La Fiorentina si lecca le ferite dopo la netta sconfitta di lunedì a Udine e la grande occasione persa per staccare Lecce e Cremonese in classifica. La squadra viola si ritrova sempre più invischiata nella lotta salvezza e di nuovo nel vortice delle polemiche, che fanno seguito a quelle dopo il ko in Conference, seppur mitigato dalla qualificazione agli ottavi. Nel mirino delle critiche soprattutto l'allenatore Paolo Vanoli reo, in questo caso, di essere tornato alla difesa a tre con la quale dalla gestione Pioli in poi la Fiorentina non ha mai vinto, per far esordire il neo acquisto Daniele Rugani. La scelta ha suscitato più di una perplessità visto che Rugani ha giocato per 90 minuti contro una squadra fisica come l'Udinese dopo essere stato fermo per infortunio dal 20 dicembre, quando indossava la maglia della Juventus, e dopo un solo test di un'ora mercoledì scorso.
Vanoli: "La squadra deve fare esame di coscienza"
A ben vedere, delle 8 presenze in bianconero, Rugani non giocava una partita intera addirittura dal 22 ottobre contro il Real in Champions. In campo dunque il difensore ha evidenziato tutti i limiti di un ritmo partita perso in questi mesi, con tre errori marchiani che hanno portato ad altrettante reti dell'Udinese, rigore compreso. Vista la difficoltà, non toglierlo prima lo ha esposto a un esordio horror con la nuova maglia. Arrivato per essere il leader difensivo della squadra, le critiche sono piombate anche su Paratici che lo ha scelto, pur infortunato e atteso per un mese. Il tecnico, a fine, gara ha giustificato i 90’ di Rugani con il risultato e altri cambi necessari. Anzi, Vanoli ha puntato il dito contro la squadra che a suo dire «dovrebbe fare un esame di coscienza, perché costruiamo qualcosa per poi distruggerlo come stava accadendo in Conference. Dobbiamo metterci più attenzione, da questo punto di vista la squadra non è cresciuta», facendo riferimento ai tanti gol subiti su calcio piazzato.
Fiorentina, De Gea infierisce e Kean si fa male
E nel mirino è finito anche il portiere David De Gea, punto di forza la scorsa stagione, che in questa si è reso protagonista di una serie di errori, come il primo gol subito dai viola: «Potevo fare meglio, ma giocando così gol lo avremmo preso lo stesso», ha commentato, buttando così benzina sul fuoco, visto il ruolo di capitano. Un clima teso da cui, dopo il giorno libero concesso ieri, la Fiorentina ripartirà in vista di un’altra sfida determinante come quella di domenica con il Parma. Una giornata importante per capire anche le condizioni di Moise Kean, uscito lunedì al 71’ per un problema alla tibia. Il giocatore ha preso una botta nello stesso punto in cui l’aveva già presa contro lo Jagiellonia, particolarmente doloroso e che già in passato gli aveva creato problemi. Una semplice contusione, insomma, che potrebbe però richiedere qualche giorno di riposo oltre a ghiaccio e trattamenti ad hoc. Il dolore non gli ha però impedito di partecipare, a Milano, all’evento di Ea Sports Fc in collaborazione con la Lega di serie A in cui ha ripercorso la sua carriera, partita dall’oratorio, e questo fa ben sperare la Fiorentina che domenica Kean sarà regolarmente in campo.
