© LAPRESSEChiamatelo pure il sopravvissuto. C’è, infatti, solamente Lucas Da Cunha ancora presente nella rosa del Como rispetto alla squadra che due anni fa conquistava la promozione dalla Serie B alla A. Incredibile ma vero. Rispetto all’avventura in cadetteria il francese, però, ha avuto pure un notevole upgrade nel rendimento. Una crescita esponenziale a livello di continuità di prestazioni che abbinata alla leadership in campo e fuori hanno reso il classe 2001 l’elemento cardine dei lariani.
Merito soprattutto della svolta targata Cesc Fabregas, che ha reso il capitano biancoblù una sorta di suo alter ego in campo. Tanto da cambiargli pure ruolo trasformandolo da talentuoso ma incostante esterno d’attacco nel metronomo della squadra. In mezzo al campo, infatti, Lucas ha saputo sprigionare tutto il suo talento, diventando il direttore d’orchestra della formazione comasca. Lanci e verticalizzazioni illuminanti che abbinate alla tecnica da fantasista lo fanno essere un unicum nel panorama dei centrocampisti del nostro campionato.
Italia isola felice
E proprio in Italia l’ex Rennes ha trovato la sua isola felice. Nell’anno della promozione in Serie A Da Cunha era stato tra i trascinatori con ben 7 reti segnate. Nell’estate 2024 in molti però temevano che il francese non riuscisse a essere all’altezza della massima categoria italiana. Con la stessa dirigenza del Como che aveva acquistato diversi elementi nel suo ruolo. Col senno del poi: uno scrupolo eccessivo, anzi inutile. Il centrocampista ha resistito alle avance di altri club (Samp in primis) e tenuto duro per giocarsi le proprie chance in A. Missione compiuta. L’anno scorso, al primo anno nell’Olimpo del calcio italiano, da novembre si è preso una maglia da titolare e ha trovato 3 volte la via del gol. Numeri già eguagliati in questa stagione grazie alla prodezza di sabato scorso in Sardegna che ha matato il Cagliari, quando mancano ancora 10 giornate alla fine del campionato.
