Fabregas verso Torino-Como: "Diao in Coppa d'Africa? Senza logica! Calma su Morata: anche Henry..."

Il tecnico spagnolo verso la sfida contro i granata: "Pochi gol in questa Serie A? L'esempio da seguire è il Bologna"
Fabregas verso Torino-Como: "Diao in Coppa d'Africa? Senza logica! Calma su Morata: anche Henry..."
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Mai banale Cesc Fabregas. Il tecnico del Como ha parlato in conferenza stampa a due giorni dalla sfida di campionato contro il Torino. Come di consueto tanti i temi affrontati dallo spagnolo: dal caso Alvaro Morata passando ad Assane Diao con la questione infortuni e Coppa d'Africa. Senza tralasciare ovviamente la partita da affrontare lunedì contro al squadra di Marco Baroni, nella quale i biancoblù proveranno a ritrovare il successo dopo due 0-0 consecutivi (contro Napoli e poi nell'ultima prima della sosta col Cagliari).

Como, verso il Torino: parla Fabregas

Così l'allenatore dei lariani sulla sfida ai granata: "Le partite vanno sempre affrontate dando tutto. Se ci si convince che sarà complicata, allora lo diventerà davvero. Dobbiamo provare a vincere mettendo in campo le nostre qualità e il nostro gioco, ma con un atteggiamento più ambizioso, cercando di ottenere più punti di quelli raccolti finora. Contro la Cremonese abbiamo avuto diverse chance per raddoppiare, a Napoli il rigore non sfruttato, a Cagliari tre o quattro occasioni per segnare: dobbiamo gestire meglio queste situazioni senza rinunciare alla solidità difensiva".

E ancora: "Il Torino utilizza il 5-3-2, ha difensori di esperienza; Asllani viene dall’Inter ed è reduce da un gol (in nazionale, ndr), Casadei lo conoscete, arriva dal Chelsea. Che Adams è un elemento di livello internazionale, mentre Ngonge è un giocatore in grado di fare la differenza, campione d’Italia con il Napoli, e lo apprezzo molto. È una squadra ben organizzata, guidata da un grande allenatore come Baroni. Anche il contesto, con stadio e tifoseria, è molto caldo. Dovremo andare lì con entusiasmo, ma al tempo stesso con la massima attenzione, soprattutto dopo la pausa per le nazionali".

Pochi gol in Serie A

Sul fatto che in questo campionato si stia segnando poco, Fabregas spiega: "Vincere in Italia è estremamente complicato. Non è solo una mia opinione: molti addetti ai lavori, anche allenatori impegnati in Champions League, me lo confermano e spesso mi chiedono che cosa abbiamo fatto o che tipo di squadra siamo. Qui segnare è difficile, per il modo in cui ci si difende. Portare a casa i tre punti è complicato, il campionato è molto competitivo. E per trovare il gol, in avanti servono idee molto precise".

C'è qualche esempio da seguire però: "Per me il Bologna rappresenta un esempio chiaro di come si debba giocare e attaccare nel nostro campionato. Non si può paragonare il calcio di oggi a quello di qualche anno fa: il contesto è cambiato. Oggi non ci sono molte squadre davvero dominanti, a parte l’Inter, che in Serie A riesce a imporsi con continuità. È evidente che abbiano grande qualità sotto tanti aspetti e in diversi reparti del campo. Noi, intanto, continuiamo a lavorare per trovare nuove soluzioni".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Como

La questione Morata

A proposito di pochi gol, nelle ultime settimane si è parlato tanto di Alvaro Morata. Lo spagnolo non sta attraversando un periodo semplice: è ancora a secco di reti in questa Serie A, e poi c'è stato l'episodio con Mina nella sfida al Cagliari. Fabregas sul momento dell'attaccante ha risposto così: "Calma, comprendo le perplessità, ma mi preoccuperei davvero solo se lui non riuscisse mai a creare occasioni da gol. In realtà, in ogni partita in cui è sceso in campo ha avuto almeno una chance limpida per segnare. Il gol non è ancora arrivato, è vero, ma le opportunità ci sono state e, prima o poi, la rete arriverà: è solo questione di tempo e di statistica. Nel calcio ho visto tanti esempi simili: anche grandi giocatori hanno attraversato periodi in cui non riuscivano a sbloccarsi. Pensiamo a Henry, che nei primi sei mesi all’Arsenal non segnò, e poi divenne il miglior marcatore del club. Quindi calma, i giudizi si faranno alla fine. Ho grande fiducia in lui e non valuto un giocatore basandomi su un solo aspetto".

Il caso Diao e quando torna

Fabregas si è soffermato anche su Assane Diao. L'attaccante era da poco tornato da un lungo infortunio, poi il problema accusato col Cagliari: nonostante ciò la convocazione dalla Nazionale, per poi rientrare subito a Como con una lesione. Sull'ipotesi di veder partire il classe 2005 per la Coppa d'Africa il tecnico del Como è chiaro: "Per me è una cosa senza logica. È rimasto fermo sette mesi, ha giocato solo tre spezzoni di partita, poi va in Nazionale, si infortuna e ora dovrà stare di nuovo fuori. E magari, una volta recuperato, verrà richiamato ancora dal Senegal. Nella testa del giocatore serve fare le cose per bene. Non c'è senso secondo me: a loro forse non importa, ma noi vogliamo ciò che è meglio per lui. Non dovrebbe partire. È arrivato al ritiro del Senegal con un fastidio all’adduttore e ha sostenuto soltanto due allenamenti, per poi farsi male e tornare qui. Cercheremo di riaverlo per la partita con l’Inter, ma è più probabile che torni a disposizione per la gara con la Roma".

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Mai banale Cesc Fabregas. Il tecnico del Como ha parlato in conferenza stampa a due giorni dalla sfida di campionato contro il Torino. Come di consueto tanti i temi affrontati dallo spagnolo: dal caso Alvaro Morata passando ad Assane Diao con la questione infortuni e Coppa d'Africa. Senza tralasciare ovviamente la partita da affrontare lunedì contro al squadra di Marco Baroni, nella quale i biancoblù proveranno a ritrovare il successo dopo due 0-0 consecutivi (contro Napoli e poi nell'ultima prima della sosta col Cagliari).

Como, verso il Torino: parla Fabregas

Così l'allenatore dei lariani sulla sfida ai granata: "Le partite vanno sempre affrontate dando tutto. Se ci si convince che sarà complicata, allora lo diventerà davvero. Dobbiamo provare a vincere mettendo in campo le nostre qualità e il nostro gioco, ma con un atteggiamento più ambizioso, cercando di ottenere più punti di quelli raccolti finora. Contro la Cremonese abbiamo avuto diverse chance per raddoppiare, a Napoli il rigore non sfruttato, a Cagliari tre o quattro occasioni per segnare: dobbiamo gestire meglio queste situazioni senza rinunciare alla solidità difensiva".

E ancora: "Il Torino utilizza il 5-3-2, ha difensori di esperienza; Asllani viene dall’Inter ed è reduce da un gol (in nazionale, ndr), Casadei lo conoscete, arriva dal Chelsea. Che Adams è un elemento di livello internazionale, mentre Ngonge è un giocatore in grado di fare la differenza, campione d’Italia con il Napoli, e lo apprezzo molto. È una squadra ben organizzata, guidata da un grande allenatore come Baroni. Anche il contesto, con stadio e tifoseria, è molto caldo. Dovremo andare lì con entusiasmo, ma al tempo stesso con la massima attenzione, soprattutto dopo la pausa per le nazionali".

Pochi gol in Serie A

Sul fatto che in questo campionato si stia segnando poco, Fabregas spiega: "Vincere in Italia è estremamente complicato. Non è solo una mia opinione: molti addetti ai lavori, anche allenatori impegnati in Champions League, me lo confermano e spesso mi chiedono che cosa abbiamo fatto o che tipo di squadra siamo. Qui segnare è difficile, per il modo in cui ci si difende. Portare a casa i tre punti è complicato, il campionato è molto competitivo. E per trovare il gol, in avanti servono idee molto precise".

C'è qualche esempio da seguire però: "Per me il Bologna rappresenta un esempio chiaro di come si debba giocare e attaccare nel nostro campionato. Non si può paragonare il calcio di oggi a quello di qualche anno fa: il contesto è cambiato. Oggi non ci sono molte squadre davvero dominanti, a parte l’Inter, che in Serie A riesce a imporsi con continuità. È evidente che abbiano grande qualità sotto tanti aspetti e in diversi reparti del campo. Noi, intanto, continuiamo a lavorare per trovare nuove soluzioni".

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