Inter, persi Palestra e Solet: resta Curtis Jones. Oaktree che fai?

Tra le richieste (disattese) di Chivu resiste solo il centrocampista inglese di proprietà del Liverpool per il quale però serve uno sforzo della proprietà: la situazione

MILANO - Preso il due di picche (cit. Piero Ausilio) da Palestra e sedotto quindi abbandonato Solet, dei tre giocatori che Cristian Chivu attendeva per rinforzare l’Inter è rimasto soltanto Curtis Jones. Dovrà farsene una ragione. Ci era già passato pure Simone Inzaghi: dopo la finale di Champions League persa a Istanbul con il Manchester City aveva chiesto che fosse confermata in blocco la rosa e gli vendettero dodici giocatori. Tra l’altro proprio Chivu un anno fa aveva fatto la bocca a Lookman e Koné senza che arrivasse nessuno dei due. Nel post-Covid le difficoltà di Suning avevano imposto un mercato a saldo zero e oggi - con l’Inter passata di mano a un fondo - le spese (sempre oculate) devono essere autorizzate a più livelli con un rallentamento delle trattative. Sempre Ausilio ha definito Oaktree «una proprietà un po’ particolare», il che evidenzia come chi governa l’area tecnica senta di avere le mani legate negli affari dove il “timing” spesso è determinante per il buon esito delle trattative. Se è vero che per Palestra l’Inter era ancora alle proposte mentre il Chelsea metteva sul piatto un’offerta ufficiale, peraltro migliorativa per tutti i soggetti in causa (Atalanta, giocatore, procuratore) si può ben capire come per l’Inter sia facile prendere “due di picche” indigesti. D’altronde, pure l’anno scorso le telenovele per Lookman e Koné hanno partorito altrettanti buchi nell’acqua.

L'Inter punta sul piano B e conferma i suoi big

Il pregio di chi governa l’area tecnica all’Inter è però quello di avere sempre un piano B funzionale al progetto (merito non da poco) e Chivu un anno fa ha ugualmente ottenuto una squadra altamente competitiva. Sarà così pure stavolta perché, altro pregio - stavolta ascrivibile pure alla proprietà -, è quello di saper trattenere tutti i big. Per strada è stato perso solo Dumfries ma perché c’era una clausola rescissoria nel suo contratto chiesta (e ottenuta) per firmare il rinnovo anziché salutare a zero.

Curtis Jones resta l'obiettivo dell'Inter: distanza con il Liverpool

Chivu intanto non ha ancora perso le speranze che almeno Curtis Jones sbarchi alla Pinetina. Che la trattativa sia - al momento - in un vicolo cieco lo ha ammesso pure Ausilio («Ci piace, non l’ho mai negato, ma c’è una distanza importante. Il Liverpool ha tutto il diritto di chiedere quello che ritiene legittimo, mentre noi abbiamo tutto il diritto di dire se ci va bene o meno»). L’Inter confida nella volontà del giocatore e sa che i tempi potrebbero dilatarsi ad agosto inoltrato ma in mezzo al campo, anche numericamente, l’organico non è in sofferenza grazie agli ingressi di Stankovic (soprattutto) e Massolin. E il fatto che al momento il giocatore non intenda aprire spiragli al Nottingham Forest (in cerca di un giocatore proprio in quel ruolo dopo aver ceduto Elliot Anderson al Manchester City) è senz’altro positivo. Certo è che Oaktree dovrà fare uno sforzo erculeo per colmare un divario oggi abissale tra i 25 milioni offerti e i 40 richiesti. Perché al Liverpool non interessa che Jones vada in scadenza tra un anno.

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