L'obiettivo Palestra e la proposta per la Serie A
Tra gli obiettivi di mercato dell'Inter c'è sicuramente Palestra dell'Atalanta, che il club vorrebbe per sostituire il partente Dumfries: "Il mercato di oggi è difficile. I nostri competitors sono più all'estero che in Italia, visto che in Champions League ci confrontiamo con club molto più ricchi. Cerchiamo un sostituto più giovane di Dumfries, andato al Real Madrid. Gli ultimi terzini destri che abbiamo preso sono Cancelo, Hakimi e Dumfries. Speriamo che il prossimo sia dello stesso livello". Poi ha chiarito le ambizioni del club e ha proposto delle idee per risollevare la Serie A: "Il nostro obiettivo è rimanere sempre competitivi ai massimi livelli. Per rilanciare il calcio italiano si potrebbe incentivare l'utilizzo dei giovani, oltre a ridurre il campionato a 18 squadre".
"Barella 500 milioni? Una parte la daremmo anche a lui"
Dai futuri acquisti ai leader della squadra: "Barella quanto vale? Non è sul mercato, quindi non ha un prezzo. Se arrivasse un'offerta da 500 milioni di euro? Qualcosa meno e magari una buona parte la daremmo anche a Barella probabilmente (ride, ndr)". Il centrocampista nerazzurro è ormai da tempo un riferimento anche per i nuovi arrivi e in generale per l'ambiente e a tal proposito Ausilio ha parlato anche di come va gestita una squadra a livello emozionale da parte dei dirigenti: "Lo spogliatoio deve autoregolarsi, poi eventualmente arriva il dirigente. Nello spogliatoio dell'Inter oggi ci sono figure come Barella e Lautaro che trasmettono più di altri i valori del club e fanno i richiami quando servono".
Come si decide quanto vale un giocatore
I prezzi di oggi nel calciomercato sono aumentati rispetto a tanti anni fa, ma la domanda che sorge spontanea è: come si valuta un calciatore, come si fissa il prezzo visto che è una cosa soggettiva? Ne ha parlato Ausilio: "Per stabilire il valore di un calciatore ci sono dei parametri oggettivi come l'età, la durata del contratto e ovviamente le prestazioni del giocatore. Poi ci sono delle variabili più soggettive che dipendono dal momento, quindi dalla domanda come in tutti gli altri business. Se hai un giocatore che metti sul mercato e ci sono 5 o 6 squadre che lo richiedono, è normale che puoi permetterti di fare un'asta o comunque di giocare un po' sul prezzo. Quando invece il giocatore è un di più per te e stai cercando di collocarlo sul mercato e la domanda è quella che è, allora si fa più fatica e probabilmente anche il prezzo non è quello che avevi in testa. Si cerca di sfruttare le situazioni, i momenti e anche il tipo di mercato".
Poi ha aggiunto: "Oggi vendere in Inghilterra è sicuramente più redditizio che vendere in un altro Paese. Per due o tre anni sicuramente anche l'Arabia Saudita, se hai la fortuna di ricevere una chiamata da un club arabo per un tuo giocatore, i margini di guadagno sono superiori. Quello che manca a noi, quando prima parlavo di sistema, è anche un mercato interno di un certo livello. Si fa fatica a vendersi e a comprare giocatori fra noi. Quante operazioni ricordi fra Inter, Juve e Milan negli ultimi quattro o cinque anni? Pochissime. Si approfitta magari di qualche situazione di un giocatore in scadenza, come è successo a noi con Calhanoglu. Ma è difficile pensare che Inter, Juve, Napoli, Milan o Roma riescano a fare mercato fra di loro. Quando succede è veramente raro. Si tende a vendere fuori".