Inter, brusca frenata per Khalaili: visite mediche non idonee. Derby con il Milan per un obiettivo

Previsti nuovi accertamenti approfonditi e una visita specialistica. L'alternativa porta al profilo del giocatore finito anche nel mirino dei rossoneri

Anan Khalaili non ha ottenuto l’idoneità sportiva nei test sostenuti venerdì al Coni. Il ventunenne si recherà nuovamente domani all’Istituto di Medicina dello Sport per sottoporsi a nuovi e specifici accertamenti, che stabiliranno se possa giocare o meno per l’Inter (e più in generale in Serie A). È previsto inoltre, entro martedì, un controllo da uno specialista. Se le visite all’Humanitas, svolte dai medici nerazzurri, erano state ritenute soddisfacenti, quelle del Coni riguardano altri parametri, non valutati direttamente dai dottori del club di Viale della Liberazione.

Nello specifico, secondo quanto riportato dall’emittente israeliana Sport 5, Khalaili dovrà sottoporsi a un altro ecocardiogramma, ma la realtà nostrana, dove le regole per l’attività agonistica sono molto più stringenti rispetto a quelle straniere, imporranno, per il bene e per la sicurezza dell’atleta, esami ancor più approfonditi. In Italia sono i medici a decidere se un atleta possa competere a livello agonistico, dopo chiaramente tutte le valutazioni cliniche del caso. In altre federazioni la responsabilità dello scendere in campo viene assunta direttamente dal giocatore, che eventualmente corre in prima persona il rischio di complicazioni durante gli eventi sportivi.

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I precedenti in Italia

Ecco perché alcuni professionisti, anche recentemente, sono dovuti emigrare. Gli esempi più eclatanti portano a Christian Eriksen, ex centrocampista proprio dell’Inter, collassato in campo per un problema cardiaco durante Danimarca-Finlandia del giugno del 2021, che poi, dopo l’innesto di un defibrillatore sottocutaneo ha proseguito la carriera in Inghilterra e Germania (e ora, dopo essersi accasciato nuovamente a terra durante l’amichevole con l’Ucraina dello scorso mese a causa di un nuovo malore, ha iniziato la rieducazione e non ne vuole sapere di appendere le scarpette al chiodo), o di Leonardo Bove, ex Fiorentina e con una storia simile a quella del collega, che oggi milita nel Watford.

In Italia, in generale, è obbligatorio che non ci siano malattie strutturali, la cardiopatia è la più frequente, ma non l’unica. Ci sono anche casi nei quali l’idoneità può essere ottenuta dopo un’operazione (Cassano aveva un piccolo difetto cardiaco congenito: dopo essere finito sotto i ferri e successivamente a un normale periodo riabilitativo, è potuto tornare a giocare) e altri invece, come specificato, che non permettono l’attività agonistica.

Inter, occhi su Guéla Doué

Nell’attesa che Khalaili svolga il supplemento medico richiesto e che si conoscano i risultati definitivi degli accertamenti, l’Inter, anche in virtù dell’eventualità - tristemente plausibile - che il trasferimento del figlio d’arte non si concretizzi, deve necessariamente pensare a come tornare ipoteticamente sul mercato. Il primo profilo che viene in mente è quello di Guéla Doué, ossia quella che era l’alternativa proprio dell’israeliano.

L’ivoriano ha una valutazione da 35-40 milioni e su di lui è vigile il Milan, che ha già avviato i contatti con l’entourage del giocatore – entusiasta della possibilità di trasferirsi nel capoluogo lombardo – e che però deve accordarsi con lo Strasburgo, che evidentemente può sperare nell’asta. Attenzione anche a Rafik Belghali. Il Verona vuole monetizzare dalla sua cessione, lo ha proposto a più squadre: l’algerino costa 15 milioni. Intanto Curtis Jones, che resta obiettivo primario per Chivu, ha smentito ogni accordo col Nottingham Forest: lui, da tempo, si è promesso all’Inter.

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Anan Khalaili non ha ottenuto l’idoneità sportiva nei test sostenuti venerdì al Coni. Il ventunenne si recherà nuovamente domani all’Istituto di Medicina dello Sport per sottoporsi a nuovi e specifici accertamenti, che stabiliranno se possa giocare o meno per l’Inter (e più in generale in Serie A). È previsto inoltre, entro martedì, un controllo da uno specialista. Se le visite all’Humanitas, svolte dai medici nerazzurri, erano state ritenute soddisfacenti, quelle del Coni riguardano altri parametri, non valutati direttamente dai dottori del club di Viale della Liberazione.

Nello specifico, secondo quanto riportato dall’emittente israeliana Sport 5, Khalaili dovrà sottoporsi a un altro ecocardiogramma, ma la realtà nostrana, dove le regole per l’attività agonistica sono molto più stringenti rispetto a quelle straniere, imporranno, per il bene e per la sicurezza dell’atleta, esami ancor più approfonditi. In Italia sono i medici a decidere se un atleta possa competere a livello agonistico, dopo chiaramente tutte le valutazioni cliniche del caso. In altre federazioni la responsabilità dello scendere in campo viene assunta direttamente dal giocatore, che eventualmente corre in prima persona il rischio di complicazioni durante gli eventi sportivi.

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I precedenti in Italia
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