Suwarso: “Vittoria con la Juve? Non troppo felici. Fabregas deve trovare il suo successore”. E su Nico Paz...

Il futuro dell'allenatore, lo stadio, qualche retroscena di mercato e la consapevolezza raggiunta contro i bianconeri: le dichiarazioni del presidente del Como
Suwarso: “Vittoria con la Juve? Non troppo felici. Fabregas deve trovare il suo successore”. E su Nico Paz...
© © TVRG Roberto Garavaglia/ag. Aldo Liverani

Dalla vittoria contro la Juventus alla futura sfida australiana con il Milan a Perth, il Como di Suwarso continua a stupire. In un’intervista esclusiva a Sky Sport, il presidente ha raccontato il percorso di crescita del club, tra ambizioni sportive e strategia economica, senza dimenticare il talento emergente Nico Paz e il suo ruolo nel progetto futuro della squadra. Tra mercati, progetti di stadio e gestione oculata delle risorse, il presidente ha dipinto un quadro chiaro: il Como non vuole solo sopravvivere in Serie A, ma crescere con sostenibilità, attenzione al brand e rispetto per la tradizione.

Como, Suwarso tra mercato e ambizioni

“Siamo molto felici di come sta andando la stagione finora. Una cosa è certa: non è stressante come la scorsa, perché l’anno scorso il nostro obiettivo era sopravvivere, restare in Serie A. Quest’anno il nostro obiettivo è fare meglio: saremmo felici con qualsiasi posizione sopra al decimo posto. E finora siamo in una buona posizione, quindi siamo molto contenti” - ha spiegato il presidente del Como, Suwarso, a Sky Sport. Poi ha proseguito: "Maggiori aspettative dai tifosi? Credo sia normale. La gente probabilmente si aspetta di più da noi rispetto a prima. Abbiamo speso abbastanza, come si dice (ride, ndr). Ma penso che la gente debba capire che ciò che abbiamo investito nella scorsa stagione, e forse all’inizio di questa, serve a garantirci stabilità e sostenibilità per il futuro. Non è qualcosa che faremo a ogni sessione di mercato, anzi: direi che abbiamo finitoQuesta è stata la fase più intensa e aggressiva di ingaggio dei giocatori. D’ora in poi saremo più pragmatici e pratici. È normale, comunque, che con tutte queste attività ci siano aspettative più alte. Credo che Cesc e la squadra siano in grado di gestirle, e speriamo di continuare a rendere orgogliosi i nostri tifosi per il modo in cui giochiamo”.

 

 

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L'esordio contro la Juventus

Dopo la partita di sabato contro il Cagliari, Suwarso ha pubblicato un post su Instagram, invitando tutti alla calma. Tutto è cambiato per il Como, anche nel modo in cui le altre squadre li affrontano. E il presidente ha spiegato tutto questo, partendo dal ritorno in Serie A della scorsa stagione: "Non posso dimenticare la nostra partita d’esordio l’anno scorso contro la Juventus a Torino. Fummo fortunati a perdere solo 3-0: poteva finire 4, 5 o 6-0. Poi andammo a Cagliari e pareggiammo 1-1, e contro l’Udinese perdemmo 1-0. La sensazione era molto diversa: affrontare squadre come Cagliari e Udinese era come dire ‘Wow, li guardavamo in TV, sono grandi squadre’. Ora invece vengono qui e si difendono contro di noi. E noi ci chiediamo: ‘Aspettate, ma noi siamo la piccola!’. Ma è un segno di rispetto ed è un onore essere in questa posizione. Sono passati meno di due anni dal nostro ritorno in Serie A. È un nuovo passo per noi, una nuova sfida da affrontare. Per Cesc è un nuovo problema da risolvere, ma ho piena fiducia in lui e nel suo staff. E anche se non dovessimo riuscirci, fa parte della vita, fa parte del calcio. Non abbiamo mai detto che avremmo vinto il campionato o che saremmo andati in Europa quest’anno o il prossimo. Siamo qui per imparare, per crescere. E come dice Fabregas, dobbiamo imparare a goderci questo viaggio insieme, come tifosi e come persone che lavorano nel club”.

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Il futuro di Fabregas: "Gli ho detto di scegliersi il sostituto"

“Ora il mio lavoro è più complicato: il mio obiettivo è fare dei profitti. Ed è molto più difficile di quanto sembri. Spendere soldi è facile, ma per ogni dollaro speso dobbiamo recuperarne uno. Quindi il mio lavoro diventa sempre più duro. Ma sì, ora lo godo di più. Se vi ricordate, l’anno scorso abbiamo passato tante settimane tra le ultime tre posizioni o appena sopra: era dura ogni settimana. Ora posso respirare. Sto bene. Basta non guardare troppe partite e sto tranquillo (ride, ndr)” - ha spiegato il presidente. All’inizio di giugno c’erano molte voci su Fabregas, sul suo possibile addio, sull’interesse di Inter, Bayer Leverkusen e altri club: "Come ho vissuto quei giorni? Con Cesc lavoriamo sempre insieme, come un tutt’uno. Non mi ha mai detto di voler andare via. Voleva solo capire la situazione, ma non ha mai chiesto di negoziare con altri club. Quindi ero tranquillo. Ho saputo delle voci solo quando voi giornalisti me lo avete chiesto. Tra noi abbiamo sempre pianificato la stagione successiva già alla fine di quella precedente, quindi non c’è mai stato alcun segnale che volesse lasciare". Poi sul futuro del tecnico spagnolo: "Se sarò tranquillo se torneranno le voci del suo possibile addio? Sì, e proprio per questo gli ho chiesto di pensare già a chi potrebbe sostituirlo un giorno. Non perché voglia che se ne vada, ma per essere pronti nel caso accada qualcosa di imprevisto. È lo stesso che sto facendo io: scelgo e formo chi potrà prendere il mio posto. Ogni direttore del club deve fare lo stesso. È importante non dipendere da una sola persona. Anche chi ci ha portato fin qui deve aiutarci a capire come proseguire anche senza di lui. Quindi chiedo sempre a Cesc: ‘Hai visto qualcuno di interessante? Qualcuno che potresti formare?’. È un lavoro di squadra. Speriamo che quel momento non arrivi presto, ma se arriverà, saremo pronti. Se ha già qualcuno in mente? Glielo chiedo sempre. Mi dice che ci pensa spesso, che lo ha sempre in mente. Ne parliamo”.

 

 

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Il calciomercato del Como e il retroscena Diao

“Mercato? Siamo molto soddisfatti. Negli anni precedenti alcuni acquisti non hanno avuto un impatto immediato o non sono rimasti a lungo. Quest’anno invece tutti quelli scelti hanno un ruolo importante. Alcuni impiegheranno più tempo per affermarsi, ma è un investimento per il presente e per il futuro” - ha spiegato Suwarso. E in vista di gennaio è stato chiaro: “Da tutte le discussioni fatte finora, non dovete aspettarvi nuovi acquisti a gennaio. Forse per la prima volta il Como non comprerà nessuno. Arriverà solo Törnqvist, con cui abbiamo già firmato in estate. A parte questo, niente. A meno che non ci siano emergenze. Ma nei piani, è zero. Non ve lo aspettavate, vero?" E se qualcuno dovesse partire?“Allora sarebbe un’altra storia. Spero arrivi una grande offerta per uno dei nostri giocatori: sono sempre felice di parlarne. L’estate scorsa ne abbiamo ricevute un paio. Una l’abbiamo accettata, ma il giocatore ha rifiutato. L’altra è stata respinta perché era l’ultimo giorno di mercato. Mi hanno chiesto se avrei accettato un’offerta arrivata otto ore prima della chiusura. Ho detto che non potevo. Sono stati comunque rispettosi. Di chi si trattava? Era uno dei nostri esterni. Da un club saudita, sì. Era un’offerta molto alta. Se fosse arrivata prima, avrei detto sì. Ma ho chiesto al giocatore se volesse andare in Arabia Saudita e lui ha detto no. E ho pensato: meno male, perché avrei comunque rifiutato. Quindi Diao? Vi lascio intuire da soli”.

 

 

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Il futuro di Nico Paz e la partita a Perth

Poi il presidente ha parlato anche di Nico Paz: "Se stiamo cercando un nuovo accordo con il Real Madrid? Non credo serva. Con la clausola di riacquisto, qualsiasi cosa facciamo, il Madrid la manterrebbe. Quindi sappiamo che è un giocatore ‘in comproprietà ideale’, diciamo così. Siamo grati di averlo qui e di poterlo far crescere. Se un giorno il Madrid vorrà riprenderlo, ne ha tutto il diritto. Ma siamo molto felici di averlo con noi, e speriamo che resti a lungo”. Sulla partita a Perth in Australia contro il Milan: “Credo che la situazione sia ancora quella: la Serie A sta aspettando l’ok da FIFA e dalla Federazione asiatica. Noi supportiamo la Lega: pensiamo sia un bene per il campionato”. Ci sono state proteste dei tifosi, anche di Como. Pensa che si sarebbe potuta gestire meglio questa situazione? Suwarso è stato diretto: “È stata una decisione della Lega. Quando è stata resa pubblica, era ormai fuori. Noi siamo stati scelti per giocare e abbiamo dato il nostro assenso. Ma non esiste un modo giusto per queste decisioni. Qualcuno sarà sempre d’accordo e qualcuno no. Bisogna guardare al bene collettivo, non solo del club ma della Lega”.

 

 

Il progetto stadio e l'obiettivo della famiglia Hartono

Suwarso ha parlato anche dello stadio: “Stiamo ancora discutendo. Dobbiamo adeguarci alle raccomandazioni della Soprintendenza e rivedere i piani finanziari. Ma onestamente sta richiedendo molto tempo. In ogni caso, non è sullo stadio che prevediamo di ottenere i maggiori ricavi. La nostra priorità ora è la crescita del marchio: il retail, il merchandising. Como è una città piccola, 85.000 abitanti, e lo stadio sarà da 15-17.000 posti. Quindi dobbiamo guardare all’estero. E già ora circa il 40% delle vendite retail proviene dall’estero. Vogliamo far crescere ancora questa percentuale. Dove vedo il club tra tre anni? Dal punto di vista sportivo, è difficile dirlo: il calcio cambia rapidamente. Dal punto di vista economico, invece, vogliamo che Como diventi un brand in grado di generare ricavi indipendentemente dai risultati sul campo. Se questo è anche l’obiettivo della famiglia Hartono, i proprietari?Sì. È un progetto unico, il calcio è diverso da qualsiasi altro business. Ogni promozione è come una nuova startup: da Serie D a C, da C a B, e da B ad A. I costi aumentano enormemente e bisogna ricominciare da capo. Quindi, anche se gestiamo il Como da sei anni, in realtà l’attività in Serie A ha solo un anno di vita. Gli investitori lo sanno e azzerano le aspettative a ogni salto di categoria. Ma sono felici, coinvolti e seguono le partite, anche alle due di notte in Indonesia. Dopo ogni vittoria mi scrivono”.

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"Sorpresi per la vittoria contro la Juve"

Suwarso ha parlato anche della vittoria contro la Juventus e di come ha reagito la proprietà:  “Alcuni erano sorpresi, ma il messaggio principale è stato: ‘Non essere troppo felice quando vinci e non troppo triste quando perdi. Tratta ogni giorno come un giorno normale. Misura il progresso, non il risultato’. Mi chiedono sempre: ‘Fabregas ha eseguito il piano di gioco come previsto?’. Se sì, allora va bene, anche senza i tre punti. Nel calcio puoi fare tutto giusto e perdere per un rimbalzo o un errore arbitrale. L’importante è la crescita” - ha detto il presidente del Como.

Poi ha concluso: "Come sono cambiato vivendo in Italia e lavorando nel calcio italiano? Ho imparato molto. Non è solo per il calcio italiano, ma per il calcio in generale. Mi vedo con più capelli bianchi (ride, ndr). Ma seriamente, ho imparato a controllare le emozioni, a restare misurato. Il calcio è un business, ma la pressione è enorme. E sopravvivere mantenendo lucidità è difficile, ma mi ha fatto crescere. Per quanto riguarda ciò che lasciamo in Italia, non so. Forse lo potete dire meglio voi. Qui c’è un grande rispetto per la tradizione, e cerchiamo di onorarlo. Non vogliamo cambiare, ma far progredire, rispettando il passato. L’equilibrio tra eredità, tradizione e crescita è la lezione più grande. E credo che l’Italia dovrebbe valorizzare ancora di più la propria autenticità e portarla nel mondo, per far tornare il calcio italiano ai livelli degli anni ’90”. Sul calcio femminile: "Siamo in Serie B e abbiamo investito molto. Questa è una nuova sfida, un nuovo pezzo del puzzle. Ha un grande potenziale, ma non sappiamo ancora come farlo crescere al meglio. È un prodotto diverso dal calcio maschile e va trattato come tale, paragonarli sarebbe ingiusto. Ma crediamo molto nel suo futuro. Non solo per Como, ma per tutta l’Italia e per l’Europa”.

 

 

 

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Dalla vittoria contro la Juventus alla futura sfida australiana con il Milan a Perth, il Como di Suwarso continua a stupire. In un’intervista esclusiva a Sky Sport, il presidente ha raccontato il percorso di crescita del club, tra ambizioni sportive e strategia economica, senza dimenticare il talento emergente Nico Paz e il suo ruolo nel progetto futuro della squadra. Tra mercati, progetti di stadio e gestione oculata delle risorse, il presidente ha dipinto un quadro chiaro: il Como non vuole solo sopravvivere in Serie A, ma crescere con sostenibilità, attenzione al brand e rispetto per la tradizione.

Como, Suwarso tra mercato e ambizioni

“Siamo molto felici di come sta andando la stagione finora. Una cosa è certa: non è stressante come la scorsa, perché l’anno scorso il nostro obiettivo era sopravvivere, restare in Serie A. Quest’anno il nostro obiettivo è fare meglio: saremmo felici con qualsiasi posizione sopra al decimo posto. E finora siamo in una buona posizione, quindi siamo molto contenti” - ha spiegato il presidente del Como, Suwarso, a Sky Sport. Poi ha proseguito: "Maggiori aspettative dai tifosi? Credo sia normale. La gente probabilmente si aspetta di più da noi rispetto a prima. Abbiamo speso abbastanza, come si dice (ride, ndr). Ma penso che la gente debba capire che ciò che abbiamo investito nella scorsa stagione, e forse all’inizio di questa, serve a garantirci stabilità e sostenibilità per il futuro. Non è qualcosa che faremo a ogni sessione di mercato, anzi: direi che abbiamo finitoQuesta è stata la fase più intensa e aggressiva di ingaggio dei giocatori. D’ora in poi saremo più pragmatici e pratici. È normale, comunque, che con tutte queste attività ci siano aspettative più alte. Credo che Cesc e la squadra siano in grado di gestirle, e speriamo di continuare a rendere orgogliosi i nostri tifosi per il modo in cui giochiamo”.

 

 

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