Chivu scalda Inter-Napoli: “Devo imparare da Conte, io non piango. Arbitri? Più forti delle ingiustizie”

Le dichiarazioni dell'allenatore nerazzurro in conferenza stampa in vista del big match contro i partenopei
Chivu scalda Inter-Napoli: “Devo imparare da Conte, io non piango. Arbitri? Più forti delle ingiustizie”

San Siro si prepara ad accogliere una sfida che può segnare un passaggio cruciale della stagione. Alla presentazione di Inter-Napoli, Cristian Chivu ha parlato di un gruppo in crescita, ambizioso e consapevole dei propri mezzi, soffermandosi sulle differenze rispetto alla gara d’andata, sull’evoluzione dei partenopei e sull’importanza di affrontare il big match con equilibrio e responsabilità. Tra elogi a Conte e qualche frecciatina velata, riflessioni sugli episodi e fiducia nel lavoro quotidiano, l’allenatore nerazzurro ha tracciato il profilo di un’Inter pronta a giocarsi tutto senza alibi.

Inter-Napoli, conferenza Chivu

"Come è cambiata la squadra in questi mesi? Con il lavoro, dando continuità a tutte le cose buone, con l'ambizione. Abbiamo portato tutto in campo, consapevoli che i numeri non bastano. Abbiamo consapevolezza e voglia di migliorare sempre" - ha spiegato Chivu in conferenza. Poi ha proseguito: "Dal match al Maradona è passato poco tempo, loro hanno cambiato sistema. All'andata c'era Anguissa ma non Hojlund, ora il contrario. Ora hanno anche Lobotka. Sarà una partita difficile da affronatare, sia per noi sia per loro. La garà vivrà di episodi. Prevarrà la voglia di andare a più sette o la paura di trovare il Napoli a meno 1? Dipende a chi questa domanda viene rivolta, noi vogliamo andare a +7 loro vogliono tornare a -1. Serve responsabilità ed equilibrio. L'impegno c'è, ma non è detto che la partita finisca come tu vorresti. L'unica certezza che abbiamo è che stiamo lavorando bene e l'ambizione del gruppo e della squadra c'è sempre stata. Saremo pronti a fare una grande gara, consapevoli che può indirizzare il cammino dentro la stagione".

L'elogio a Conte

Poi Chivu ha elogiato anche il tecnico del Napoli: "Ho una grande stima di Conte allenatore, l'ho affrontato quando ancora io giocavo e lui era in panchina e già gli facevo i complimenti. Poi è evoluto così come il calcio. Lui è vincente, noi abbiamo tanto da imparare da lui. Non esiste il confronto Chivu-Conte, gli interpreti restano anche i giocatori. Ultimamente l'allenatore è diventato anche troppo in questo sport. Ovvio che incide, ma il calcio deve essere sempre orientato ai giocatori e tifosi". Poi sul big match contro i partenopei: "Non è che il Napoli è stato più importante di quello che è stato il Parma. Ho cercato di trasemttere questa consapevolezza, ossia quella di affrontare tutte le partite in modo serio e senza proclami. Il campionato è una maratona e bisogna essere pronti ad affrontare 38 partite. Devi dimostrare di essere competitivo. E lo stiamo facendo. Ci siamo rialzati quando siamo caduti. Questo gruppo ha ancora voglia di offrire qualcosa. Ora speriamo di fare meglio rispetto alla partita di andata, condizionata da episodi. In questi due mesi siamo stati bravi anche ad allenare l'ingiustizia, ad andare oltre".

 

 

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Il problema scontri diretti

"Nel calcio bisogna sempre imparare a gestire i momenti, se ti devi accontentare o devi aggiungere qualcosa. Subentra la maturità della squadra e dell'allenatore. Ora è troppo facile andare a parlare di scontri diretti non vinti, solo perché i numeri dicono questo. A me la realtà dice che siamo primi in classifica. Poi è ovvio che siamo consapevoli anche noi dell'importanza di queste partite, ma siamo consapevoli anche che tutte le partite hanno importanza. Non ho mai parlato di paura con la squadra e non l'ho mai vista negli scontri diretti. Se ci andrebbe bene il primo pareggio stagionale? Non riesco a capire cosa vuol dire pareggiare, perdere o vincere. Ditemelo voi, io sono abituato a lavorare. Poi sono gli episodi che ti portano ad avere o perdere qualcosa" - ha spiegato Chivu.

La crescita di Luis Henrique

Sui Luis Henrique: "Lui è migliorato tanto, ci dà una grossa mano ed è importante per noi. Sono felice per lui. Molti giocatori dicono che non leggono e non sentono nulla, ma non è vero. Leggono e sentono tutto. E forse ho sbagliato anche io quando ho detto che non era pronto. Poi però con il lavoro e la dedizione si è messo a disposizione. Ha messo in mostra quello che gli viene detto e lo sta facendo bene. Siamo contenti di vederlo in campo con quel sorriso ed eleganza. Poi non è semplice vestire la maglia dell'Inter, giocare con 80000 persone e accettare tutte le critiche. Gli faccio i complimenti per l'uomo e la persona che è, non si è mai lamentato. Io ho sempre dubbi di formazione, il gruppo si allena sempre al massimo. Oggi sono buono e vi dico che Luis Enrique giocherà domani"

Sulle tante partite stagionali: "Giocare ogni tre giorni non è semplice, ci inventeremo quaolcosa come sempre. Gli allenatori devono essere abituati a sistemare i problemi e non crearli. Non vengo mai a piangere per quello che ho o non ho. Darmian? Si è allenato da due giorni, ma ci vorrà un po' per averlo. Domani non ci sarà, spero contro il Lecce. Dumfries? Ancora non l'ho visto, tornerà a fine gennaio. Sta facendo riabilitazione in Olanda seguito dal nostro staff medico. Quando rientrerà inizierà parte atletico e spero di averlo per fine febbraio, ma non sono un medico".

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"Arbitri? Più forti delle ingiustizie". E su Psg-Inter 5-0...

"Se parlare così tanto di arbitri toglie un po' di serenità? Non so qual è la verità. Noi abbiamo scelto che quello che fanno gli arbitri non ci deve interessare. Dobbiamo dare il massimo nei nostri 100 minuti e non dobbiamo farci influenzare dalle decisioni degli arbitri. Ripeto, dobbiamo essere più forti dell'ingiustizia. Dobbiamo avere una disciplina che ci doma i pensieri. La cosa più semplice per le persone è trovare alibi. Io non voglio puntare il dito contro qualcuno se mi fanno un torto, magari ho sbagliato anche io. Nella vita non conta solo la vittoria, ci sono anche i valori. Anche i giocatori come arbitri, dirigenti sono prima di tutto persone" - ha detto Chivu. Poi un pensiero su Psg-Inter 5-0: "Non auguro a nessuna squadra al mondo quello che questa squadra ha vissuto in finale di Champions. Ma non ne parliamo, questi ragazzi devono essere consapevoli che la scorsa stagione hanno portato avanti un sogno e un'ambizione. E non devono perdere questa cosa, la voglia di andare a raggiungere risultati al limite del pensiero. Non vanno a nascondersi. Nel calcio nella vita si vince e si perde, loro hanno perso. Poi conta rialzarsi. Le persone forti si rimettono di nuovo in gioco. Cadi, piangi e ti rialzi. I campioni si mettono subito in gioco e non puntano il dito nel cercare scuse". 

 

 

 

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San Siro si prepara ad accogliere una sfida che può segnare un passaggio cruciale della stagione. Alla presentazione di Inter-Napoli, Cristian Chivu ha parlato di un gruppo in crescita, ambizioso e consapevole dei propri mezzi, soffermandosi sulle differenze rispetto alla gara d’andata, sull’evoluzione dei partenopei e sull’importanza di affrontare il big match con equilibrio e responsabilità. Tra elogi a Conte e qualche frecciatina velata, riflessioni sugli episodi e fiducia nel lavoro quotidiano, l’allenatore nerazzurro ha tracciato il profilo di un’Inter pronta a giocarsi tutto senza alibi.

Inter-Napoli, conferenza Chivu

"Come è cambiata la squadra in questi mesi? Con il lavoro, dando continuità a tutte le cose buone, con l'ambizione. Abbiamo portato tutto in campo, consapevoli che i numeri non bastano. Abbiamo consapevolezza e voglia di migliorare sempre" - ha spiegato Chivu in conferenza. Poi ha proseguito: "Dal match al Maradona è passato poco tempo, loro hanno cambiato sistema. All'andata c'era Anguissa ma non Hojlund, ora il contrario. Ora hanno anche Lobotka. Sarà una partita difficile da affronatare, sia per noi sia per loro. La garà vivrà di episodi. Prevarrà la voglia di andare a più sette o la paura di trovare il Napoli a meno 1? Dipende a chi questa domanda viene rivolta, noi vogliamo andare a +7 loro vogliono tornare a -1. Serve responsabilità ed equilibrio. L'impegno c'è, ma non è detto che la partita finisca come tu vorresti. L'unica certezza che abbiamo è che stiamo lavorando bene e l'ambizione del gruppo e della squadra c'è sempre stata. Saremo pronti a fare una grande gara, consapevoli che può indirizzare il cammino dentro la stagione".

L'elogio a Conte

Poi Chivu ha elogiato anche il tecnico del Napoli: "Ho una grande stima di Conte allenatore, l'ho affrontato quando ancora io giocavo e lui era in panchina e già gli facevo i complimenti. Poi è evoluto così come il calcio. Lui è vincente, noi abbiamo tanto da imparare da lui. Non esiste il confronto Chivu-Conte, gli interpreti restano anche i giocatori. Ultimamente l'allenatore è diventato anche troppo in questo sport. Ovvio che incide, ma il calcio deve essere sempre orientato ai giocatori e tifosi". Poi sul big match contro i partenopei: "Non è che il Napoli è stato più importante di quello che è stato il Parma. Ho cercato di trasemttere questa consapevolezza, ossia quella di affrontare tutte le partite in modo serio e senza proclami. Il campionato è una maratona e bisogna essere pronti ad affrontare 38 partite. Devi dimostrare di essere competitivo. E lo stiamo facendo. Ci siamo rialzati quando siamo caduti. Questo gruppo ha ancora voglia di offrire qualcosa. Ora speriamo di fare meglio rispetto alla partita di andata, condizionata da episodi. In questi due mesi siamo stati bravi anche ad allenare l'ingiustizia, ad andare oltre".

 

 

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