Chivu e la difesa Inter
Passiamo all'Inter, Chivu l’ha sorpresa? «No, abbiamo svolto insieme il corso di allenatori e già lì avevo visto che gli piaceva il mestiere di allenatore: ha grande passione, voglia, curiosità. È arrivato dopo un'annata non facile, con l’Inter che non aveva vinto nulla e dopo una sconfitta che tutti si ricordano (nella finale di Champions, ndr). Chivu si è proposto con intelligenza, non ha stravolto nulla del modulo, ha portato concetti, la sua idea di gioco e sta utilizzando molto bene la rosa a livello di rotazione. La sua bravura è di coinvolgere tutti, utilizzando i giocatori nel momento e al posto giusto. Si capisce sia stimato e che i suoi ragazzi gli vogliano bene. Oggigiorno poi misuri pure lo spessore dell’allenatore nella comunicazione e Chivu per quello che sta facendo è completo, sia a livello tecnico di campo, che livello gestionale, ma anche nella comunicazione mi sta piacendo tantissimo». L'Inter di Chivu deve provare a vincere tutto? «Quando sei in campo cerchi di vincerle tutte. Ecco perché stasera non diranno mai: “Lasciamo la Coppa Italia, così mi dedico alla Champions e al campionato”. C’è sempre la speranza di arrivare in fondo in tutte le competizioni, poi può capitare di non vincere nulla, ma se arrivi sempre in fondo, alla fine qualcosa la porti a casa. Per me squadra, gruppo, giocatori e lo staff nerazzurro meritano di vincere qualcosa». Dovrebbero essere gli ultimi mesi all’Inter di De Vrij e Acerbi. «Io sono innamorato dei difensori nerazzurri. De Vrij si fa sempre trovare pronto, idem Acerbi. Sono quei giocatori che portano al gruppo quella sicurezza, quell'esperienza che in certi tipi di partite e competizioni serve. Non me ne priverei mai: aiutano l’allenatore, poi è chiaro che c'è l'età, bisogna vedere le condizioni e tante cose».
