Como, il segreto del Metodo Fabregas e perché fa paura: alla faccia del giochismo...

I dati parlano chiaro: la squadra del giovane allenatore spagnolo non sorprende (solo) per la eccezionale e voluminosa mole di gioco offensiva

Cesc Fabregas deve aver imparato bene e fatto sua la lezione impartitagli dal suo maestro Arsene Wenger ai tempi dell’Arsenal. Le squadre che vincono e regalano spettacolo come il Como dell’allenatore catalano devono, però, poggiare le basi su fondamenta solide. Solo così si può davvero arrivare in alto e alzare dei trofei a fine anno. Questo quello che era solito ripetere il tecnico alsaziano nello spogliatoio dei Gunners nei primi anni Duemila. Che nel calcio si traduce in una difesa impermeabile. Parole entrate subito nella testa dell’allora minorenne centrocampista arrivato dalla Cantera del Barcelona e destinato a diventare uno dei più grandi al mondo nel suo ruolo. Anche grazie alle dritte di papà Arsene.

Como, il Metodo Fabregas è realtà

Adesso Cesc si è messo in testa di scrivere di nuovo la storia: non più in maglietta e calzoncini, bensì dalla panchina. Detto, fatto. O quantomeno è decisamente sulla buona strada. In Italia e all’estero, infatti, viene evidenziato il calcio-champagne dei biancoblù, che indubbiamente sono caratterizzati da una manovra spiccatamente offensiva e votata all’attacco. Di quelle che entusiasmano e fanno innamorare tifosi e appassionati di calcio. Tanto che si parla già di Metodo Fabregas tra gli addetti ai lavori. Mica male per chi ha soltanto 38 anni. Al tempo stesso, però, Cesc non trascura la difesa a differenza di molti suoi illustri colleghi cosiddetti giochisti. E i numeri in tal senso parlano chiaro: a due mesi dalla fine del campionato i lombardi vantano la miglior difesa del torneo.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Como

Ramon, Valle e Vojvoda: il fortino del Como

Appena 22 le reti subite in 30 giornate di Serie A dalla truppa lariana. Merito del lavoro settimanale di Fabregas, che sta mettendo in pratica gli insegnamenti del suo maestro ai tempi dell’Arsenal nel migliore dei modi. Tanta roba, è proprio il caso di dirlo. Il tutto senza avere a disposizione chissà quali califfi difensivi. Anzi, è proprio l’organizzazione maniacale inculcata da Fabregas e dai suoi collaboratori a far eccellere gli specialisti del reparto arretrato comasco. Gente arrivata a prezzo di saldo e nel silenzio generale: 5 i milioni investiti per il jolly Ignace Van der Brempt, solo 2 per il terzino destro Mergim Vojvoda e 6 per il dirimpettaio mancino Alex Valle. Ancora meno sono costati i centrali difensivi: 2,5 i milioni investiti per il giovane centrale Jacobo Ramón, stessa cifra per il compagno di reparto Marc Kempf (Hertha Berlino); mentre è costato poco più (2,8 milioni) il prestito oneroso al Fenerbahce dello stopper brasiliano Diego Carlos. Più basso l’investimento per l’unico elemento italiano della rosa sceso in campo quest’anno: Edoardo Goldaniga fu prelevato dal Sassuolo nel gennaio 2024 per 1,5 milioni. Addirittura a parametro zero sbarcò sul Lago il terzino sinistro Alberto Moreno: a testimonianza di come i soldi siano sì importanti, ma soltanto se applicati alla forza delle idee. Nomi non altisonanti ma di grande affidabilità e rendimento per supportare i sogni di gloria di un Como che viaggia sempre più lanciato verso la qualificazione alla prossima Champions League.

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Como, il muro Butez vicino al rinnovo

Uno dei segreti del bunker difensivo lariano si chiama Jean Butez. Il portiere francese per rendimento è certamente nella Top 3 dell’attuale Serie A. Grandi parate che gli hanno permesso di collezionare già 14 clean sheet finora. Solamente il numero uno della capolista Inter (Yann Sommer) vanta gli stessi numeri, ma ha subito più reti rispetto al collega francese che il ds Ludi ha pescato in Belgio nell’Anversa per soli 2 milioni. Un affarone. Tanto che sono già partiti i dialoghi per il prolungamento del contratto della saracinesca comasca (da definire soltanto se fino al 2029 o al 2030). Intesa vicina.

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Cesc Fabregas deve aver imparato bene e fatto sua la lezione impartitagli dal suo maestro Arsene Wenger ai tempi dell’Arsenal. Le squadre che vincono e regalano spettacolo come il Como dell’allenatore catalano devono, però, poggiare le basi su fondamenta solide. Solo così si può davvero arrivare in alto e alzare dei trofei a fine anno. Questo quello che era solito ripetere il tecnico alsaziano nello spogliatoio dei Gunners nei primi anni Duemila. Che nel calcio si traduce in una difesa impermeabile. Parole entrate subito nella testa dell’allora minorenne centrocampista arrivato dalla Cantera del Barcelona e destinato a diventare uno dei più grandi al mondo nel suo ruolo. Anche grazie alle dritte di papà Arsene.

Como, il Metodo Fabregas è realtà

Adesso Cesc si è messo in testa di scrivere di nuovo la storia: non più in maglietta e calzoncini, bensì dalla panchina. Detto, fatto. O quantomeno è decisamente sulla buona strada. In Italia e all’estero, infatti, viene evidenziato il calcio-champagne dei biancoblù, che indubbiamente sono caratterizzati da una manovra spiccatamente offensiva e votata all’attacco. Di quelle che entusiasmano e fanno innamorare tifosi e appassionati di calcio. Tanto che si parla già di Metodo Fabregas tra gli addetti ai lavori. Mica male per chi ha soltanto 38 anni. Al tempo stesso, però, Cesc non trascura la difesa a differenza di molti suoi illustri colleghi cosiddetti giochisti. E i numeri in tal senso parlano chiaro: a due mesi dalla fine del campionato i lombardi vantano la miglior difesa del torneo.

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