Amorim, il tesoro del Genoa: "Ripagherò De Rossi, non ha avuto fretta. Sogno il Brasile"

Intervista al centrocampista rossoblù: "Fin dal primo momento ho avvertito la fiducia dell'allenatore, ma ha capito che mi serviva tempo per ambientarmi"

Cresciuto nel Fortaleza, pochi mesi all'Athletic prima di fare il grande salto in Europa in Portogallo all'Alverca, dove lo ha scovato Diego Lopez, il cfo del Genoa. Un anno intenso per Alexsandro Amorim, classe 2005, da gennaio giocatore del club rossoblù che su di lui ha investito quasi dieci milioni. Di lui ha parlato tanto e bene lo stesso De Rossi che ha invitato anche ad avere pazienza: "Resterà cinque anni, mica cinque mesi", disse il tecnico del Genoa. 
Amorim, come è stato l'impatto con il calcio italiano? «Ho trovato un modo di giocare a calcio differente. Ma è stato un impatto molto positivo, sono arrivato in Italia dove si gioca un calcio diverso, con intensità diversa, con la marcatura a uomo e non avevo mai giocato in questo modo. Ma quando sono arrivato lo staff, gli altri giocatori e la società mi hanno aiutato a comprendere nel modo più veloce possibile questo tipo di gioco e saper giocare in questo modo che per me è nuovo»I ritmi col Portogallo sono così diversi? «L'intensità qui è incredibile, è troppo forte, così come i volumi di gioco. Sono sempre stato un giocatore a cui piace lavorare e crescere, e quando sono arrivato qui l'unica cosa che ho cercato è stato proprio di crescere e di fare uno step verso un livello superiore. Confesso che le prime settimane di allenamento sono state molto diverse per me da come mi allenavo prima». 

Amorim al centro del Genoa: "Salto importante per la mia carriera" 

Cosa ha pensato quando ha saputo della possibilità di venire al Genoa? «Ha saputo del progetto, ho parlato col Mister e con Lopez, mi hanno mostrato la struttura del club, lo stadio e soprattutto l'energia dei tifosi allo stadio e tutto questo mi ha fatto venire voglia di venire qua. È un salto molto importante per la mia carriera giocare la Serie A in Italia in una squadra storica come il Genoa». 
 
Quanto le ha fatto piacere che una società con un suo dirigente sia venuta in Portogallo di persone per convincere il tuo club e a farle capire che sarebbe stato un giocatore importante per la squadra? «Per me è stato un piacere molto grande sentire il desiderio delle persone che lavorano dentro il club e del calcio. Che mi volevano veramente per quanto ho fatto fino ad ora». 
 
Ma che giocatore è Amorim? «Sono un giocatore che dà il massimo per la squadra, faccio ciò che mi chiede il mister e sono sempre disponibile ad aiutare i compagni. Credo che le mie principali caratteristiche siano la mia qualità tecnica, il mio piacere di giocare e di tenere la palla e di propormi. Quando sono arrivato il mister mi ha parlato e mi ha detto che siamo una squadra che gioca molto indietro ma che abbiamo l'obiettivo di aumentare la qualità nel gioco». 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Genoa

"Per me è incredibile avere un allenatore campione del mondo"

Può essere un regista? «Mi sento benissimo in quel ruolo, sono un giocatore a cui piace avere la palla tra i piedi, ho coraggio e la cerco sempre, amo gestire la palla e stare al centro del gioco. Gioco con coraggio e personalità e sento di avere la giusta confidenza. Poi dove mi vorrà mettere il mister io ci sarò e darò sempre il meglio».  
 
De Rossi al suo arrivo ha parlato molto bene di lei e a lei cosa ha detto? «Da quando sono arrivato il mister mi ha dato tutta la sua fiducia. Ha capito che avevo bisogno di tempo per ambientarmi ma mi ha anche detto che mi aveva visto giocare in Portogallo e che sapeva quali fossero le mie qualità e che mi avrebbe aiutato a metterle il prima possibile a disposizione della squadra». 
 
De Rossi non è un allenatore come gli altri, stessa sua posizione e campione del mondo. Quanto è importante? «Per me è incredibile avere un allenatore che è stato un campione del mondo e ha giocato nella mia stessa posizione. Ed è bello vedere il rispetto che tutta la squadra ha per il mister. Da parte mia ciò che devo fare è cercare di crescere più che posso grazie ai suoi consigli». 

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Amorim e la Nazionale: "Un sogno. un giorno ce la farò"

La Serie A è come se l'aspettava? «Mi aspettavo questo livello di avversari in A. Quando ho iniziato ad avere più minuti ho iniziato a sentire che fisicamente ero più pronto per giocare. D'altra parte se un giocatore vuole crescere deve sfidare giocatori e squadre di questo livello e io sono venuto in Italia apposta perché voglio giocare a questi livelli». 
 
Come è stato l'impatto col Ferraris? «Sin da bambino avevo il sogno di giocare in uno stadio con una atmosfera così. E ora ho realizzato il mio sogno. Quando entro nel nostro campo, dentro al nostro stadio grazie ai nostri tifosi mi arriva una carica extra e mi viene ancora più voglia di giocare e dare sempre di più». 
 
La nazionale è un sogno? «È un sogno per me. Se dico che non penso alla nazionale è una bugia perché parliamo di un sogno che avevo fin da bambino. Giocare a questo livello mi può aiutare tantissimo e credo un domani di poterci arrivare. Qui ho incontrato e conosciuto Branco (ex Genoa e campione del mondo col Brasile nel 1994) è stato un piacere conoscerlo anche perché lui lavora nell'ambito della nazionale e tutto questo mi fa credere ancora di più nella possibilità di raggiungere la nazionale. Un giorno ce la farò». 

Genova ti piace? «Ho trovato una città molto tranquilla, quando vado in giro sento l’affetto dei tifosi, fatico a parlare italiano ma capisco già tutto, però mi trovo bene. I compagni? Sono il top! Mi hanno accolto molto bene e ho trovato un gruppo vero e unito che mi ha aiutato a capire cosa significhi il Genoa».

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Cresciuto nel Fortaleza, pochi mesi all'Athletic prima di fare il grande salto in Europa in Portogallo all'Alverca, dove lo ha scovato Diego Lopez, il cfo del Genoa. Un anno intenso per Alexsandro Amorim, classe 2005, da gennaio giocatore del club rossoblù che su di lui ha investito quasi dieci milioni. Di lui ha parlato tanto e bene lo stesso De Rossi che ha invitato anche ad avere pazienza: "Resterà cinque anni, mica cinque mesi", disse il tecnico del Genoa. 
Amorim, come è stato l'impatto con il calcio italiano? «Ho trovato un modo di giocare a calcio differente. Ma è stato un impatto molto positivo, sono arrivato in Italia dove si gioca un calcio diverso, con intensità diversa, con la marcatura a uomo e non avevo mai giocato in questo modo. Ma quando sono arrivato lo staff, gli altri giocatori e la società mi hanno aiutato a comprendere nel modo più veloce possibile questo tipo di gioco e saper giocare in questo modo che per me è nuovo»I ritmi col Portogallo sono così diversi? «L'intensità qui è incredibile, è troppo forte, così come i volumi di gioco. Sono sempre stato un giocatore a cui piace lavorare e crescere, e quando sono arrivato qui l'unica cosa che ho cercato è stato proprio di crescere e di fare uno step verso un livello superiore. Confesso che le prime settimane di allenamento sono state molto diverse per me da come mi allenavo prima». 

Amorim al centro del Genoa: "Salto importante per la mia carriera" 

Cosa ha pensato quando ha saputo della possibilità di venire al Genoa? «Ha saputo del progetto, ho parlato col Mister e con Lopez, mi hanno mostrato la struttura del club, lo stadio e soprattutto l'energia dei tifosi allo stadio e tutto questo mi ha fatto venire voglia di venire qua. È un salto molto importante per la mia carriera giocare la Serie A in Italia in una squadra storica come il Genoa». 
 
Quanto le ha fatto piacere che una società con un suo dirigente sia venuta in Portogallo di persone per convincere il tuo club e a farle capire che sarebbe stato un giocatore importante per la squadra? «Per me è stato un piacere molto grande sentire il desiderio delle persone che lavorano dentro il club e del calcio. Che mi volevano veramente per quanto ho fatto fino ad ora». 
 
Ma che giocatore è Amorim? «Sono un giocatore che dà il massimo per la squadra, faccio ciò che mi chiede il mister e sono sempre disponibile ad aiutare i compagni. Credo che le mie principali caratteristiche siano la mia qualità tecnica, il mio piacere di giocare e di tenere la palla e di propormi. Quando sono arrivato il mister mi ha parlato e mi ha detto che siamo una squadra che gioca molto indietro ma che abbiamo l'obiettivo di aumentare la qualità nel gioco». 

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