Da Cunha, la metamorfosi: da sopravvissuto a totem del Como

Il tecnico, da esterno d’attacco, ha trasformato il francese in metronomo della squadra. A gennaio lo voleva il Marsiglia, ma il capitano dei lariani non si tocca
Da Cunha, la metamorfosi: da sopravvissuto a totem del Como© LAPRESSE

Chiamatelo pure il sopravvissuto. C’è, infatti, solamente Lucas Da Cunha ancora presente nella rosa del Como rispetto alla squadra che due anni fa conquistava la promozione dalla Serie B alla A. Incredibile ma vero. Rispetto all’avventura in cadetteria il francese, però, ha avuto pure un notevole upgrade nel rendimento. Una crescita esponenziale a livello di continuità di prestazioni che abbinata alla leadership in campo e fuori hanno reso il classe 2001 l’elemento cardine dei lariani. 
Merito soprattutto della svolta targata Cesc Fabregas, che ha reso il capitano biancoblù una sorta di suo alter ego in campo. Tanto da cambiargli pure ruolo trasformandolo da talentuoso ma incostante esterno d’attacco nel metronomo della squadra. In mezzo al campo, infatti, Lucas ha saputo sprigionare tutto il suo talento, diventando il direttore d’orchestra della formazione comasca. Lanci e verticalizzazioni illuminanti che abbinate alla tecnica da fantasista lo fanno essere un unicum nel panorama dei centrocampisti del nostro campionato.

Italia isola felice

E proprio in Italia l’ex Rennes ha trovato la sua isola felice. Nell’anno della promozione in Serie A Da Cunha era stato tra i trascinatori con ben 7 reti segnate. Nell’estate 2024 in molti però temevano che il francese non riuscisse a essere all’altezza della massima categoria italiana. Con la stessa dirigenza del Como che aveva acquistato diversi elementi nel suo ruolo. Col senno del poi: uno scrupolo eccessivo, anzi inutile. Il centrocampista ha resistito alle avance di altri club (Samp in primis) e tenuto duro per giocarsi le proprie chance in A. Missione compiuta. L’anno scorso, al primo anno nell’Olimpo del calcio italiano, da novembre si è preso una maglia da titolare e ha trovato 3 volte la via del gol. Numeri già eguagliati in questa stagione grazie alla prodezza di sabato scorso in Sardegna che ha matato il Cagliari, quando mancano ancora 10 giornate alla fine del campionato.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Como

Sogno Europa 

E il bello deve ancora venire, visto che ora sul Lago sognano a occhi aperti lo sbarco in Europa. Missione possibile alla luce del grande campionato disputato finora. Non a caso quello che veniva etichettato come un sogno utopistico a inizio stagione, ovvero il quarto posto, ora sta clamorosamente diventando un obiettivo davvero reale. Quasi alla portata, nel caso in cui il Como dovesse vincere domenica al Sinigaglia contro la Roma in quello che rappresenta ora uno scontro diretto per l’accesso alla prossima Champions League. Il segnale di come il progetto dei fratelli Hartono stia decollando in maniera rapida quanto incredibile. Con l’obiettivo di rendere il Como una big del calcio italiano e magari internazionale. 

Il no al Marsiglia

Ecco perché a gennaio il club comasco ha respinto al mittente l’assalto di Roberto De Zerbi, che avrebbe voluto Da Cunha all’Olympique Marsiglia. Niente da fare. Rifiutata l’offerta da circa 20 milioni presentata dall’OM per il leader della compagine biancoblù, che fa gola anche a diverse società di Premier League. Occhio soprattutto al Tottenham che potrebbe farsi avanti, a maggior ragione se RDZ dovesse in estate approdare sulla panchina londinese. Difficile però che il Como possa perdere il suo totem. Anche perché il feeling col mentore Fabregas rimane fortissimo e appare indissolubile.
 

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Chiamatelo pure il sopravvissuto. C’è, infatti, solamente Lucas Da Cunha ancora presente nella rosa del Como rispetto alla squadra che due anni fa conquistava la promozione dalla Serie B alla A. Incredibile ma vero. Rispetto all’avventura in cadetteria il francese, però, ha avuto pure un notevole upgrade nel rendimento. Una crescita esponenziale a livello di continuità di prestazioni che abbinata alla leadership in campo e fuori hanno reso il classe 2001 l’elemento cardine dei lariani. 
Merito soprattutto della svolta targata Cesc Fabregas, che ha reso il capitano biancoblù una sorta di suo alter ego in campo. Tanto da cambiargli pure ruolo trasformandolo da talentuoso ma incostante esterno d’attacco nel metronomo della squadra. In mezzo al campo, infatti, Lucas ha saputo sprigionare tutto il suo talento, diventando il direttore d’orchestra della formazione comasca. Lanci e verticalizzazioni illuminanti che abbinate alla tecnica da fantasista lo fanno essere un unicum nel panorama dei centrocampisti del nostro campionato.

Italia isola felice

E proprio in Italia l’ex Rennes ha trovato la sua isola felice. Nell’anno della promozione in Serie A Da Cunha era stato tra i trascinatori con ben 7 reti segnate. Nell’estate 2024 in molti però temevano che il francese non riuscisse a essere all’altezza della massima categoria italiana. Con la stessa dirigenza del Como che aveva acquistato diversi elementi nel suo ruolo. Col senno del poi: uno scrupolo eccessivo, anzi inutile. Il centrocampista ha resistito alle avance di altri club (Samp in primis) e tenuto duro per giocarsi le proprie chance in A. Missione compiuta. L’anno scorso, al primo anno nell’Olimpo del calcio italiano, da novembre si è preso una maglia da titolare e ha trovato 3 volte la via del gol. Numeri già eguagliati in questa stagione grazie alla prodezza di sabato scorso in Sardegna che ha matato il Cagliari, quando mancano ancora 10 giornate alla fine del campionato.

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