La rivoluzione Inter con un anno di ritardo: dal sogno Nico Paz alle due possibilità reali
Una rivoluzione in mezzo, filosofica e tattica, con... dodici mesi di ritardo. Cristian Chivu ha vinto in Italia, ma se il percorso in Europa dell’Inter si è interrotto bruscamente nei playoff contro il Bodo/Glimt, è anche perché la squadra nerazzurra ha evidenziato - pure in altre precedenti gare di Champions League - di patire la minor cilindrata rispetto alle rivali. Un aspetto, quello della differenza di ritmo e gamba con le competitor europee, che Chivu aveva già notato nello straordinario percorso dell’Inter di Simone Inzaghi nella Champions ’24-25. Perché l’Inter era sì arrivata in finale con Paris Saint-Germain, eliminando colossi come Bayern Monaco e Barcellona, ma lo aveva fatto con partite di attesa, cercando colpire in ripartenza e nei calci piazzati. Ma la gara l’avevano condotta per lo più i tedeschi, gli spagnoli e ovviamente i francesi, con l’Inter bravissima fino alla semifinale a trovare le contromisure per reggere l’urto.
Inter, da Koné a Curtis Jones: i nomi per il centrocampo
Chivu, però, per imporre il suo gioco, più verticale e meno codificato rispetto al predecessore, già l’estate scorsa aveva immaginato di disegnare un’Inter diversa, passando dal 3-5-2 al 3-4-2-1, inserendo un giocatore di fantasia e velocità in attacco (Lookman), ma anche un mediano box-to-box capace di dare alla squadra un volto più fisico in mezzo al campo. Il prescelto era Koné e per una notte di metà agosto il francese era stato di fatto a un passo dall’Inter, prima del “no” arrivato dalla proprietà della Roma. Chivu e il club nerazzurro, però, nonostante la vittoria di scudetto e Coppa Italia col “solito” 3-5-2, non hanno riposto nel cassetto la voglia di dare un volto nuovo alla squadra per tornare nell'élite della Champions. Per farlo, però, serviranno centrocampisti di spessore europeo, come lo sono Koné - di fatto titolare nella Francia di Deschamps - e Curtis Jones del Liverpool, abituato ai ritmi frenetici della Premier.
Chivu sogna Nico Paz ed il potenziale ruolo di Koné
L’Inter ovviamente non dimentica il suo grande sogno per il mercato 2026, ovvero Nico Paz, ma l’argentino - che Chivu schiererebbe dietro una punta nel 3-4-2-1, ma potrebbe utilizzare pure come mezzala di qualità alla Luis Alberto nel 3-5-2 - rimane un obiettivo difficile da centrare e molto passerà dalla volontà o meno di Mourinho di tenerlo con sé. Dunque Koné primo tassello per il centrocampo, come ribadito dal tecnico nella riunione di martedì in sede con la dirigenza; Jones a seguire, con l’inglese che per caratteristiche potrebbe rappresentare quello che non è riuscito a essere Frattesi in questa stagione, ovvero il jolly per provare più spesso il 3-4-2-1. Entrambi potrebbero serenamente adattarsi al 3-5-2, forse più Jones abituato al centrocampo a tre del Liverpool, dando così un volto differente alla mediana nerazzurra che ripartirà da Calhanoglu in regia e Barella, con Zielinski e Sucic come ricambi, ma potrebbero offrire quelle alternative tattiche che Chivu ricerca. Koné potrebbe affiancare Calhanoglu - che nella Turchia gioca in un centrocampo a due -, liberandolo da alcune incombenze difensive, Jones potrebbe essere schierato come uno dei due trequartisti, permettendo a Chivu di non rinunciare né a Lautaro né a Thuram, con i due che per caratteristiche ruoterebbero senza problemi nei ruoli di secondo trequartista e centravanti.
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