Parafrasando una nota pubblicità degli anni ’90, “cinque attaccanti is megl che quattro...”. Come stiamo raccontando negli ultimi giorni, l’Inter che si appresta a vincere il suo 21° scudetto e avrà il 13 maggio la possibilità di conquistare la sua 10ª Coppa Italia contro la Lazio, sta già lavorando alla costruzione della squadra che nella stagione ventura dovrà confermarsi in Italia e possibilmente tornare nella nobiltà della Champions, ovvero almeno gli ottavi di finale. Il club, di comune accordo con Chivu, interverrà in tutti i reparti. Vicario è il nome individuato per raccogliere l’eredità di Sommer in porta; Muharemovic è l’obiettivo principale per rinforzare la difesa a prescindere dal futuro di Bastoni, con Solet (davanti a Gila e Ordonez) altro candidato per rinfrescare un reparto che perderà Acerbi, Darmian e forse De Vrij (a cui verrà offerto un rinnovo a cifre più contenute, a lui la scelta). A centrocampo Koné della Roma resta il preferito, con il giovane Aleksandar Stankovic che tornerà alla base. Sulle corsie laterali molto passerà dal futuro di Dumfries e Luis Henrique, con Palestra sogno neanche troppo segreto (ma l’Atalanta si sederà a parlare dell'azzurro solo se vedrà almeno 40 milioni).
Chivu vuole un quinto attaccante
E in attacco? Se Marcus Thuram, reduce da un aprile finalmente al suo livello dopo un primo trimestre di 2026 altamente negativo, rimarrà a Milano, il reparto offensivo potrà considerarsi già completo. Lautaro è intoccabile, Pio Esposito in netta crescita, Bonny si è dimostrato un ricambio affidabile. Dunque tutto invariato? No. Chivu, infatti, già dalla scorsa estate chiede a gran voce un elemento diverso rispetto ai giocatori a disposizione. A luglio il nome, come risaputo, era Lookman, ma la trattativa con l’Atalanta non si sbloccò, col nigeriano poi finito all’Atletico Madrid a gennaio. Il tecnico rumeno, però, non ha cambiato idea: per dare a volte una forma diversa alla sua squadra vuole un attaccante differente, un giocatore di qualità e dribbling, che abbia nel dna l’uno contro uno e lo “strappo” per creare la superiorità numerica e offrire una soluzione offensiva diversa.
Assalto a Diaby, sogno Paz
L’Inter a gennaio aveva trovato nel 26enne francese Moussa Diaby l’uomo giusto, ma l’Al-Ittihad non accettò la proposta di Marotta e Ausilio, ovvero un prestito con obbligo condizionato a determinate condizioni a 35 milioni bonus compresi. In quel momento il club arabo era alla prese con gli addii di Benzema e Kanté e non poteva permettersi altre cessioni. In estate la situazione sarà diversa: Diaby vuole tornare in Europa e l’Al-Ittihad è fra le squadre più attive su Salah, in uscita dal Liverpool. L'Inter tornerà alla carica e confida, anche per i sopracitati motivi, che il prezzo possa calare, anche se l'Al-Ittihad nell'estate 2024 acquistò Diaby dall'Aston Villa per 60 milioni. L'Inter e Chivu, però, un giocatore come Diaby lo vogliono, che sia lui o un altro - inutile ricordare come il grande sogno rimanga Nico Paz -, un profilo del genere arriverà, anche perché, in fondo, “cinque attaccanti is megl che quattro...".
