Da Lautaro a Acerbi a Bastoni a Chivu ritornando a Lautaro: chiamatela l'impunInter. Gli episodi fallosi e non sanzionati che vedono protagonisti i giocatori nerazzurri continuano ad accumularsi e nel mondo del videocalcio, che sta ormai sostituendo il calcio a cui siamo abituati, il peso specifico di queste non decisioni è sotto gli occhi di tutti. E così non è possibile fermare i famosi retropensieri di contiana memoria che vanno a nutrire nei tifosi il pensiero della malafede che sostituisce l'incapacità della classe arbitrale. La premessa è che non è in discussione il valore, l'abilità o la capacità dell'Inter di essere squadra e di giocare a calcio ma la quasi totale impermeabilità di cui godono i suoi giocatori simbolo quando dovrebbero piovere sanzioni. Giocatori che poi sono spesso anche quelli che ti fanno vincere le partite, perché chiunque di noi sa come un episodio possa cambiare il volto di una sfida e mettere in difficoltà o piuttosto agevolare una squadra nel riuscire a cogliere una vittoria.
Chivu come Inzaghi, l'invulnerabilità ereditata. Lautaro, un regolamento a parte
Il derby di Milano ha fornito una variegata esposizione di quanto l'Inter sembra godere di privilegi che non sono concessi a nessun'altra squadra e che fanno sentire presi in giro chi vede determinate scene. Partendo da quella di Chivu, che si mette davanti a Rabiot con le mani alzate per non fargli battere una rimessa laterale pericolosa e che non viene punito esattamente come non veniva punito Simone Inzaghi, dal quale ha ricevuto il testimone di guida nerazzurra e forse anche il mantello dell'invulnerabilità che permetteva al predecessore ad esempio di ostacolare Theo Hernandez lanciato in corsa e di vagare per il campo lontano decine di metri dalla propria area tecnica senza essere mai sanzionato da nessun direttore di gara in nessuna partita. Inciso finale doveroso sulla narrazione nauseante dell'episodio da libro Cuore che si fa quando c'è l'Inter di mezzo, "Chivu chiude la questione con un abbraccio e un sorriso" anche no, perché non si parla di un diverbio o un momento di discussione ma di una scorrettezza e anche grave.
E grave è anche che le domande se le inizino a fare i tifosi sui social e nelle piazze dove si mastica calcio, dove c'è gente che paga soldi importanti per vedere la Serie A e ci si chiede perché quando c'è da valutare cosa fa Lautaro Martinez in campo il regolamento non vale come gli altri, il cui comportamento viene vivisezionato frame su frame per rilevare eventuali infrazioni o condotte fallose o comportamenti antisportivi. Al contrario con l'interista è uno spendersi televisivo a profusione in peana ed elogi sperticati cancellando o nascondendo quello che invece per altri viene esposto, sovraesposto, urlato, discusso per giorni e settimane fino a far diventare un episodio iconico.

