
"Non ho mai e non rifiuterò mai di tirare un rigore, ho sempre tirato i rigori per il club senza problemi. Ieri un altro giocatore ha preso la palla e voleva calciare lui, e io non sono quel tipo di persona che litiga con il proprio compagno di squadra davanti allo stadio pieno". Così l'attaccante viola Albert Gudmundsson commenta un post sui social del canale televisivo Dazn: l'ex Genoa di fatto smentisce quanto detto nel post gara di Sassuolo-Fiorentina dal suo tecnico, Paolo Vanoli, che aveva fatto sapere come la discussione fra Rolando Mandragora e Moise Kean al momento della battuta del penalty del momentaneo vantaggio viola fosse generata dal rifiuto di Gudmundsson (primo nelle gerarchie) di calciare dal dischetto. Una dichiarazione pesantissima contro tecnico e compagni che spiega la situazione di caos all'interno dello spogliatoio viola.
Le parole di Vanoli
Così il tecnico aveva parlato davanti ai microfoni dopo il tris rimediato dal Sassuolo e la conferma dell'ultimo posto in classifica: "Il rigorista era Gudmundsson ma non l'ha voluto calciare, il secondo era Mandragora, e Kean da attaccante che in questo periodo non fa gol voleva calciarlo ma il problema non è quello, il problema è che dopo 5 minuti trovi il gol e hai la gente che ti spinge...il problema è che adesso gli alibi sono finiti. Qual è l'alibi adesso? Il modulo? Basta, c'è da andare in campo e giocare uno per l'altro, capire che ogni palla in qualsiasi situazione è determinante, sia in attacco che in difesa. Non ho ancora trovato la chiave per entrare nella testa di questi ragazzi".
