Cesc Fabregas deve aver imparato bene e fatto sua la lezione impartitagli dal suo maestro Arsene Wenger ai tempi dell’Arsenal. Le squadre che vincono e regalano spettacolo come il Como dell’allenatore catalano devono, però, poggiare le basi su fondamenta solide. Solo così si può davvero arrivare in alto e alzare dei trofei a fine anno. Questo quello che era solito ripetere il tecnico alsaziano nello spogliatoio dei Gunners nei primi anni Duemila. Che nel calcio si traduce in una difesa impermeabile. Parole entrate subito nella testa dell’allora minorenne centrocampista arrivato dalla Cantera del Barcelona e destinato a diventare uno dei più grandi al mondo nel suo ruolo. Anche grazie alle dritte di papà Arsene.
Como, il Metodo Fabregas è realtà
Adesso Cesc si è messo in testa di scrivere di nuovo la storia: non più in maglietta e calzoncini, bensì dalla panchina. Detto, fatto. O quantomeno è decisamente sulla buona strada. In Italia e all’estero, infatti, viene evidenziato il calcio-champagne dei biancoblù, che indubbiamente sono caratterizzati da una manovra spiccatamente offensiva e votata all’attacco. Di quelle che entusiasmano e fanno innamorare tifosi e appassionati di calcio. Tanto che si parla già di Metodo Fabregas tra gli addetti ai lavori. Mica male per chi ha soltanto 38 anni. Al tempo stesso, però, Cesc non trascura la difesa a differenza di molti suoi illustri colleghi cosiddetti giochisti. E i numeri in tal senso parlano chiaro: a due mesi dalla fine del campionato i lombardi vantano la miglior difesa del torneo.
