Dimarco motorino, Akanji professore, Lautaro letale e Zielinski ha spiccato il volo: pagelle Inter    

Tutti i voti e i giudizi della squadra Campione d'Italia: 10 a Chivu, l'ex tripletista che è riuscito nell'impresa

La vittoria contro il Parma, gol di Thuram e Mkhitaryan ha regalato il 21°scudetto all'Inter di Chivu. Di seguito tutti i voti e giudizi della squadra nerazzurra neo Campione d'Italia.

Chivu 10
L'ex tripletista era la grande incognita di inizio stagione: potrà mai un tecnico quasi esordiente in A, risollevare una squadra reduce da un finale di stagione '24-25 "drammatico"? Chivu c'è riuscito alla grande. Ha saputo resettare la testa dei giocatori, con intelligenza ha riposto nel cassetto i propositi di cambiamenti tattici e ha adatto le sue idee di calcio al 3-5-2 di Inzaghi, chiedendo meno palleggio è più rapidità nel cercare la porta. Risultato: ha annientato le squadre medio-piccole, inciampando solo con le rivali per lo scudetto. Un piccolo neo - come l'eliminazione prematura in Champions - che non intacca però il grande lavoro svolto.

Portieri

Sommer 6.5
Determinante nel '23-24 per la conquista dello scudetto della seconda stella, fenomenale nel percorso in Champions nel '24-25, umano in questo campionato. A 37 anni ha mostrato di aver perso un po' di agilità, con Juventus e Milan (andata) ha commesso errori gravi, più altre disattenzioni sparse qua e là. Però ha comunque chiuso la porta 14 volte.

Josep Martinez 6
Doveva alternarsi di più con Sommer, ma i fatti extracampo hanno condizionato la sua stagione. Nelle tre volte in cui ha difeso la porta in A, però, sempre bene.

Nessuna presenza invece per il terzo portiere Di Gennaro.

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Difensori

Akanji 8.5
La grande novità. Lo svizzero ha rimpiazzato Pavard e permesso a Chivu di inserire al centro della difesa un giocatore, cresciuto negli ultimi anni alla scuola Guardiola, più abile nell'uno contro uno in spazi aperti. Un solo errore da matita rossa nel derby d'andata, poi solidità e 2 gol.

Bisseck 8
Dopo il passo falso a inizio campionato con l'Udinese e due mesi di panchine, Chivu lo ha rilanciato da fine ottobre, quando ha spostato Akanji al centro. Il tedesco da quel momento ha risposto presente: attento dietro, arrembante e pericoloso in avanti.

Bastoni 7.5
Tutto ruota attorno al 14 febbraio, inutile girarci attorno. L'episodio con Kalulu contro la Juventus ha cambiato la sua annata. Fino a quel momento era stato come sempre fra i migliori con un 1 gol e 4 assist, poi il calo, brusco, macchiato pure dalle prove in azzurro. Resta un difensore unico, da scoprire il suo futuro.

 

 

Acerbi 7
Il tempo passa per tutti e Chivu ha scelto di centellinarlo. Solo 16 presenze, però quasi tutte soddisfacenti, tranne a Napoli dove senza una punta di riferimento ha perso la bussola. Ma quando ha avuto un centravanti da stritolare...

De Vrij 6.5
Meno spazio anche per lui, ma sempre positivo, tant'è che il club pensa di proporgli un rinnovo. Leader silenzioso, dentro e fuori dal campo.

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Esterni

Dimarco 10
Con Lautaro, il migliore della stagione. Senza dubbi. Al di là dei gol (6) e dei minuti in campo saliti rispetto al "gestore" Inzaghi, il suo piede sinistro ha regalato qualcosa come 18 assist, record in A degli ultimi 20 anni. Moto perpetuo sulla fascia, ha pure cancellato le amnesie difensive che lo avevano visto protagonista nella parte finale della scorsa annata.

Dumfries 7.5
L'infortunio alla caviglia lo ha tolto dai giochi per diversi mesi, però sia prima che dopo ha inciso meno rispetto al passato, tranne che in una gara, a Como, dove ha realizzato una doppietta pesantissima in chiave scudetto. Il voto sta tutto lì.

Carlos Augusto 7.5
Il jolly che tutti gli allenatori vorrebbero: vice Dimarco, vice Bastoni e pure vice Dumfries, senza mai alzare la voce.

Luis Henrique 6.5
Diciamocelo: non ha convinto a pieno. Abbastanza ordinato tatticamente - tolti derby di ritorno (gol di Estupinan) e Pisa a San Siro, quando fu sostituito dopo mezz'ora -, ma poca intraprendenza nella fase offensiva. Però c'è sempre stato e ha tenuto botta durante la lunga assenza di Dumfries.

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Centrocampisti

Calhanoglu 9
Infortuni a parte - meno della scorsa stagione, ma comunque presenti -, il suo rendimento è tornato quello eccezionale dello scudetto della seconda stella: 9 gol, 4 assist, media voto altissima. Quando c'è, l'Inter gira in un altro modo. Fenomenale anche in Coppa Italia, la "pensione" al Galatasaray può aspettare.

Zielinski 8.5
Comparsa senza acuti con Inzaghi, con Chivu ha spiccato il volo. Anche perché l'allenatore ha saputo fare col polacco quello che il suo predecessore fece con Calhanoglu: quando il turco ha dato forfait, Chivu lo ha lanciato da regista e Zielinski è lievitato, confermandosi poi pure da mezzala, tant'è che ha preso il posto a Mkhitaryan e Sucic. Il tutto, condito da 6 gol, alcuni niente male.

Barella 8
Lo ha dichiarato lui stesso: non è stata una stagione indimenticabile a livello personale. Però... 8 assist (secondo dietro a Dimarco), 3 gol, due dei quali nel momento caldo dell'annata, quando andava superata la crisi di marzo. Ha faticato, ha fatto pure mugugnare a volte San Siro, ma da buon sardo ha sempre lottato, senza arrendersi mai.

Mkhitaryan 7
Dopo Acerbi, l'altra "vittima" di Chivu: da titolarissimo ad alternativa, con sole 14 gare dal primo minuto. Ma quando è stato chiamato in causa, il suo lo ha sempre fatto.

 

 

Sucic 7
Buon impatto (assist con Torino e Sassuolo; gol spettacolare contro la Fiorentina), un modo di intendere il calcio diverso rispetto agli altri centrocampisti, quindi il calo nel 2026, con più panchine che gare da titolare. Però ha ventidue anni e non potrà che crescere: i colpi - vedi semifinale di Coppa Italia col Como - ha dimostrato di possederli.

Frattesi 6
Doveva essere la sua annata, con Chivu pronto a lanciarlo nel 3-4-2-1, si è invece ritrovato come sempre in panchina, colpa anche dell'ernia estiva. E rispetto alle stagioni precedenti, non è riuscito a incidere neanche da subentrante (0 gol). Addio scontato.

Diouf 6
Arrivato a fine mercato, ci ha messo un po' a capire il calcio italiano, anche perché nel 3-5-2 non aveva un ruolo preciso. Chivu lo ha provato in più posizioni, sfruttandone negli arrembaggi finali l'abilità nel puntare gli avversari.

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Attaccanti

Lautaro 10
Ha perso diverse gare per infortunio, ma quando c'è stato, che rendimento. Letale: capocannoniere, 16 gol segnati in 14 gare, partite che l'Inter ha sempre vinto. E non chiamatelo solo bomber: leader, trascinatore, difensore aggiunto. L'uomo in più.

Pio Esposito 8.5
Cosa chiedere di più al "Best Italian Golden Boy 2025" alla prima annata in Serie A? Il giovane Pio con i suoi muscoli si è preso l'Inter e forse anche un ruolo da titolare in futuro. Quando sono mancati Lautaro e Thuram ha dato il suo contributo: 6 gol, 3 assist e tante prove positive.

Thuram 9
Partenza a razzo, poi tre mesi - gennaio-marzo - in cui si è preso una vacanza. Quindi, il ritorno determinante ad aprile quando finalmente ha preso in mano la squadra segnando gol a ripetizione. Non è stato il miglior Thuram, però ha comunque segnato 13 reti posizionandosi dietro al totem Lautaro nella classifica dei marcatori nerazzurri.

Bonny 7.5
Ha dato un gran contributo dietro i titolari con 5 gol e 3 assist. Anche lui ha avuto periodi no, ma niente in confronto ai vari Arnautovic, Taremi e Correa...

Gli altri

Gli infortuni hanno compromesso l'annata di Darmian (solo 4 gettoni fra agosto e aprile), mentre fra i giovani ha avuto la chance di esordire solo l'attaccante Lavelli. Ah, col Torino alla prima giornata fece il suo un certo Pavard, poi andato al Marsiglia senza rimpianti.

 

 

 

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La vittoria contro il Parma, gol di Thuram e Mkhitaryan ha regalato il 21°scudetto all'Inter di Chivu. Di seguito tutti i voti e giudizi della squadra nerazzurra neo Campione d'Italia.

Chivu 10
L'ex tripletista era la grande incognita di inizio stagione: potrà mai un tecnico quasi esordiente in A, risollevare una squadra reduce da un finale di stagione '24-25 "drammatico"? Chivu c'è riuscito alla grande. Ha saputo resettare la testa dei giocatori, con intelligenza ha riposto nel cassetto i propositi di cambiamenti tattici e ha adatto le sue idee di calcio al 3-5-2 di Inzaghi, chiedendo meno palleggio è più rapidità nel cercare la porta. Risultato: ha annientato le squadre medio-piccole, inciampando solo con le rivali per lo scudetto. Un piccolo neo - come l'eliminazione prematura in Champions - che non intacca però il grande lavoro svolto.

Portieri

Sommer 6.5
Determinante nel '23-24 per la conquista dello scudetto della seconda stella, fenomenale nel percorso in Champions nel '24-25, umano in questo campionato. A 37 anni ha mostrato di aver perso un po' di agilità, con Juventus e Milan (andata) ha commesso errori gravi, più altre disattenzioni sparse qua e là. Però ha comunque chiuso la porta 14 volte.

Josep Martinez 6
Doveva alternarsi di più con Sommer, ma i fatti extracampo hanno condizionato la sua stagione. Nelle tre volte in cui ha difeso la porta in A, però, sempre bene.

Nessuna presenza invece per il terzo portiere Di Gennaro.

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Dimarco motorino, Akanji professore, Lautaro letale e Zielinski ha spiccato il volo: pagelle Inter    
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Difensori
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Esterni
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Centrocampisti
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Attaccanti