Chivu, il “made in Inter” che ha conquistato tutti: zero fantasmi, elmetto e record
MILANO - Ha iniziato allenando i ragazzini del settore giovanile interista. Una scelta consapevole perché, prima di pensare alla tattica, doveva imparare a gestire un gruppo, trovandosi di fronte a una generazione diversa dalla sua. Sentiva il bisogno, anzi, la necessità, di capire, imparare e immagazzinare esperienze, Cristian Chivu. Un processo lungo un lustro, quasi come avesse fatto il liceo, prima di decidere che era abbastanza pronto per allenare i grandi. Con la Primavera è arrivato uno scudetto, il 2 giugno 2022. «Il mio segreto? Le qualità dei giocatori prima delle proprie idee», disse.
L’ha dimostrato quando ha preso in mano l’Inter. Avrebbe voluto giocare con la difesa a quattro (che resta sempre il punto di arrivo del progetto), poi ha pensato a un 3-4-2-1 infine - visto che dal mercato non erano arrivati i profili che sarebbero serviti ad andare oltre al 3-5-2 inzaghiano -, si è adattato al sistema di gioco migliore per il materiale umano che aveva a disposizione. Una lezione appresa da José Mourinho: il portoghese nella prima stagione all’Inter voleva giocare (come al Chelsea) con il 4-3-3. Lui, a differenza di Chivu con Oaktree, venne accontentato da Massimo Moratti che gli prese Quaresma e Amantino Mancini. Una volta capito che i due non rendevano e sperimentato pure un 4-2-4 rivelatosi subito un salto nel buio, lo Special One non si vergognò a rimettersi con il centrocampo a rombo di eredità manciniana e quell’Inter, sulle ali del 4-3-1-2, vinse lo scudetto con il sigaro in bocca.
Le scelte tattiche di Chivu e la gestione dello spogliatoio
La lezione l’ha tenuta ben presente Chivu che ha fatto leva sulla comfort-zone tattica data dal 3-5-2 per medicare le ferite lasciate dal traumatico epilogo dell’ultima stagione dove l’Inter, oltre a non vincere nulla, venne travolta da un umiliante 5-0 nella finale di Champions League contro il Psg. Cristian, una volta presa in mano una squadra evidentemente scossa per onorare gli impegni presi con il Mondiale per club (salvifica sarebbe stata piuttosto una bella vacanza) ha trovato uno spogliatoio sfibrato dalla delusione e avvelenato dalle tensioni e ha capito che l’unica medicina per suturare tutte quelle ferite sarebbe stata quella di tornare a vincere qualcosa di importante, da qui la sterzata netta sull’obiettivo scudetto anche a costo di sacrificare la Champions sull’altare del tricolore. Scelta da allenatore maturo: perché - anche se spesso viene dimenticato - oltre alle 13 partite in Serie A in coda all’ultimo campionato a Parma, Cristian aveva alle spalle, anche quella fondamentale esperienza nella gestione del gruppo maturata negli anni nel settore giovanile dell’Inter.
Quello che Chivu non poteva certo imparare allenando i giovani era come gestire la comunicazione in una grande squadra. Questo ha comportato un’importante sterzata dopo i fatti in Inter-Juve seguiti da alcuni errori arbitrali commessi ai danni dei nerazzurri: Chivu ha messo l’elmetto ed è sceso in trincea, in un’opera di “normalizzazione” che indica la sua capacità di adattarsi alle situazioni anche se le vicende prendono direzioni inattese o addiritura non gradite. D’altronde non a caso si diventa capitani dell’Ajax a 21 anni....
Lo scudetto con l’Inter e le sfide future in Europa
Lo scudetto vinto da Chivu rimarrà nella storia dell’Inter anche perché il romeno è il primo a conquistare un campionato da allenatore dopo averlo fatto come giocatore dai tempi di Armando Castellazzi, campione d’Italia in campo nel 1929-30 e in panchina nel 1937-38. Inoltre, qualora riuscisse a conquistare anche la Coppa Italia, sarebbe l’unico interista a fare doppietta insieme a José Mourinho che - quasi superfluo ricordarlo - alla lista nel 2010 aggiunse la conquista della Champions League.
Ecco, l’Europa sarà il prossimo terreno di sfida per Chivu: l’eliminazione patita ai playoff con il Bodo-Glimt è stata forse determinante per spiccare il volo verso lo scudetto ma rimane comunque una macchia nella stagione. Nella prossima - Chivu rinnoverà il contratto prima di andare in vacanza, come già più volte annunciato dai dirigenti - l’Inter dovrà tornare a fare l’Inter pure in Europa, anche per ragioni squisitamente legate ai conti societari. Ma Cristian è il primo a saperlo.
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