Inter-Conte, il futuro è adesso: tutto sullo Scudetto

Investimenti contenuti, incertezza societaria e contratto in scadenza nel 2022. Il tecnico non ci pensa e fa quadrato con la squadra, guardando solo al presente

Inter-Conte, il futuro è adesso: tutto sullo Scudetto© lapresse

MILANO - Dice che non vuole nessuno, Antonio Conte, e c’è da credergli, anche perché non dice “non serve nessuno”, bensì evidenzia il verbo, quel volere che male si addice con la situazione attuale dell’Inter. E allora, anche con qualche mal di pancia da mancati rinforzi, da guerriero consumato passato dal campo alla panchina, andrà metaforicamente in guerra con i suoi uomini, non con l’aiuto di altri: domani per proseguire il cammino in Coppa Italia, e domenica per mandare un messaggio alla Juventus e al campionato, perché all’Inter è rimasta la rincorsa dello scudetto, dopo che l’Europa è sfumata via a dicembre. Tutto e subito, “all in” per dirla con termini anglofoni da gioco, perché “del doman non v’è certezza” e di Magnifico, non Lorenzo, ci sarebbe vincere qualcosa con l’Inter e poi vedere come andrà a finire, ingoiando il boccone amaro delle tensioni da mercato e divergenze di vedute.

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Le prospettive

Dunque, tutto il possibile e subito, scudetto in testa: quello, il tricolore, sarebbe un obiettivo che, se conquistato, potrebbe anche cambiare gli scenari, tuttavia Conte si appresta a entrare nella seconda metà del proprio contratto dovendo concentrarsi sull’immediato, su un presente che lo vede a caccia di titoli anche in nerazzurro, per non perdere il vizio da vincente che ne ha caratterizzato la carriera e che lo ha reso, del resto, l’allenatore più pagato della Serie A. Infatti nessun tecnico ha un ingaggio più oneroso del suo, 12 milioni: una cifra da top che è in controtendenza che le ultime politiche societarie, basate sulla necessità di contenere i costi pur senza ridimensionare le ambizioni. Per questo lo stesso Conte non ha intenzione adesso di scrutare l’orizzonte, troppo lontano: in estate si tireranno le somme e sarà quello il momento dei confronti, anche sulla base di quelli che saranno i risultati ottenuti e le concrete prospettive, anche economiche e di sviluppo del progetto. Pensare tuttavia che Conte possa cominciare la prossima stagione con un contratto in scadenza nel giugno successivo è alquanto improbabile, proprio per la tipologia di lavoro e la filosofia del tecnico salentino, abituato a una pianificazione sul lungo periodo e ad avere specifiche garanzie tecniche, sul mercato come nelle scelte. Adesso ha in qualche modo dovuto cambiare prospettiva: questo non significa che non ci siano i margini per un rinnovo nei prossimi mesi, anche se non sono stati riscontrati segnali in questo senso. 

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