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La Juve schianta anche il Carpi: 2-0, gol di Hernanes e Zaza
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La Juve schianta anche il Carpi: 2-0, gol di Hernanes e Zaza

I bianconeri onorano lo scudetto conquistando la 25ª vittoria nelle ultime 26 partite di campionato. Prima rete del brasiliano, il bis del lucano subentrato nella ripresatwitta

domenica 1 maggio 2016

 Antonino Milone

TORINO - La festa scudetto è qui. C’è Leonardo Bonucci che festeggia i 29 anni “armato” di baffi improbabili alla Zorro, a capo di una grande famiglia che ha osato riscrivere la storia dei cinque scudetti consecutivi. C’è la sciarpata della Sud che urla «I campioni dell’Italia siamo noi» agli idoli sul prato. C’è un tempo balordo che prova invano a oscurare l’estasi bianconera da 34° tricolore, mentre sui maxischermi campeggia il saluto di una manona gialla a simboleggiare il nuovo Quinquennio d’Oro: la manita non è esclusiva degli spagnoli. E c’è una Juventus che, a dispetto dei sogni di salvezza coltivati dai 1.500 sostenitori del Carpi, si prende altri tre punti: 2-0, per gli imbattibili è la decima vittoria consecutiva, la 25ª nelle ultime 26 partite di campionato. A dimostrazione della compattezza di un gruppo straordinario, questa volta a indirizzare il match pensa Hernanes con un destro da fuori prima dell’intervallo (fra 30’ e 45’ i bianconeri hanno segnato più di tutti in questo campionato) sul quale Belec non fa una bella figura. La capriola del brasiliano, con tanto di urlo al cielo, è il segno di una superiorità schiacciante, per una Juventus che strappa applausi anche quando il risultato non conta più ai fini dello scudetto. Zaza grifferà la rete del raddoppio juventino. Da subentrato, ovvio…

COME SGUSCIA POGBA - Allegri concede a Rugani l’ottava passerella di fila, testa Evra centrale difensivo di sinistra, chiede a Hernanes e Asamoah di dare un senso a una stagione tormentata per diversi motivi. L’assenza di Khedira e Dybala, ai box causa fisiologico riposo, sembra infondere un minimo di coraggio al Carpi, forte di un collaudato gioco fatto di ripartenze e verticalizzazioni. Il problema è che l’equilibrio dura sei minuti, poi Pogba s’inventa (pure) attaccante aggiunto e la Juventus s’impossessa del match. Morata cerca il gol in tuffo, da un lato; Buffon si guadagna lo stipendio giornaliero stoppando Verdi in contropiede, dall’altro. Ritmi naturalmente non eccelsi, se non fosse per la voglia di divertirsi del Polpo. Allora è dalla Sud che si sprigiona un sentito messaggio ad Allegri: «25 campioni e un uomo vero, Max Allegri vero condottiero» su uno striscione, quindi la richiesta «Facci un saluto» e il tecnico, ben più bardato per le temperature quasi invernali rispetto allo spogliarello di Modena nel match di andata, risponde. Negli ultimi due anni il feeling tra allenatore e tifoseria non era mai esploso in maniera così aperta e sincera. E magari, con l’allenatore livornese confermato sulla tolda di comando, si rischia di andare oltre, provando a ripercorrere la strada verso Berlino. Direzione Cardiff, Millennium Stadium, stavolta.

RIECCO IL PROFETA - La rete di Hernanes gonfia il petto dei tifosi, uniti nel chiedere allo Stadium più applausi a uno squadrone da leggenda («Tutti in piedi per questa Juventus!»), senza dimenticare gli sfottò ai tifosi rivali, ancora una volta relegati al ruolo di vicecampioni. Senza stelle, né medaglie al collo. C’è voglia di concedere il bis, ma nella mente dei campioni d’Italia gravita anche il pensiero della finale di Coppa Italia: il 21 maggio, all’Olimpico contro il Milan, nel mirino c’è il secondo double (scudetto-Coppa) di fila. Mai accaduto prima sugli schermi di casa nostra. Nel frattempo l’aria di festa contagia il Teatro dei Sogni juventini, riunito in una Ola che fa impazzire i cuori proteggendoli dal bizzarro freddo di queste ore tutt’altro che primaverili. La Juventus, tra i tanti record ancora da battere, continua a non subire gol nel girone di ritorno in casa: dal 13 dicembre 2015, sono 140 giorni di giubilo. Il 2-0 del subentrato Zaza, su cross di Pogba, completa la storia: è la 200ª rete dei pentacampioni allo Stadium. Per la festa, quella vera, con la consegna della Coppa dello scudetto bisognerà attendere il 14 maggio, quando la città di Torino si colorerà di bianconero per omaggiare il pullman scoperto con i giocatori a bordo. Una scena ormai usuale in primavera, come fosse il Film Festival o il Salone del Libro. Solo che qui la volume e la pellicola rischiano di essere aggiornati di stagione in stagione…

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