MILANO - C’era scritto spingere, e l’Inter spinge. Ma l’Atalanta tira, sul prezzo. Non è una porta di Norman, ingegnere e psicologo statunitense censore del design moderno, ma la fotografia dell’assalto interista a Marco Palestra. Piero Ausilio, pur senza nominarlo direttamente, l’ha descritto ad Alessandro Cattelan, ripercorrendo gli ultimi laterali destri della casa: «Cancelo, Hakimi e Dumfries hanno fatto tutti bene. Denzel sarà sostituito da un calciatore altrettanto forte e più giovane». Se la valutazione tecnica è opinabile, quella anagrafica no: Palestra - non necessariamente l'unico obiettivo, ma di certo il primo - ha nove anni in meno rispetto all’olandese. Rientrato alla Dea dopo una stagione da protagonista assoluto al Cagliari, è l’uomo individuato ai piani alti di Viale della Liberazione come quello giusto. Atalanta permettendo.
La richiesta della Dea
La valutazione che il club bergamasco fa del suo talento è infatti molto alta, superiore ai 50 milioni di euro, fino a sfiorare i 60. Cifre che l’Inter non ha finora messo sul piatto, confidando di poter abbassare il prezzo. A tenerlo alto, le sirene estere: oltre a quelle dalla Premier League - piace a diversi club, compreso il Manchester City, ma finora non si è mosso nessuno -, c’è l’Atletico Madrid, che invece qualche abboccamento concreto l’ha avuto. I nerazzurri milanesi, per ora, hanno sfondato il muro dei 40 milioni, ma non si sono nemmeno avvicinati allo step successivo, comunque non sufficiente. Marotta, Ausilio e Baccin puntano molto sulla volontà del giocatore, che preferirebbe rimanere in Serie A (se poi dovesse bussare il City di Maresca, chissà) e, nello specifico, raggiungerebbe volentieri a Milano i suoi tanti compagni di Nazionale, da Barella a Dimarco e Pio Esposito. Anche Ademola Lookman, però, aveva la stessa ambizione e il film non è stato a lieto fine, per quanto il successivo affare Nicola Zalewski certifichi gli ottimi rapporti: non bastano, si sa, a chiudere gli affari.
Cocchi non convince Giuntoli
Non aiuta nemmeno il fatto che Matteo Cocchi, la contropartita tecnica immaginata dall’Inter - sebbene in un affare slegato -, non convinca più di tanto l’uomo mercato atalantino Cristiano Giuntoli. Ciò non vuol dire che la porta sia chiusa, anzi: il mercato è solo agli inizi, in casa Inter sono fiduciosi di poter chiudere e anche l’Atalanta non ha mai escluso la cessione. Si tratta solo di trovare l’incastro giusto, comunque oltre i 50 milioni.