"Magari Juve e altre faranno meglio di noi", Fabregas e il nuovo Como: "Uno dice una cosa e..."

Il tecnico spagnolo ha parlato in conferenza stampa prima del match contro l'Udinese: "La Champions è un regalo". Poi coccola Liberali e parla di calciomercato: "Manca quel plus..."
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Pubblicato il 20.08.2026, 16:57

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Cesc Fabregas apre la nuova stagione del Como toccando subito alcuni dei temi centrali del nuovo corso: la crescita di una squadra giovane chiamata a misurarsi per la prima volta con tre competizioni, il peso di un mercato ancora aperto e la necessità di consolidare un’identità precisa senza lasciarsi condizionare dalla pressione. Al centro anche la condizione fisica di Nico Paz, la crescita dei giovani e in particolare l’impatto di Mattia Liberali, oltre alla sfida con un’Udinese definita forte e molto fisica. E poi una parentesi è stata dedicata anche al mercato, con il club che sta valutando gli ultimi colpi.

Udinese-Como, la conferenza di Fabregas

"Come si affronterà questa stagione? Quest'anno si inizia da zero. Zero partite, zero punti. Tutte le squadre crescono, fanno mercato, vediamo come si partirà. Piano piano dobbiamo ritrovare chi eravamo l'anno scorso e provare a migliorare. Questa è una stagione molto speciale, facciamo tre competizioni, mai fatto prima d'ora. Abbiamo una squadra giovanissima, alcuni calciatori e membri dello staff non le hanno mai affrontate. Giocheremo ogni tre giorni. Ci sono tantissime incognite. La prima stagione di tante, ma niente pressione. La Champions è un regalo, ma Serie A e Coppa Italia sono molto importanti" - così Fabregas ha aperto la prima conferenza stampa stagionale. Poi subito un'analisi tattica come sulla posizione molto alta di Ramon e Kaiki in amichevole contro il Liverpool: "Noi abbiamo un'idea di gioco precisa. I principi sono gli stessi".

 

 

Poi ha proseguito: "Mercato aperto con il campionato iniziato? Non mi piace, ma a nessuno piace. Magari c'è un giocatore qui che tra 2-3 settimane giocherà da un'altra parte. Sappiamo però che è così. Aspettiamo che il mercato si chiuda velocemente, in 12-15 o 20 giocatori. Ora ci sono tanti dubbi, uno che ti dice una cosa o l'altra. Non è bello nemmeno per loro che sono amici, quando sanno che qualcuno andrà via. Un giorno cambieranno le regole e saremo più felici".