Serie A Juventus «Dybala, la testa più del sinistro: è un mostro»

Adani e Perinetti spiegano il bianconero dal punto di vista tattico e da quello motivazionale. «Nel gotha con Messi, Ronaldo & C.»
Serie A Juventus «Dybala, la testa più del sinistro: è un mostro»

TORINO - Due domande, a questo punto. Numero uno: perché Dybala è tanto forte? Numero due: fino a che punto può ancora spingersi? Per le risposte ci avvaliamo della collaborazione di due addetti ai lavori in grado di andare all’origine della questione. Analizzandola da un punto di vista prettamente tecnico, ma anche motivazionale, di prospettive. Daniele Adani (ora commentatore per Sky, maestro nel vivisezionare trame di gioco e gesti tecnici) e Giorgio Perinetti (scopritore di talenti, nonché il dirigente italiano che ha fatto firmare il primo contratto a Dybala).

DYBALA FA INNAMORARE I TIFOSI DELLA JUVENTUS

Chiedete a Neymar e Messi... Ebbene, Adani lo diceva già in tempi “non sospetti” che Dybala sarebbe entrato nel gotha del calcio internazionale. «L’avevo ribattezzato “l’eletto”, e in molti mi guardavano con perplessità... Ora lo dice pure Allegri che nel giro di pochi anni soltanto Messi sarà più forte di lui. Il punto è che Dybala gioca pensando in maniera più evoluta di tutti. Lasciate stare il gol che ha fatto al Sassuolo, quello è tecnica pura, e va bene. Ma ci sono tante altre giocate che il bianconero fa nel corso di una partita che dimostrano la sua risolutezza nel trasformare la palla in un capolavoro. Lui gioca e pensa il calcio con una naturalezza incredibile. Azzera i tempi tra pensiero e giocata». Il dubbio è se Dybala ed il suo talento non siano penalizzati dalla posizione in campo: chissà quanti gol in più segnerebbe l’argentino se giocasse più vicino alla porta, ci si chiede. Ma Adani, in questo senso, non ha dubbi: «Dybala deve stare lì dove sta, perché dà un enorme contributo al gioco ed è troppo importante come riferimento per i compagni. Lui è una sorta di regista d’attacco. Pensate a Messi: lui la posizione se la sceglie, ma non è che poi non fa gol. Un altro esempio? Suarez: corre come un mediano, lavora come un trequartista ma segna come una punta. Ecco: i top d’attacco non solo segnano, ma giocano e segnano. Così Dybala appunto, che se ci pensate potrebbe giocare anche da esterno, come faceva all’Instituto (nel tridente). Paulo è preziosissimo anche in corsia: mette la palla forte e precisa».

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