Servirà un'impresa. Lo ha detto Vanoli in conferenza e anche Mandragora alla vigilia della sfida di ritorno di Conference contro il Crystal Palace. Il 3-0 dell'andata mette la partita su binari più tranquilli per la formazione inglese, ma a volte giocare con la testa libera può risultare determinante e ora che in campionato, la Viola, è riuscita ad allontanarsi dalla zona rossa può provare a giocarsi le proprie carte in Europa.
Vanoli, conferenza Fiorentina-Crystal Palace
Vanoli presenta così la sfida di ritorno contro il Crystal Palace: "Questa gara si prepara con la testa libera sapendo che servirà un'impresa. Ogni tanto per questo non conta tanto la qualità tecnica ma la voglia, fare qualcosa che va oltre, con coraggio. Dovremmo rischiare, provare e sognare. Nonostante la classifica a volte ci ha impedito di essere liberi in questa competizione, al Franchi a volte ci sono state delle imprese. Mi dispiace non avere la rosa al completo perché i cambi ci aiutano, con la Lazio abbiamo dimostrato di essere squadra. Voglio che ognuno dia il 110%: libertà di provare un dribbling, di fare un tiro in porta, di giocare a calcio. Questa partita deve portare a questo, anche se sappiamo che il Palace è una delle pretendenti più accreditate per vincere la Conference. All'andata ci hanno condannato gli episodi. Questa dev'essere una lezione sul saper diventare grandi. Poi noi abbiamo avuto la sfortuna del sorteggio, ma è bello perché le squadre forti ti fanno crescere: quando non si vince si impara".

Vanoli e il futuro alla Fiorentina
Il tecnico poi parla del futuro: "Quando sono arrivato mi è stato chiesto di arrivare alla salvezza. I dati dicono che mai una squadra si era salvata dopo zero vittorie in 11 partite. Io sono concentrato su quello. Poi a me piace il campo internazionale, perché ti da status. È normale che a volte le scelte siano state condizionate dal campionato, siamo stati bravi a capire che ogni tanto le annate vanno tenute dritte. Il mio compito non è finito. Io ho molta ambizione e penso di averlo dimostrato in questi anni con Venezia, Spartak e Torino. La società mi ha sempre dato massima fiducia: Ferrari e Goretti quando mi hanno scelto, e anche Paratici. Adesso voglio chiudere questo percorso e sogno per domani sera. Ma non voglio che il mio futuro sia condizionato da una partita di Conference: non sono un fenomeno se si passa, non sono un mediocre se usciamo. Continuo a crederci, nonostante le difficoltà".