Di Canio senza freni sull'Inter: "Chivu, il 'noi' diventerà un 'tu'. Barella? Pure ci fosse stato Brontolo..."

L'ex calciatore, oggi opinionista, critica aspramente i nerazzurri dopo il ko Champions arrivato nel recupero contro l'Atletico Madrid

Un durissimo Paolo Di Canio nei confronti dell'Inter. Negli studi di SkySport, subito dopo la vittoria dell'Atletico Madrid sui nerazzurri arrivata all'ultimo respiro, l'ex giocatore e oggi opinionista non ha lesinato critiche. In particolare due i 'contestati' da Di Canio: uno è Cristian Chivu, l'altro Nicolò Barella. Di Canio nella sua analisi parte innanzitutto dal risultato: "Le sconfitte vanno distinte. Quella contro l'Atletico è dovuta a una mancanza di determinazione, ma arriva dopo quattro vittorie. Però, le quattro sconfitte in campionato sono troppe, e se il trend dovesse continuare così, sarebbe la stagione più deludente".

Di Canio, l'analisi sull'Inter di Chivu

Sull'allenatore dell'Inter, Di Canio si esprime così: "Quello che dice Chivu è corretto, ma ci sono dei dubbi sul piano caratteriale. Lui, in difesa, giocava con il caschetto, ma se non migliora anche su alcuni dettagli individuali, temo che arriverà il momento in cui dovrà affrontare i giocatori e parlare con ciascuno di loro riguardo alle proprie responsabilità. È giusto il suo approccio, difende i suoi, ma arriverà anche il momento in cui il 'noi' diventerà un 'tu', e nelle giuste sedi, parlerà singolarmente dicendo 'Che cavolo fai, guardati intorno'. Le responsabilità individuali ci sono, le marcature dopo i cambi erano già state assegnate. Oggi si gioca a zona, ma bisogna comunque disturbare chi salta. Il gol che l'Inter prende è grave, perché decide la partita".

"Barella sbaglia: pure ci fosse stato Brontolo..."

A proposito dell'ultimo gol subito dall'Inter, Di Canio se l'è presa in particolare con Nicolò Barella: "L'Inter difende a zona. Gli altri giocatori marcano Sorloth e Nico Gonzalez, ma quando arriva Gimenez, non c'è nessuno che lo segue. Chi dovrebbe essere l'uomo a disturbare Gimenez? Barella, libero da marcature, guarda prima la palla, poi l'avversario e infine alza le braccia. Un giocatore con più determinazione e voglia di fare dovrebbe essere più consapevole di chi può arrivare. Gli altri sono coperti, ma bisogna essere reattivi, orientarsi, avere la percezione del pericolo".

E ancora: "Barella avrebbe potuto essere a tre passi da Gimenez, anticiparlo e interrompere la sua corsa con un semplice tocco, interrompere l'inerzia. Non si può restare immobile in area e lasciarlo passare, bisogna sempre tenere d'occhio chi c'è intorno, non permettergli di prendere il passo. Barella non guarda mai l'avversario, si concentra sulla palla, e così il giocatore dell'Atletico gli passa davanti. Gimenez segna sempre in questo modo? Se ci fosse stato anche Brontolo dei sette nani avrebbe dovuto comunque avere la percezione del pericolo, non può concentrarsi solo sulla porta e sulla palla".

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