Bastoni nel silenzio, l'Inter lo protegge: Marotta in arrivo e battere la Juve vuol dire Scudetto

Social disattivati, il club nerazzurro non solo difende la simulazione ma è pronta a parlare per bocca del presidente in Lega

Il day after di Alessandro Bastoni, come spesso accade in questi casi, è vissuto su due binari paralleli. Da una parte il giocatore si è “ritirato” a casa, negli affetti di sua moglie Camilla e la piccola figlia Azzurra, percependo anche il sostegno del club che ha voluto far sentire al difensore la propria vicinanza. Perché, secondo quanto filtrato ieri, l’Inter la sua idea su quanto accaduto sabato sera a San Siro non l’ha cambiata ed è linea col pensiero espresso da Cristian Chivu. Il contatto fra Kalulu e Bastoni, seppur lieve col braccio, c’è stato; il difensore nerazzurro secondo il club nerazzurro ha sì ecceduto nella caduta e soprattutto nell’esultanza successiva, ma non ha simulato. Si può discutere sul secondo giallo di Kalulu, ma questo viene ritenuto un errore come tanti altri che ci sono stati nel campionato e che non hanno scatenato questa reazione “popolare”. Anche l’Inter, per esempio, in un altro scontro diretto fondamentale per il campionato, quello al Maradona contro il Napoli del 25 ottobre, subì nel primo tempo un rigore inesistente per un contatto fra Mkhitaryan su Di Lorenzo - che gli stessi arbitri a Open Var descrissero come non falloso - che indirizzò la partita. Marotta protestò nel post-gara, Conte replicò, ma la vicenda si chiuse nel giro di poco tempo. Per altro proprio il presidente nerazzurro, rimasto in silenzio dopo la partita e nella giornata di ieri, oggi sarà in Lega Calcio e molto probabilmente rilascerà delle dichiarazioni su quanto accaduto, confermando la posizione dell’Inter, di forte sostegno al proprio giocatore. Che, va scritto, nonostante le tante voci di non convocazione in Nazionale giunte nelle ultime ore, se non ci saranno chissà quali sorprese nelle prossime settimane, sarà chiamato da Gattuso per i fondamentali playoff di marzo per cercare la qualificazione al Mondiale 2026. 

Social chiusi, davanti c'è il Bodo

Come anticipato, la giornata di Bastoni però è vissuta pure su un altro binario, quello social, e non solo, dove il difensore nerazzurro e la sua famiglia, sono stato bersagliati dai soliti incivili, beceri e inammissibili insulti e attacchi che sono andati ben oltre il semplice e banale sfottò o aspetto sportivo. Come sempre, la deriva è stata pessima, con i profili Instagram del giocatore e della moglie che sono stati presi d’assalto con frasi vergognose - «che bello quando morirai insieme ai tuoi figli», una delle tante... -, costringendo così entrambi a disattivare la possibilità di commentare i loro post. Questa mattina Bastoni è atteso ad Appiano per la ripresa degli allenamenti e la preparazione del playoff di Champions che l'Inter disputerà mercoledì sera in Norvegia in casa del Bodø/Glimt. Sulla carta il difensore dovrebbe essere titolare, a maggior ragione avendo giocato solamente un tempo contro la Juventus, ma i dirigenti e Chivu vorranno capire anche il suo stato d'animo dopo l'ondata d'odio ricevuta. La sensazione, comunque, è che Bastoni risponderà presente. Da capire, invece, se il difensore riterrà di dover dire la sua - a voce o sui social - su quanto accaduto. 

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Inter, quando batti la Juve è Scudetto

La vittoria di sabato sera - nelle ultime cinque stagioni quando i nerazzurri hanno sconfitto la Juventus a Milano, hanno sempre vinto lo scudetto -, ma anche la conferma della fuga in testa alla classifica di Serie A, hanno certificato una volta di più come ci sia la mano di Cristian Chivu in questa Inter. Il successo contro i bianconeri, infatti, è stato firmato da giocatori che devono molto al tecnico rumeno: Pio Esposito, che Chivu allenò nella Primavera interista e che ha voluto con forza trattenere in organico la scorsa estate; e Piotr Zielinski, che nella passata stagione, complice alcuni fastidi fisici, non si era inserito al meglio, non riuscendo a convincere Simone Inzaghi a dargli continuità. Il giovane bomber azzurro e il tuttocampista polacco, sono due uomini che portano sulla schiena il marchio Chivu. Così come, volendo, ha messo la sua firma sul successo - ma anche sul momentaneo 1-1 di Cambiaso con un errore da matita rossa - quel Luis Henrique che da tempo divide tifosi e critici, ma che Chivu impiega senza dubbi sul lato destro del campo. E in difesa giganteggia Akanji, acquistato dalla società per rimpiazzare Pavard come braccetto destro e imposto con decisione dall’allenatore al centro della retroguardia, panchinando i "vecchi" senatori Acerbi e De Vrij.

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Pio e Zielinski pretoriani di Chivu

È chiaro, però, che siano i due goleador che hanno abbattuto la Juve i migliori successi di Chivu in questi primi nove mesi di Inter. Pio fin dal Mondiale per club ha mostrato come la squadra nerazzurra avesse finalmente trovato l’ariete d’area che Arnautovic non era riuscito a essere nelle passate due annate. Dopo un avvio di stagione con buone prestazioni, ma poche soddisfazioni personali - arrivate più in nazionale - adesso Pio Esposito ha cominciato a vedere la porta con maggiore frequenza. Le reti sono già 6, distribuite in tre competizioni (4 in Serie A, 1 in Coppa Italia e 1 in Champions), ed è sempre più netta la sensazione che col passare del tempo, sarà difficile tenere il centravanti campano in panchina. E cosa dire di Zielinski? Il polacco sembra tornato ai tempi belli di Napoli, quando da mezzala sinistra o trequartista faceva sempre la differenza. Anche lui ha già segnato 6 reti - la scorsa stagione furono 2 (entrambe su rigore nel... 4-4 contro la Juventus) -, ma soprattutto ha saputo calarsi in un ruolo non del tutto suo, quello di regista, facendo così le veci di Calhanoglu infortunato. Per Chivu è ormai un titolare, da mezzala sinistra col turco in campo (a farne le spese sono Mkhitaryan e Sucic), da regista senza, così come accadrà per esempio sabato prossimo a Lecce quando l'Inter dovrà fare a meno di Calhanoglu squalificato (così come Barella). 

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Il day after di Alessandro Bastoni, come spesso accade in questi casi, è vissuto su due binari paralleli. Da una parte il giocatore si è “ritirato” a casa, negli affetti di sua moglie Camilla e la piccola figlia Azzurra, percependo anche il sostegno del club che ha voluto far sentire al difensore la propria vicinanza. Perché, secondo quanto filtrato ieri, l’Inter la sua idea su quanto accaduto sabato sera a San Siro non l’ha cambiata ed è linea col pensiero espresso da Cristian Chivu. Il contatto fra Kalulu e Bastoni, seppur lieve col braccio, c’è stato; il difensore nerazzurro secondo il club nerazzurro ha sì ecceduto nella caduta e soprattutto nell’esultanza successiva, ma non ha simulato. Si può discutere sul secondo giallo di Kalulu, ma questo viene ritenuto un errore come tanti altri che ci sono stati nel campionato e che non hanno scatenato questa reazione “popolare”. Anche l’Inter, per esempio, in un altro scontro diretto fondamentale per il campionato, quello al Maradona contro il Napoli del 25 ottobre, subì nel primo tempo un rigore inesistente per un contatto fra Mkhitaryan su Di Lorenzo - che gli stessi arbitri a Open Var descrissero come non falloso - che indirizzò la partita. Marotta protestò nel post-gara, Conte replicò, ma la vicenda si chiuse nel giro di poco tempo. Per altro proprio il presidente nerazzurro, rimasto in silenzio dopo la partita e nella giornata di ieri, oggi sarà in Lega Calcio e molto probabilmente rilascerà delle dichiarazioni su quanto accaduto, confermando la posizione dell’Inter, di forte sostegno al proprio giocatore. Che, va scritto, nonostante le tante voci di non convocazione in Nazionale giunte nelle ultime ore, se non ci saranno chissà quali sorprese nelle prossime settimane, sarà chiamato da Gattuso per i fondamentali playoff di marzo per cercare la qualificazione al Mondiale 2026. 

Social chiusi, davanti c'è il Bodo

Come anticipato, la giornata di Bastoni però è vissuta pure su un altro binario, quello social, e non solo, dove il difensore nerazzurro e la sua famiglia, sono stato bersagliati dai soliti incivili, beceri e inammissibili insulti e attacchi che sono andati ben oltre il semplice e banale sfottò o aspetto sportivo. Come sempre, la deriva è stata pessima, con i profili Instagram del giocatore e della moglie che sono stati presi d’assalto con frasi vergognose - «che bello quando morirai insieme ai tuoi figli», una delle tante... -, costringendo così entrambi a disattivare la possibilità di commentare i loro post. Questa mattina Bastoni è atteso ad Appiano per la ripresa degli allenamenti e la preparazione del playoff di Champions che l'Inter disputerà mercoledì sera in Norvegia in casa del Bodø/Glimt. Sulla carta il difensore dovrebbe essere titolare, a maggior ragione avendo giocato solamente un tempo contro la Juventus, ma i dirigenti e Chivu vorranno capire anche il suo stato d'animo dopo l'ondata d'odio ricevuta. La sensazione, comunque, è che Bastoni risponderà presente. Da capire, invece, se il difensore riterrà di dover dire la sua - a voce o sui social - su quanto accaduto. 

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