L'arrivo di Balotelli all'Inter: i retroscena
Tra le varie trattative, Ausilio ha ricordato anche quella di Balotelli: "Mario l'ho preso io dal Lumezzane in Serie C quando ero responsabile del settore giovanile, aveva 16 anni e volevamo fargli fare un percorso educativo. Così lo mettemmo negli Allievi Under 16 e lui ci disse che giocava già in prima squadra. Gli rispondemmo che qui da noi la prima squadra è un'altra cosa. Poi ha dimostrato di meritarsi qualcosa di più e a dicembre lo facemmo salire in Primavera, era impresentabile per manifesta superiorità e vincemmo lo Scudetto. Faceva goal con una facilità incredibile, poi Mancini lo fece esordire in prima squadra. Come fa a non essere un rimpianto? Uno che ha avuto un inizio del genere, soprattutto negli anni con Mancini, lasciava pensare di essere il nuovo crack del calcio italiano. Probabilmente poi non ha mantenuto tutto quello che prometteva perché aveva altre distrazioni, noi però abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare. Poi il salto in prima squadra richiede un ulteriore processo di crescita e di maturazione che lui probabilmente non ha completato".
Le scoperte e le cessioni di Kovacic e Coutinho
All'Inter sono passati giovani che hanno fatto intuire il loro talento, ma che poi hanno fatto bene in altri contesti, come Kovacic: "A 18 anni sembrava davvero uno su cui costruire l'Inter per 10 o 15 anni, ma poi è arrivato il Real Madrid con un'offerta importante che il club non poteva rifiutare in quegli anni difficili. Ha fatto una carriera pazzesca, vincendo 4 Champions League. Quando scopri qualcuno così è difficile lasciarlo andare, ma in quel momento era inevitabile. Sucic lascia intravedere di avere lo stesso DNA, un po' come Brozovic". Su Coutinho: "Lo scoprimmo quando aveva 16 anni, ma non poteva trasferirsi prima di diventare maggiorenne. Io lavoravo per Branca, anche lui si era innamorato di questo ragazzo. Andai più volte in Brasile a seguirlo e per parlare con la sua famiglia. Arrivò nell'Inter del post-Triplete, una squadra ancora forte. Il primo anno lo fece con Rafa Benitez, non riuscì a trovare lo spazio che meritava. Fisicamente era ancora in una fase di crescita, non era ancora pronto per quell'Inter. Poi arrivò il Liverpool con una buona offerta, fu ceduto ed esplose in Inghilterra. Poi passò al Barcellona e iniziò una fase calante della sua carriera".