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Juventus raggiungibile? Ecco perché le rivali ora ci credono

Juventus raggiungibile? Ecco perché le rivali ora ci credono

Dall'Inter alla Roma fino a Napoli e Milan: le big italiane, 'ossessionate' dal dominio bianconero, sono convinte di poter annullare il gap nella prossima stagionetwitta

martedì 23 maggio 2017

di Giuliano De Matteis

TORINO – Il sesto scudetto di fila e la terza Coppa Italia consecutiva. Ora manca solo la Champions League per completare un ‘triplete’ che proietterebbe nella leggenda la Juventus di Max Allegri, che ha sviluppato e completato il ciclo di Antonio Conte (suoi i primi tre tricolori) arrivando a rigiocarsi la finale per il titolo europeo due anni dopo l’amara sconfitta di Berlino contro il Barcellona. Ecco, un successo sul Real Madrid il 3 giugno a Cardiff rappresenterebbe il compimento di una risalita inziata dieci anni fa con il ritorno in A dopo calciopoli, il coronamento di un costante crescendo a cui in qualche modo puntano – paradossalmente – anche le rivali italiane, in questo momento ossessionate dai colori bianconeri. Rivali convinte che, forse, in caso di un trionfo persino Allegri potrebbe essere tentato di scendere dal trono per cercare nuovi stimoli altrove, anche se dopo le voci di un possibile addio risuonate per mesi l’ipotesi sembra ora molto più remota. Senza contare che Marotta e Paratici non hanno mai smesso di progettare il futuro, lavorando per tutelarsi dal fisiologico scricchiolio delle colonne portanti di questi ultimi due lustri: già inseriti in rosa giovani come Dybala e Rugani, bloccati i vari Caldara e Orsolini e con Spinazzola pronto a rientrare alla base, si proverà ora a mettere le mani su Schick e Keyta. Nonostante questo però le big italiane, dall’Inter alla Roma fino a Napoli e Milan, pensano tutte che il ‘triplete’ appagherebbe l’atavica fame di una Juventus che vedono finalmente raggiungibile.

QUI INTER – Di vera e proprio osessione juventina si potrebbe parlare per l’Inter, con Zhang junior che ha addirittura annunciato nel discorso di Natale ai dipendenti come primo obiettivo del club quello di «interrompere l’egemonia della Juve in Italia». Non solo: il gruppo Suning, una volta appurata l’impossibilità di strappare Antonio Conte al Chelsea, avrebbe nelle ultime ore virato con decisione su Luciano Spalletti (con la benedizione esterna dell’ex patron Massimo Moratti) pronto a lasciare la Roma proprio con l’obiettivo di raggiungere i bianconeri, che lo hanno costretto nella sua esperienza giallorossa a doversi accontentare al massimo del secondo posto. E a Milano, il tecnico toscano che ha dalla sua la grande conoscenza del calcio italiano e il feeling con il nuovo direttore tecnico nerazzurro Walter Sabatini, potrebbe portarsi un altro anti-juventino doc come Nainggolan e avrebbe a disposizione un ricchissimo budget per il mercato. Certo si ritroverebbe in un ambiente depresso dalle ultime fallimentari stagioni e costretto a ricostruire un nuovo progetto da zero, con i tempi che tutto questo comporta. E la fretta di casa Inter non aiuterebbe a trovare quella continuità che è stata invece la forza della Juventus in questi ultimi dieci anni, anche se l’assenza dalle coppa europee potrebbe agevolare il lavoro del nuovo allenaore.

QUI ROMA - La stessa continuità è mancata alla Roma, che rispetto all’Inter ha sì vissuto meno ribaltoni in panchina ma quest’anno dovrà aprire un nuovo ciclo con un allenatore che sostituisca il partente Spalletti (Di Francesco è balzato in pole nelle ultime ore). La società di Trigoria poi si è trovata ogni anno costretta a privarsi delle sue pedine migliori (eclatante il caso Pjanic passato proprio alla Juventus la scorsa estate) per rafforzare la squadra. E’ vero che sono arrivati stagione dopo stagione ottimi calciatori ma, soprattuto quelli pescati all’estero, hanno bisogno di tempo per ambientarsi nel gruppo e prendere le misure con un ambiente conosciuto per il suo entusiasmo ma anche per le enormi pressioni. Eppure in casa Roma, dopo il successo nell’ultimo scontro diretto all’Olimpico e un campionato tenuto finalmente vivo fino alla penultima giornata, credono di aver ridotto il gap dalla Juventus. E il nuovo allenatore - a differenza di Spalletti - non dovrebbe più affrontare la ‘grana’ Totti, con il capitano che domenica darà il suo addio alla maglia giallorossa.

QUI NAPOLI – Juventus nel mirino anche per il Napoli, che come la Roma è convinto di aver ridotto la distanza che lo separa dai bianconeri con cui hanno giocato alla pari gli ultimi due scontri diretti in campionato e Coppa Italia. Rispetto ai giallorossi e alle altre big però, almeno sulla carta, quella partenopea potrebbe rappresentare la rivale più pericolosa per i bianconeri del ‘ripudiato’ bomber Higuain. Nello spogliatoio azzurro è nato una sorta di patto d’acciaio tra i calciatori, pronti tutti a restare con un solo obiettivo: spodestare la Juve dal tetto d’Italia. Il rinnovo di Insigne e quello imminente di Mertens ne sono la testimonianza, senza contare che con i soldi di Higuain il diesse Giuntoli ha infarcito la squadra di giovani talenti - come MilikDiawara, Zielinski e Rog – che avranno sulle spalle un anno di esperienza in più sulle spalle e saranno ormai parte integrante degli schemi di Maurizio Sarri. Un tecnico che ha saputo dare alla squadra un’identità con un gioco apprezzato in tutta Europa e affronterà la sua terza stagione in azzurro, dando appunto quella continuità che manca invece alle altre anti-Juve.

QUI MILAN – L’ultima di queste è il Milan, dove si è appena chiusa l’epopea di Silvio Berlusconi e appena iniziata la nuova era cinese. Dal tecnico al mercato, con Donnarumma in scadenza e ancora lontano dal rinnovo, sono troppe le incognite al momento per dare i rossoneri come potenziali rivali dei campioni d’Italia che a differenza dei cugini interisti avranno l'Europa League partendo oltretutto dai preliminari. La prima sfida alla Juve intanto è sul mercato, con la dirigenza milanista che ha già preso il difensore Musacchio e sta cercando in qualche modo di strappare ai bianconeri il laziale Keita (nel mirino anche Biglia e l'ex juventino Morata) per regalarlo a Vincenzo Montella o chi per lui siederà sulla panchina rossonera.

SCUDETTO JUVENTUS IN BIANCO E... NERO

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