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Lippi: «Juve, addii pesanti ma il ciclo non è finito»
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Lippi: «Juve, addii pesanti ma il ciclo non è finito»

L'ex tecnico bianconero: «Se questo trend continua allora ci sarà da preoccuparsi, ma non sarà così. Vedrete che la squadra di Allegri sarà a lottare con le altre»twitta

martedì 8 settembre 2015

TORINO - «Vedrete che la Juventus sarà a lottare con le altre, poi non so se vincerà ancora. In ogni caso il ciclo bianconero non è finito, nonostante gli addii pesanti». Parola di Marcello Lippi. L'ex tecnico bianconero ha parlato del momento della squadra di Allegri: «La Juve a zero punti? Con gli infortuni - le sue parole a Radio Kiss Kiss Napoli - e i sei-sette giocatori diversi rispetto all'anno scorso, in due partite ci può stare. Poi se questo trend continua allora ci sarà da preoccuparsi, ma non sarà così. Tutti hanno cambiato molto, quindi hanno delle difficoltà. L'amalgama e la coesione non si trovano subito tipo schioccando le dita. Ci vuole tempo, magari non tantissimo, ma ci vuole tempo. Però se perdi troppo terreno poi si crea sfiducia nei confronti della tifoseria, e tutto diventa più difficile».

ITALIA - Lippi ha parlato anche della Nazionale di Conte: «L'Italia ha realizzato poco rispetto a quanto costruito ma le partite con Malta e Bulgaria non sono mai state in discussione e sono state dominate con il piglio della grande squadra. C'è stato un dominio assoluto, purtroppo però c'è stata una percentuale realizzativa piuttosto bassa, ma solo quello. C'è una disaffezione per l'Italia? Solamente quando c'è la competizione vera e propria l'attenzione dei tifosi aumenta. Anche le persone che non seguono il calcio durante Mondiali ed Europei tutti vedono gli azzurri. Poi se nella nazionale non ci sono i nomi altisonanti che suscitano la fantasia dei tifosi l'interesse diminuisce. Quando ad esempio allenavo la Nazionale sceglievo sul 60% di giocatori italiani, adesso Antonio sceglie sul 35%. Purtroppo questa è la realtà».

INTER E MILAN -  Lippi ha anche parlato del campionato e in particolare di Inter e Milan: «Le milanesi? Questo potrebbe essere anche l'anno buono per tornare competitivi. Altrimenti non avrebbero senso tutti i sacrifici fatti in estate dalle proprietà. Devono ritornare protagoniste. Arrivare primi secondi terzo o quarti non si può prevedere adesso, ma sicuramente se la giocheranno fino alla fine. Il Napoli? Sarri ha cambiato filosofia e metodo di gioco. Insomma anche per il Napoli c'è bisogno di tempo, ma l'importante è che siano rimasti i giocatori più forti. Sarri mi sento di dire che è una garanzia, certo la grande piazza ha altre esigenze rispetto alla provincia. Però questo allenatore saprà dare equilibrio. L'attacco funzionava perchè ha segnato gli stessi gol della Juve campione, ma ha subito gli stessi gol di chi è retrocesso, quindi vuol dire che il Napoli l'anno scorso non aveva equilibrio. Sarri sicuramente riuscirà nell'impresa di dare equilibrio, ma a patto che gli sia dato il tempo. Napoli è una piazza che conosco bene, ho un bellissimo rapporto con la città. La tifoseria è esigente, vuole vincere, vuole entusiasmo, però dategli tempo. Sarri darà una fisionomia ed un gioco redditizio e spettacolare».

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