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Spalletti: «Il progetto è triennale e, per quanto mi riguarda, le cose non sono cambiate»
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Spalletti: «Il progetto è triennale e, per quanto mi riguarda, le cose non sono cambiate»

«E' un momento in cui va messo in discussione tutto, ma è doveroso far riconoscere ai calciatori che non è tutto da buttare. Dobbiamo fare risultato perché ci siamo dentro con tutti e due i piedi»

 Stefano Pasquino venerdì 8 febbraio 2019

APPIANO GENTILE - Finalmente si gioca. A Parma l’Inter è chiamata a dare una risposta al termine della settimana più difficile da quando Luciano Spalletti siede sulla panchina nerazzurra. «E’ un momento in cui, visti i risultati, va messo in discussione tutto, ma è doveroso far riconoscere ai calciatori che non è tutto da buttare. Noi dobbiamo andare a Parma a fare una prestazione forte come il momento vuole. Il vantaggio di questo lavoro è che poi si va in campo e si gioca e il risultato mette a posto tutto». Non sarà facile perché «il Parma ha disegnato la propria tattica in base alle caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione». Spalletti, in settimana, ha messo i panni pure dello psicologo «In una situazione del genere bisogna lavorare più sulla testa. In gare come queste ci vuole anche un po’ di cuore, perché è quello che spesso fa la differenza, il tutto assumendoci le nostre responsabilità. Ci sono cose che è urgente migliorare: noi dobbiamo lottare su ogni pallone perché le partite se ci arrivi con la giusta forza mentale le puoi vincere tutte, le partite le vinci se arrivi all’80-90% del tuo rendimento, perché al 70% ci arrivano tutti». A Parma servirà come il pane il miglior Icardi: «Il talento, il calciatore forte, quello che fa gol viene di conseguenza al lavoro di squadra: se la squadra non funziona, non c’è talento che può rimettere a posto tutto. In base alle statistiche, in questo periodo concludiamo più in porta rispetto a tempo fa, poi sta nella cattiveria di ottenere il massimo dai momenti che accadano nella partita».

Keita in Europa League
Inevitabile poi tornare sulle parole di Beppe Marotta che hanno puntellato la panchina dell’allenatore a inizio settimana: «Il messaggio della società è sempre stato lo stesso. In estate ci siamo legati per tre anni perché eravamo consapevoli che avremmo dovuto fare un percorso che avrebbe richiesto tempo. E, per quanto mi riguarda le cose non sono cambiate e se non sono cambiate anche per la società mi fa piacere. Noi dobbiamo giocare per onorare la maglia, i tifosi, il club, la nostra carriera, le risposte le dobbiamo dare dentro la partita e nella ricerca del risultato che oggi vanno fatti e velocemente perché ci siamo dentro con tutti e due i piedi». Chiusura sull’infermeria: «Keita non è a disposizione, lo sarà dall’Europa League, mentre Borja Valero va valutato perché persiste un’infiammazione che sembrava più leggera». Chi ci sarà è invece Radja Nainggolan: «Nell’ultima partita l’ho visto meglio e soprattutto ancora meglio l’ho visto in allenamento. Mi aspetto da lui grandi cose perché ha un passato ed è una capacità non comune di reggere le tensioni».

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