Inter, il piano rimonta comincia da un blitz domenica a Torino con la Juve

I complimenti di Nagelsmann e l’undici per la sfida allo Stadium fatto. Anche fuori dal campo si sono ormai sciolti molti nodi
Inter, il piano rimonta comincia da un blitz domenica a Torino con la Juve© www.imagephotoagency.it

MILANO - È tornato da Monaco con i complimenti di Julian Nagelsmann per come gioca la sua Inter (l’allenatore del Bayern glieli ha fatti prima della partita, evidentemente incantato per l’exploit a Barcellona) ma soprattutto senza grossi danni collaterali dopo la sconfitta, comunque preventivabile. Anche questo non un fatto banale, considerato che una stagione fa, in una situazione analoga a Madrid, l’espulsione di Nicolò Barella costò gli ottavi al centrocampista. Simone Inzaghi, centrato il primo obiettivo stagionale (che porterà pure in dote per le casse del club una ventina di milioni, al netto di quanto già incassato), potrà ora gettarsi a capofitto sulla campagna d’Italia che vedrà due obiettivi su tre (scudetto e Supercoppa di Lega) decidersi già a gennaio. Detto del derby di Riad col Milan (il 18), gli otto punti di distacco dal Napoli impongono una rapida svolta alla stagione, anche perché il menù post-Mondiale prevede come primo appuntamento dopo la maxi-sosta proprio lo scontro diretto con la capolista a San Siro, sfida che - se vinta - darebbe tutt’altro senso alla classifica. E Inzaghi, che nei prossimi 270’ di campionato avrà ben due scontri diretti entrambi in trasferta (si comincia domenica con il derby d’Italia per finire a Bergamo con l’Atalanta, gare inframmezzate dal match col Bologna a San Siro), sa benissimo che è obbligatorio fare il pieno di punti per tenere viva la speranza di vincere lo scudetto della seconda stella, lavando così la delusione per quanto accaduto un campionato fa quando tra Torino e Bergamo i nerazzurri raccolsero 4 punti sui 6 disponibili (vittoria 1-0 in casa della Juve e 0-0 al Gewiss contro l’Atalanta).

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Inter, ecco l'undici anti-Juve

Non a caso contro il Bayern ogni decisione è stata messa in atto col bilancino, attentamente studiata a tavolino dall’allenatore con il suo staff nell’ottica della gara con la Juve a prescindere da quello che sarebbe stato l’andamento del match con i tedeschi. I due esterni titolari, ruolo molto dispendioso e centrale nel calcio di Inzaghi, sono rimasti a riposo: Dumfries e Dimarco arriveranno così al top allo Stadium. In panchina per tutti i 90’ è rimasto Bastoni (ma lui in Champions era pure diffidato), Calhanoglu, Mkhitaryan e Dzeko hanno giocato mezz’ora, mentre Skriniar l’ultimo quarto d’ora per De Vrij. Per il principio dei vasi comunicanti Barella e Martinez, altri due titolari annunciati a Torino, sono rimasti in campo un’ora e questo dimostra come l’Inter per il derby d’Italia sia fatta per dieci undicesimi, con l’unico ballottaggio al centro della difesa tra Acerbi e DeVrij con il primo favorito per una maglia da titolare anche per il trend delle ultime partite che lo hanno visto quasi sempre preferito all’olandese.

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Skriniar e De Vrij doppio sì

I campionati si vincono però pure fuori dal campo e, in tal senso, la qualificazione agli ottavi di Champions ha dato una bella accelerazione alla questione più spinosa, ovvero il rinnovo di Milan Skriniar. Ogni giorno è buono per un nuovo incontro tra le parti e il fatto che Beppe Marotta a Monaco abbia confessato tutto il suo ottimismo per una fumata bianca entro il 13 novembre (giorno in cui calerà il sipario sulla prima parte di stagione) è musica per le orecchie dell’allenatore che, prima della gara con il Viktoria Plzen, sull’argomento rinnovi era stato chiarissimo:«Non c’è solo Skriniar in scadenza: spero si risolva tutto velocemente, ma ho la fortuna di avere dei dirigenti bravissimi e ci stanno pensando loro». A livello di tempistiche, l’unica vera urgenza era (ed è) legata solo a Skriniar considerato il rischio - ormai scongiurato, a meno di tsunami - di doverlo vendere a gennaio per non perderlo a zero in estate. Però altri sono i giocatori in scadenza nel giugno 2023 e l’allenatore sa benissimo che la precarietà può nuocere al rendimento in campo. In tal senso sono iniziati i primi approcci pure con l’entourage di Stefan De Vrij (la procura passerà a Federico Pastorello, a cui verrà affidato pure il compito di dirimere con la Lazio il nodo Acerbi) e, considerata la volontà dell’olandese, non dovrebbe essere un problema trovare un accordo fino al 2025. Altre questioni verranno affrontate durante la sosta (in scadenza vanno pure Dzeko, Darmian, Gagliardini, Handanovic, D’Ambrosio, Cordaz e Dalbert) quando potrebbero esserci movimenti intorno a Dzeko, Darmian e Handanovic, tutti giocatori fondamentali nell’ottica di avere due potenziali titolari per ruolo. Il tutto con la benedizione di Inzaghi che, dopo aver ritrovato la sua Inter, ha messo nel mirino nuovamente il Napoli. Che oggi sembra un puntino lontano ma, il 4 gennaio intorno a mezzanotte potrebbe essere una preda vicinissima da acchiappare.

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MILANO - È tornato da Monaco con i complimenti di Julian Nagelsmann per come gioca la sua Inter (l’allenatore del Bayern glieli ha fatti prima della partita, evidentemente incantato per l’exploit a Barcellona) ma soprattutto senza grossi danni collaterali dopo la sconfitta, comunque preventivabile. Anche questo non un fatto banale, considerato che una stagione fa, in una situazione analoga a Madrid, l’espulsione di Nicolò Barella costò gli ottavi al centrocampista. Simone Inzaghi, centrato il primo obiettivo stagionale (che porterà pure in dote per le casse del club una ventina di milioni, al netto di quanto già incassato), potrà ora gettarsi a capofitto sulla campagna d’Italia che vedrà due obiettivi su tre (scudetto e Supercoppa di Lega) decidersi già a gennaio. Detto del derby di Riad col Milan (il 18), gli otto punti di distacco dal Napoli impongono una rapida svolta alla stagione, anche perché il menù post-Mondiale prevede come primo appuntamento dopo la maxi-sosta proprio lo scontro diretto con la capolista a San Siro, sfida che - se vinta - darebbe tutt’altro senso alla classifica. E Inzaghi, che nei prossimi 270’ di campionato avrà ben due scontri diretti entrambi in trasferta (si comincia domenica con il derby d’Italia per finire a Bergamo con l’Atalanta, gare inframmezzate dal match col Bologna a San Siro), sa benissimo che è obbligatorio fare il pieno di punti per tenere viva la speranza di vincere lo scudetto della seconda stella, lavando così la delusione per quanto accaduto un campionato fa quando tra Torino e Bergamo i nerazzurri raccolsero 4 punti sui 6 disponibili (vittoria 1-0 in casa della Juve e 0-0 al Gewiss contro l’Atalanta).

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