora d.s. Sartori. Mi sembrava giusto andarmene dalla società che mi aveva dato fiducia. Adoro troppo le persone che credono in me per ambire a qualcos'altro. Del Neri? È stato il mio primo allenatore al Chievo, mi ha insegnato cosa serviva per conquistarsi il posto. Mi ha sempre apprezzato e ha sempre voluto tenermi. È il tecnico con cui sono cresciuto di più. Torino? Sono cresciuto in granata. L'unico dispiacere, che poi è stata anche la mia fortuna, è che non hanno creduto tanto in me - conclude Pellissier -".

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