Il cuore del Genoa e la sfida con Grosso
"Questa vittoria dà sollievo. Quando ho visto l'1-1 e quell'addormentarsi della partita pensavo che avevamo 34 punti e ci avremmo riprovato a Pisa. Due punti in più pesano. Dobbiamo affrontare Como, Milan, Atalanta, Fiorentina. Partite non simpatiche. È una vittoria gigantesca, non siamo salvi. Non c'è la matematica. Però anche per piacere personale siamo noi a farli e non stare a gufare la Cremonese o il Lecce. Dobbiamo fare i punti che dobbiamo perché ci tireremo fuori da soli da questa situazione" - ha spiegato De Rossi.
Sabelli ha detto che per De Rossi farebbe tutto. È il cuore del Genoa a fare la differenza? Il tecnico ne ha parlato: "Mi piace pensarla così. Da allenatore dovrei dire di no. E invece è il gruppo che ho trovato e come siamo entrati in sintonia a fare la differenza. Ci sono poi i livelli e questi vanno rispettati. Non posso dire di andare a Torino e vincere col cuore. Si vince a Torino mettendoci cuore e correndo quanto loro. Quello che non è mai mancato. Nonostante la forza dell'avversario, devo per forza avere una reazione. Nel secondo tempo è stato un po' piatto ma c'è stata una reazione. Noi allenatori dobbiamo mettere in campo giocatori che ci tengono. Uno poi trova gli stimoli in qualsiasi cosa". Sulla bella sfida tra italiani: "Io faccio fatica a parlare di me e mi soffermo su Grosso. È una persona che ammiro per come ha gestito tutto. Soprattutto per quella valanga di notorietà dopo il 2006. È un messaggio importante. Sento spesso quei luoghi comuni sui campioni del 2006, ma penso che Fabio sia la conferma che si può essere ottimi giocatori e ottimi allenatori".
