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Juventus, Buffon e quell’impegno all’Arsenale della Pace
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Juventus, Buffon e quell’impegno all’Arsenale della Pace

Il portiere alla presentazione del libro sul Sermigtwitta

lunedì 19 dicembre 2016

di Antonino Milone

TORINO - Gigi Buffon al Sermig (Servizio missionario giovani) non è presenza rara. Il capitano della Juventus, all’Arsenale della Pace - già Arsenale militare in Borgo Dora a Torino - si reca appena può, anche solo per dare un saluto a Ernesto Olivero, fondatore del gruppo nato 52 anni fa, «cui sono legato - dice il portiere - da un’amicizia che dura da una dozzina d’anni». E nelle occasioni speciali non manca mai: ieri, infatti, si presentava un volume speciale. Scritto da Paolo Viberti, storica colonna e firma di spessore di Tuttosport, con la prefazione di Buffon, «Oltre la crisi: Ernesto Olivero e il Sermig» (223 pagine, 16.50 euro, Priuli e Verlucca Editori) racconta delle iniziative del Sermig finalizzate (anche) alla pratica della solidarietà per i più poveri. Tutti i proventi della vendita del libro saranno devoluti al gruppo il cui scopo di vita si riassume nel messaggio - “La bontà è disarmante” - che campeggia su un muro all’interno del cortile dell’Arsenale dove sono indicati i nomi dei Paesi in cui il Sermig ha lasciato un segno. «Entri qui e ti dimentichi ciò che c’è fuori, ti senti più predisposto al dialogo e alla condivisione con gli altri. E questo è gratificante, la vita non va sprecata»: parola di Gigi, un uomo speciale.

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