Rigore Fiorentina, Vanoli e il senza coraggio: "Non se l'è sentita. Bisogna tirar fuori il coltello"

Le parole dell'allenatore della Viola dopo il ko a Reggio Emilia: "Un campione come Kean deve fare il campione. Ho rinunciato anche a dei soldi per venire qui, ma perché ci credo"
Rigore Fiorentina, Vanoli e il senza coraggio: "Non se l'è sentita. Bisogna tirar fuori il coltello"
REGGIO EMILIA - Dopo le parole del direttore sportivo Goretti, il quale ha confermato rigorosamente la posizione di Poalo Vanoli sulla panchina della Fiorentina, anche lo stesso allenatore si è presentato in conferenza dopo la dolorosa sconfitta dei Viola a casa del Sassuolo. Vanoli non ha fatto giri di parole sul cosa lo sta preoccupando di più: "Dobbiamo chiedere scusa ai nostri tifosi. Ho detto ai giocatori che non servono giocatori in queste situazioni ma servono uomini, anche se lo dobbiamo diventare perché questa partita è stata un'emblema, basta alibi, ci vuole coraggio. La paura di cosa quando vai in vantaggio 1-0? Più bello di così! Dovrebbe scomparire la paura. Non c'entra il modulo, c'entra il ritrovarsi giocare l'uno per l'altro e non vedo questo da quando sono arrivato. Puoi avere tante idee ma se stoppi una palla e non giochi veloce, adesso sono alibi".

La scena del rigore

Fiorentina che è passata in vantaggio al 9' grazie al rigore realizzato da Mandragora anche se non era lui il rigorista: "Il rigorista era Gudmundsson ma non l'ha voluto calciare, il secondo era Mandragora, e Kean da attaccante che in questo periodo non fa gol voleva calciarlo ma il problema non è quello, il problema è che dopo 5 minuti trovi il gol e hai la gente che ti spinge...il problema è che adesso gli alibi sono finiti. Qual è l'alibi adesso? Il modulo? Basta, c'è da andare in campo e giocare uno per l'altro, capire che ogni palla in qualsiasi situazione è determinante, sia in attacco che in difesa. Non ho ancora trovato la chiave per entrare nella testa di questi ragazzi".

Come si può salvare la situazione?

Seconda sconfitta consecutiva dopo 2 pareggi ed ultimo posto a quota 6 punti, come si esce da questo momento: "Non lo deve fare Paolo Vanoli, lo devono fare i giocatori, lo deve fare anche l'uomo. Secondo me ci sono uomini in questa squadra, devono diventare uomini. ci sono dei momenti in cui ti capitano delle cose e devi crescere, devi crescere in fretta. I veterani oggi devono aiutare i giovani a diventare forti e devono aiutare in campo il giovane a sostenerlo. Questo lo abbiamo fatto ad alti e bassi, alti e bassi, alti e bassi, ora il tempo è finito. Se ho accettato questa sfida...stavo a casa pagato. Il mio pensiero oggi è trovare delle soluzioni, trovare quei giocatori che possano combattere per questo. Non si può dire 'questo è bravo', 'questo bisogna farlo giocare qua', poi è normale che ci sono giocatori importanti come Gosens fuori ma stasera siamo partiti bene, siamo andati in vantaggio, ma non si possono prendere questi gol assurdi".

C'è un caso De Gea?

L'allenatore non vuole parlare dei singoli malgrado l'estremo difensore sia stato protagonista di alcune papere grossolane: "Oggi entrare nel singolo non serve a nulla. Oggi non c'è Tizio, c'è la Fiorentina. Oggi devo lottare per il mio compagno, io non vedo fare una corsa di sacrificio, di vita o morte all'indietro, come non la vedo fare in avanti, è quello che deve fare una squadra per salvarsi. Lo fanno le grandi squadre. Noi ora dobbiamo salvarci, quando bisogna difendere purtroppo bisogna farlo tutti insieme con il coltello tra i denti, mettere la palla di prima, crossare, poi si sbaglia, ma gli atteggiamenti del giocatore contano".

"Se devo fare lo psicologo vado a casa..ma io ci credo fortemente"

A Vanoli viene chiesto perché abbia optato per il vecchio modulo quando a Bergamo disse che il cambio modulo sarebbe stato anche un modo di stimolare il gruppo. L'allenatore ha fatto un lungo discorso concentrandosi sull'aspetto psicologico: "Fazzini non è rientrato, Gosens pensavo di riaverlo, Fortini ha avuto la febbre, non mi posso inventare chissà che cosa, a volte penso che sia giusto continuare a dare delle garanzie ma penso che che l'inizio della partita sia stato chiaro, il problema oggi è togliersi questi alibi di paura. Paura di che cosa? Oggi questa è la situazione. La cosa più importante sono le scuse ai nostri tifosi. La seconda essere uomini. Puoi anche cambiare modulo, poi cosa succede se si perde? C'è stata confusione. È un alibi! C'è la Fiorentina, c'è la salvezza, c'è da tirar fuori il coltello dove gioco gioco". Vanoli chiama in causa tutti: "Oggi un campione come Kean deve fare il campione. Un passo indietro e ragazzi, vi aiuto io. Se andiamo a vedere individualmente tutti i problemi devo fare lo psicologo e vado a casa. Ha paura di giocare a pallone? Sì, ci può essere perché quando vinci il morale, ti viene tutto più facile, ora qual è la paura? Devi fare qualcosa per vincere, lo devi fare con raziocinio, con determinazione, lucidità e voglia: queste sono le battaglie. Sono venuto qua, lo so benissimo, ho rinunciato anche a dei soldi per venire qui, ma perché ci credo, perché ci credo, forte. Nessuno mi ha mai regalato niente. Mi prendo le critiche, me le prenderò".

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Fiorentina