L’Inter svolta a destra. Esce Dumfries, entra Palestra e saluta Luis Henrique. Un terremoto preceduto dall’addio di Darmian (svincolato) e seguito da un’altra importante “scossa di assestamento” data dall’intenzione da parte di Cristian Chivu di trasformare Andy Diouf in esterno a tutta fascia. Questi ha mostrato l’intraprendenza e il coraggio nel tentare la giocata che è sempre mancato a Luis Henrique. Non si può parlare di flop, ma certamente il brasiliano si era presentato all’Inter con ben altre premesse nate anche dalla cifra versata al Marsiglia per il cartellino (22,8 milioni più bonus). Poco male perché ha mercato e il piano dell’Inter è quello di finanziare la maxi-trattativa per arrivare a Palestra grazie a quanto già incassato da Dumfries (20 milioni: il Real pagherà la clausola) e quanto potrebbe entrare per il brasiliano, su cui già a gennaio si era mosso il Besiktas e che potrebbe essere un rinforzo utile per il calcio di Vincenzo Italiano. L’Inter valuta il cartellino 20 milioni, prezzo che può essere aggredibile anche da club francesi - a quelle latitudini il brasiliano ha lasciato ottimi ricordi - oppure, naturalmente dai ricchissimi club di Premier. Il suo posto, come sottolineato, sarà preso da Diouf che, dopo una stagione di apprendistato, può trovare collocazione stabile nell’Inter come esterno a tutta fascia: lì Chivu conta di poter sfruttare al meglio le sue migliori qualità (corsa, fisicità e buona propensione nel cercare la giocata). L’estate, in tal senso, dovrà comunque dare risposte importanti: l’interessato era arrivato come mezzala destra e dovrà dimostrare sul campo la voglia di “cambiare il chip” per buttarsi in un ruolo nuovo per lui.
Tutto su Palestra: l'incontro
Centro di gravità del cambiamento, quasi superfluo sottolinearlo, sarà lo sbarco di Marco Palestra alla Pinetina. Una volta capito che su Nico Paz c’erano margini ridottissimi, l’Inter ha deciso di canalizzare le risorse sull’esterno, rientrato all’Atalanta dopo la scintillante stagione al Cagliari che lo ha portato direttamente in Nazionale maggiore. Particolare non secondario anche per i destini azzurri: il prossimo ct potrebbe avere come architrave della sua squadra due esterni che giocano tutto l’anno nello stesso club (Palestra e Dimarco), il che sarebbe una manna per gli automatismi che regolano il gioco dei quinti. Anche per questo motivo la trattativa con l’Atalanta sta polarizzando l’attenzione di tutti gli operatori di mercato. Ieri se n’è parlato anche a Parma, dove Beppe Marotta e Luca Percassi erano attesi dagli appuntamenti di Lega Serie A che hanno fatto da antipasto alla cerimonia dei calendari: «Palestra è un talento, piace a tanti, anche all’Inter - ha sottolineato il presidente nerazzurro - però è forzato abbinarlo a noi perché siamo ancora in una fase preliminare». L’Inter è arrivata a offrire 42 milioni più bonus ma c’è ancora forbice con la valutazione che fa l’Atalanta del cartellino, pari a 50 milioni più bonus (cifre a cui arriverebbero i club di Premier interessati a Palestra). A tirare le file Alessandro Lucci, procuratore di Palestra e pure di Matteo Cocchi che può entrare nei discorsi tra i due club. Viste le cifre in ballo, un ruolo determinante lo avrà soprattutto Oaktree: toccherà al fondo dare il via libera a quella che sarebbe una delle operazioni più importanti nella storia del club nerazzurro.
