Fabregas: "Ci manca ancora un pezzettino, ma c'è una cosa che non abbiamo fatto". E su Perrone...

Le parole dell'allenatore dei lariani in vista della trasferta a Verona: "Dobbiamo avere fame, di prestazione e di fare gol"
Fabregas: "Ci manca ancora un pezzettino, ma c'è una cosa che non abbiamo fatto". E su Perrone...
© Marco Canoniero

COMO - Malgrado il pareggio casalingo contro il Napoli, il Como è ancora in lotta per la Champions League e domenica a Verona (12:30) la squadra di Cesc Fabregas cercherà il ritorno al sucesso per mettere pressione a Roma, Juventus e Milan. L'allenatore dei lariani ha parlato così in conferenza stampa proprio sulla lotta europea: "Numericamente mancano due punti. Siamo molto vicini ma bisogna fare quel pezzettino in più. Sperimo di riuscire. Bisognerà fare una squadra molto forte, corta. Poi, a gennaio c'è sempre la carta bianca da giocare anche se quest'anno non lo abbiamo fatto. Io preferisco iniziare con meno, due per ruolo e voi valutare a gennaio. per me sono importanti l'unione e la competitività".

"Qui un'atmosfera sana"

Ieri il tecnico ha festeggiato il compleanno, 39 anni compiuti qualche giorno fa, ribadendo il proprio legame con Como, un ambiente che a lui piace e dove si sente a casa: "Ne abbiamo già parlato alcune volte, il mio lavoro è per la gioventù, ma questo non vuole dire che dobbiamo essere più o meno esigenti. Però penso che noi siamo molto esigenti negli allenamenti e si meritano anche di riposare. Il riposo come lo vedo io è mentale, fare cose che normalmente non puoi fare. Sì, cinque giocatori hanno fatto un piccolo viaggio insieme. Se stanno bene fuori, meglio potranno fare in campo. Penso che pure Sergi Roberto e Goldaniga siano andati via insieme, non so dove. C'è un bel ambiente, ma chi viene via da qui e vede i ragazzi respira un'atmosfera sana. Se si potrebbe fare anche in una grande città? Questa è una cultura che si deve portare col tempo, facendo tantissime cose insieme, abituandoci a fare determinate cose. Da giocatore qui sentivo che dovesse cambiare qualcosina ma sentivo un ambiente incredibile, con Cerri e gli altri... poi quando le cose non vanno bene bisogna dirlo. Quando si è troppo amici alle volte non lo dici, ma io sono tranquillo. C'è un ambiente molto positivo".

L'ombra del Mondiale che si avvicina

I Mondiali si stanno avvicinando e potrebbero essere una distrazione per i giocatori: "Non tanto adesso ma un mese fa. Ho sentito qualcosa nell'ultima sosta, per le ultime convocazioni, magari Jean Butez si aspettava di andare e non è successo, è rimasto deluso. Van der Brempt era nelle pre-convocazioni, Baturina è andato... loro penso che sono già intelligenti e consapevoli che quanto meglio fanno qua, più opportunità avranno per andare in Nazionale. Dipende da loro, non solo da noi. Ma adesso non sento niente, i ragazzi sono focalizzati su queste due settimane che mancano".

Verso la sfida con il Verona

Malgrado la retrocessione l'Hellas ha dimostrato a Torino contro la Juventus di essere un ostacolo insidioso: "La gara delle 12:30 non mi piace tanto. Tre ore prima si mangia. Quando si gioca alle 15 si fa attivazione la mattina, i giocatori fanno stretching, mobilità, due contro due e dopo si mangia e si riposa. Se si gioca la sera, riposo - aggiunge - Come gestiremo il Verona?  Nessuno vuole perdere una partita per perderla. Sei triste e dispiaciuto perché sei retrocesso ma nessuno ci regala niente. In un blocco basso con la Juventus hanno creato contropiedi, poi si sono di difesi tutta la partita. Noi dobbiamo essere preparati ad una partita simile di settimana scorsa. Oggi fare un gol a un blocco basso è la cosa più difficile. Dobbiamo avere fame, di prestazione e di fare gol. Bisogna andare positivi, ma se andiamo al campo pensando sia una partita facile...". 

Arsenal in finale di Champions

L'ultima volta che i Gunners si sono giocati la Coppa Campioni era 20 anni fa e Fabregas era in campo nel ko contro il Barcellona: "Quella sconfitta mi ha fatto imparare molto dopo. Allora avevo 19 anni, era la prima volta e dopo ci sarebbe stato il mio primo Mondiale. Quella partita sono andato via e ho detto: 'Wow, che soddisfazione giocare una finale di Champions. Sicuramente la vincerò perché sono giovane'. Passano gli anni e mi ritiro, è l'unica cosa che non ho vinto. Ci sono dei rimpianti, ti fa vedere che nel calcio - come nella vita - si deve lottare. Se aspetti troppo poi non arriva mai. Un ko che mi ha fatto imparare, anche se avrei preferito vincerla. Ma le sconfitte ti fanno crescere e migliorare. C'è un'analogia con la semifinale di Coppa Italia con l'Inter? Niente è detto nel calcio, come nella vita.  L'Arsenal può vincere il Doblete, ma può anche non vincere niente. Allora sarebbe un fallimento? Per una partita, un gol? Io non la vedo così. Per me loro stanno facendo una grandissima stagione, Arteta anche. Stagione della madonna".

Perrone ce la fa

Infine la comunicazione sullo statu del centrocampista argentino: "Si e' rotto il naso contro il Napoli e si e' dovuto allenare con la maschera ma può giocare. Dovrà essere operato dopo"

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