Grosso contro Rapuano, "Poteva evitarsi i rossi". De Rossi e il libricino di Coverciano...

"Nell'intervallo c'è stato un parapiglia che non doveva succedere", le parole dei due allenatori

Una partita intensa, sporca, viva. Di quelle che raccontano molto più del risultato finale. Il 2-1 con cui il Genoa supera il Sassuolo nasce da una gara equilibrata e combattuta, decisa dai lampi di qualità di Malinovskyi ed Ekuban, che firma il gol vittoria dopo il momentaneo pareggio di Koné. Ma il match del Ferraris non è stato solo calcio giocato. A macchiare il pomeriggio, infatti, è stato il parapiglia nel tunnel a fine primo tempo, un episodio che ha acceso gli animi e portato ai cartellini rossi per Berardi ed Ellertsson, cambiando l’inerzia emotiva della sfida. Nel post partita ne hanno parlato De Rossi e Grosso, che hanno affrontato anche altri temi.

Le dichiarazioni di De Rossi a Sky

"Ci sono state sostituzioni che non ci aspettavamo, un po' di confusione. Abbiamo perso gran parte dell'intervallo a calmare gli animi, sia io che Fabio (Grosso, allenatore del Sassuolo, ndr) dopo un buon primo tempo. Era una partita da non innervosire perché stavamo andando bene. Alla fine ci ha detto bene con un episodio, perché abbiamo giocatori forti individualmente. Una vittoria di una importanza gigantesca" - ha spiegato De Rossi a Sky Sport. Poi ha proseguito: "Se avevamo cerchiato questa partita e quella contro il Pisa? Ma avevamo cerchiato anche quella con l'Udinese, che vedete andare a giocare spensierata nei vari campi di Serie A grazie alla tranquillità che ha. Meritavamo più quella che oggi. Avevamo fatto bene tutta la partita, forse oggi ci siamo ripresi quei punti persi immeritatamente: era più da pari, ma è una vittoria di importanza vitale per noi".

Su Messias che risponde sempre presente: "Aggiungerei anche Ekuban, giocatori importantissimi nello spogliatoio. Ho imparato ad apprezzarli molto velocemente, per quanto hanno caratteri molto diversi: Ekuban è estroverso, a Junior fai fatica a farlo parlare. Ma quando gli entri dentro ti dà tantissimo, umanamente e calcisticamente. Con l'assenza di Baldanzi c'è stato un momento in cui l'abbiamo torchiato, facendogli fare troppi minuti, visto che è reduce anche da degli infortuni. E quando entra a partita in corso è devastante, è stata una sorpresa incredibile. Sono contento della vittoria e di questo gruppo, che merita di allontanarsi da quella zonaccia bollente della classifica. Una vittoria che vale tanto".

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De Rossi e il parapiglia di fine primo tempo

Si aspettava di vincere la partita con un tacco di Sabelli, assist di Messias e gol di Ekuban? A questa domanda De Rossi risponde con sincerità: "Le prodezze di Messias ed Ekuban ci sono riuscite. Il tacco di Sabelli...devo farmi due domande (ride ndr). Scherzi a parte, ci sono giocatori che hanno questa maglia sulla pelle e con un po' di sfrontatezza cercano la giocata. Bello che abbiano lo stesso mio coraggio quando affronto le formazioni, la vita, ecc. So che danno tutto in campo". Sulla salvezza quasi ottenuta: "Era importante vincere oggi. Avevamo questo retrogusto amaro dopo la sconfitta contro l'Udinese. Oggi abbiamo fatto un ottimo primo tempo. È stata una partita strana. In genere quando una squadra gioca bene, l'altra gioca male. Invece anche il Sassuolo ha fatto bene, gli faccio i complimenti. Nell'intervallo c'è stato un parapiglia che non doveva succedere. Andremo a Pisa a giocarci la partita con tre squalificati ma dobbiamo maturare su questo perché abbiamo scombussolato la partita".

"Baldanzi? Non posso limitarmi al libricino di Coverciano"

Sulla posizione di Baldanzi: "Stiamo virando verso un qualcosa di più fluido. Bisogna girare mantenendo quelle posizione. Lui doveva girare sapendo che quella posizione un compagno la deve occupare. Lui ha quel pizzico di libertà in più come Malinovskyi o Messias. Se li limitassi a fare quello che c'è scritto sul libricino di Coverciano non sarebbero utili". Sull'amore per il Genoa che trasmettono Sabelli ed Ekuban: "Si riparte da questo. Il Genoa cambierà dei giocatori perché è fisiologico. I giocatori che possono, che vogliono o che devono essere venduti saranno venduti ma se non c'è uno zoccolo duro che spiega ai nuovi dove sono arrivati diventa difficile avere questo ricambio. Ai ragazzi ho chiesto che non voglio vedere una squadra che gioca meglio dell'avversario, so quali sono le nostre qualità e limiti, ma di vedere una squadra che volesse vincere più di loro. Oggi avevamo più stimoli di loro e si è visto. Non è una partita che abbiamo strameritato di vincere anche se abbiamo fatto bene. Con l'Udinese c'è stato un dominio più netto ma oggi, per il modo come è arrivato il gol, si è visto quali erano i nostri stimoli".

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Il cuore del Genoa e la sfida con Grosso

"Questa vittoria dà sollievo. Quando ho visto l'1-1 e quell'addormentarsi della partita pensavo che avevamo 34 punti e ci avremmo riprovato a Pisa. Due punti in più pesano. Dobbiamo affrontare Como, Milan, Atalanta, Fiorentina. Partite non simpatiche. È una vittoria gigantesca, non siamo salvi. Non c'è la matematica. Però anche per piacere personale siamo noi a farli e non stare a gufare la Cremonese o il Lecce. Dobbiamo fare i punti che dobbiamo perché ci tireremo fuori da soli da questa situazione" - ha spiegato De Rossi.

Sabelli ha detto che per De Rossi farebbe tutto. È il cuore del Genoa a fare la differenza? Il tecnico ne ha parlato: "Mi piace pensarla così. Da allenatore dovrei dire di no. E invece è il gruppo che ho trovato e come siamo entrati in sintonia a fare la differenza. Ci sono poi i livelli e questi vanno rispettati. Non posso dire di andare a Torino e vincere col cuore. Si vince a Torino mettendoci cuore e correndo quanto loro. Quello che non è mai mancato. Nonostante la forza dell'avversario, devo per forza avere una reazione. Nel secondo tempo è stato un po' piatto ma c'è stata una reazione. Noi allenatori dobbiamo mettere in campo giocatori che ci tengono. Uno poi trova gli stimoli in qualsiasi cosa". Sulla bella sfida tra italiani: "Io faccio fatica a parlare di me e mi soffermo su Grosso. È una persona che ammiro per come ha gestito tutto. Soprattutto per quella valanga di notorietà dopo il 2006. È un messaggio importante. Sento spesso quei luoghi comuni sui campioni del 2006, ma penso che Fabio sia la conferma che si può essere ottimi giocatori e ottimi allenatori".

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Le parole di Grosso: "Poche cose per determinare l'espulsione"

"Ero contento perché abbiamo fatto un'ottima partita. Siamo stati punti nei dettagli, abbiamo concesso qualcosa di troppo. Prendiamo degli spunti positivi, la gara è stata equilibrata contro una squadra con tanta voglia di vincere. Nel finale abbiamo concesso un gol con palla nostra, torniamo a casa delusi dal risultato ma con degli spunti da cui ripartire" - ha spiegato Grosso a Dazn. Poi ha proseguito: "Se Konè è già pronto per una grande squadra? Sta alzando la continuità all'interno della partita, che è il suo tallone d'Achille. Quando eravamo in dieci insieme a Matic e Thorstvedt ha fatto buone cose. I dettagli hanno favorito chi li ha cercati di più. Se ho avuto modo di parlare con Berardi? Lui ha detto che non ha fatto niente, dalle immagini si vede poco. Tante sceneggiate, poche cose per determinare l'espulsione di entrambi".

Il tecnico in conferenza ha analizzato il match: "Nell'ultima partita in trasferta abbiamo pareggiato a Torino con la Juve. La classifica dice che questo Sassuolo sta facendo un campionato straordinario. La partita di oggi è stata equilibrata. Entrambe le squadre hanno provato a giocarsela. Peccato perché siamo mancati in qualche dettaglio che hanno determinato il risultato finale. Mi tengo anche le cose positive che abbiamo fatto come la partenza. Peccato per i dettagli che l'hanno determinata. Stavamo giocando bene. Peccato perché se vediamo come sono arrivati i gol sono state situazioni in cui ci siamo fatti prendere alla sprovvista. Piccoli errori di superficialità che quando incontri avversari di qualità possono sottolinearteli e farteli pagare. Peccato perché la prestazione è stata buona".

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"Ho parlato con Berardi e mi ha detto..."

Grosso ha parlato anche della rissa a fine primo tempo che ha portato all'espulsione di Berardi ed Ellertsson: "Ognuno tira l'acqua al proprio mulino. Dalle immagini non si vede un granché. È un parapiglia a fine primo tempo. Si poteva tenere le squadre in 11 contro 11, Berardi dice di non aver fatto nulla, così come Ellertsson. L'arbitro ha deciso così e ci atteniamo a quello che ha deciso". Genoa e Sassuolo hanno comunque dato vita a una bella partita con coraggio e voglia di giocare bene: "Messaggio al calcio quanto visto oggi? Abbiamo deciso da subito di provare a giocare con coraggio sapendo che siamo passati anche attraverso le tempeste. Ma abbiamo provato a trovare la vittoria con la spregiudicatezza. Oggi è venuta fuori una buona partita fra due squadre che hanno provato a giocarsela a viso aperto".

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Una partita intensa, sporca, viva. Di quelle che raccontano molto più del risultato finale. Il 2-1 con cui il Genoa supera il Sassuolo nasce da una gara equilibrata e combattuta, decisa dai lampi di qualità di Malinovskyi ed Ekuban, che firma il gol vittoria dopo il momentaneo pareggio di Koné. Ma il match del Ferraris non è stato solo calcio giocato. A macchiare il pomeriggio, infatti, è stato il parapiglia nel tunnel a fine primo tempo, un episodio che ha acceso gli animi e portato ai cartellini rossi per Berardi ed Ellertsson, cambiando l’inerzia emotiva della sfida. Nel post partita ne hanno parlato De Rossi e Grosso, che hanno affrontato anche altri temi.

Le dichiarazioni di De Rossi a Sky

"Ci sono state sostituzioni che non ci aspettavamo, un po' di confusione. Abbiamo perso gran parte dell'intervallo a calmare gli animi, sia io che Fabio (Grosso, allenatore del Sassuolo, ndr) dopo un buon primo tempo. Era una partita da non innervosire perché stavamo andando bene. Alla fine ci ha detto bene con un episodio, perché abbiamo giocatori forti individualmente. Una vittoria di una importanza gigantesca" - ha spiegato De Rossi a Sky Sport. Poi ha proseguito: "Se avevamo cerchiato questa partita e quella contro il Pisa? Ma avevamo cerchiato anche quella con l'Udinese, che vedete andare a giocare spensierata nei vari campi di Serie A grazie alla tranquillità che ha. Meritavamo più quella che oggi. Avevamo fatto bene tutta la partita, forse oggi ci siamo ripresi quei punti persi immeritatamente: era più da pari, ma è una vittoria di importanza vitale per noi".

Su Messias che risponde sempre presente: "Aggiungerei anche Ekuban, giocatori importantissimi nello spogliatoio. Ho imparato ad apprezzarli molto velocemente, per quanto hanno caratteri molto diversi: Ekuban è estroverso, a Junior fai fatica a farlo parlare. Ma quando gli entri dentro ti dà tantissimo, umanamente e calcisticamente. Con l'assenza di Baldanzi c'è stato un momento in cui l'abbiamo torchiato, facendogli fare troppi minuti, visto che è reduce anche da degli infortuni. E quando entra a partita in corso è devastante, è stata una sorpresa incredibile. Sono contento della vittoria e di questo gruppo, che merita di allontanarsi da quella zonaccia bollente della classifica. Una vittoria che vale tanto".

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