Federico Dimarco ha mollato Roc Nation. Decisione motivata dallo stallo sul rinnovo di contratto: l’Inter - avendo l’opzione per prolungare l’accordo in essere dal 2027 al 2028 - non ha fretta nel prendere in mano la pratica nonostante l’interessato probabilmente attendesse di firmare un contratto “a vita” fino al 2030/2031 con stipendio alzato ai livelli di Barella e Bastoni (attualmente l’esterno guadagna un paio di milioni in meno rispetto ai compagni). Toccherà ad Arturo Canales prendersi carico della pratica ma risulta difficile pensare a uno strappo alla luce del fatto che Dimarco è legatissimo al mondo nerazzurro. Dimarco è anche in attesa di capire se la Procura Federale aprirà un fascicolo dopo quanto messo a verbale dall’ex frontman della curva interista Marco Ferdico a seguito del suo pentimento. Oltre a mettere ancora più a fuoco i rapporti delle curve milanesi con i clan ndranghetisti, Ferdico ha confermato la contiguità tra i vertici della curva e alcuni giocatori dell’Inter, tra cui - oltre a Calhanoglu, già squalificato e multato - proprio lo stesso Dimarco, il cui nome non era emerso nei primi sviluppi dell’indagine “Doppia Curva”.
Il precedente Calhanoglu
Va detto che proprio la sanzione comminata a Calhanoglu può fare giurisprudenza dato il fresco precedente: il turco ha infatti preso una giornata di squalifica e trentamila euro di multa, ammenda pure per il club nerazzurro per responsabilità oggettiva. Caso vuole che nel racconto di Ferdico sia stato proprio un uomo di Roc Nation il tramite per arrivare a Dimarco: «Sono andato da Andrea Opi, che è il manager di Federico Dimarco, chiedendo quando Dimarco faceva un presente alla curva. Lui mi ha risposto che era pronto a regalare a me, a Bellocco e a Beretta tre anelli con il brillante, che del resto aveva fatto come regalo a tutta la squadra. Faccio presente che Opi per conto di Dimarco si lamentava con me, in quanto Dimarco voleva un coro nuovo per lui: si lamentava che, mentre quello fatto a Calhanoglu era particolarmente bello, quello suo lo era meno, e lui non lo meritava in quanto era di Milano e giocava da tanti anni nell’Inter».
Le dichiarazioni di Ferdico
Le dichiarazioni di Ferdico hanno intanto procurato il primo effetto collaterale anche nell’inchiesta per l’omicidio Boiocchi. I pm della Dda di Milano Paolo Storari e Stefano Ammendola hanno infatti contestato, davanti alla gup Giulia Marozzi, anche l’aggravante della premeditazione all’ultrà interista Mauro Nepi. «Nepi è stato il primo a parlarmi della possibilità di uccidere Boiocchi, mettendola sul piano che io non avessi il coraggio di farlo, istigandomi al riguardo, e ipotizzando anche il prezzo dell’omicidio nella fase iniziale» ha fatto mettere a verbale Ferdico. Dopo la finale di Champions 2023 a Nepi vennero dati «25mila euro». E lui, che ebbe anche un ruolo nella «programmazione» dell’uccisione, avrebbe insistito per «partecipare alla suddivisione dei ricavi della curva rinfacciando quello che lui aveva fatto».
