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Colpo scudetto: la Juventus passa a Napoli con Pjanic ed Emre Can. Callejon accorcia, Insigne sul palo: +16
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Colpo scudetto: la Juventus passa a Napoli con Pjanic ed Emre Can. Callejon accorcia, Insigne sul palo: +16

La squadra di Allegri va sul 2-0 nel primo tempo, il Napoli resta in dieci per l'espulsione di Meret. Nella ripresa espulso Pjanic, Callejon accorcia ma Insigne sbaglia il rigore del pareggio spedendo sul palo. Per i bianconeri tre punti che fanno morale verso la gara con l'Atletico e spianano la strada verso l'8° scudetto consecutivo

 Elvira Erbì domenica 3 marzo 2019

TORINO - Al San Paolo di Napoli, la Juventus piazza un altro colpo scudetto: batte 2-1 gli azzurri con Pjanic e Emre Can e rafforza il primato in classifica (Callejon la riapre nel secondo tempo). Un +16 che spiana la strada verso l’ottavo scudetto consecutivo. Ma che partita, quante emozioni. L’errore di Malcuit fa espellere Meret: il Napoli in dieci prende gol su punizione (splendido il tiro del bosniaco) e su testa del tedesco. Finita così? No, perché nella ripresa succede di tutto. Il Napoli accorcia appunto con Callejon, la Juve resta in dieci per il rosso a Pjanic e Insigne si trova fra i piedi il rigore del pareggio (dato dopo visione del Var, braccio di Alex Sandro) ma tira sul palo. Così, rende vani gli attacchi della squadra di Ancelotti che ci prova fino alla fine. Ma Chiellini guida il muro dei campioni d’Italia che con sofferenza portano a casa tre punti che sanno di titolo. Non una bella Juve, ma una Juve da combattimento, dove CR7 si arrabbia pure. Una vittoria che fa morale anche in vista dell’impegno di Champions (prima l’Udinese) contro l’Atletico Madrid. Servirà altra intensità, ma il clima del San Paolo ha rodato i bianconeri.



LE SCELTE - Allegri lascia Dybala in panchina: dal primo minuto c’è Bernardeschi con Mandzukic e Cristiano Ronaldo. In mezzo al campo, Emre Can dall’inizio. Ancelotti va sul sicuro: davanti Insigne e Milik. Il San Paolo non è pieno, ma c’è comunque un bel pubblico per la sfida scudetto, seppure a distanza. I due tecnici, prima di sedersi in panchina, parlano affettuosamente e si abbracciano: un bel modo per stemperare le tensioni.

PJANIC-CAN GOL - Come da attesa, la gara è subito tosta, con grandi duelli, anche sulle fasce. Il Napoli attacca in massa, con manovra ragionata: la Juve è ben disposta e attenta. Bianconeri pericolosi sugli angoli: ci prova CR7, non va. Stessa sorte per Zielinski. Emozionante il ricordo di Astori, con i giocatori commossi in campo. Cristiano è il più bersagliato dal pubblico: una sorte di timore incondizionato (e di rispetto). Si cambia spesso fronte di gioco e certo non ci si annoia. Al 25’ cavolata del Napoli (passaggio indietro di Malcuit) e rosso a Meret che stende Ronaldo (lo tocca o comunque fa il gesto). Tocca a Ospina che prende il posto di Milik. Pjanic si incarica della punizione dal limite: gol. Juve in vantaggio al 28’ e il San Paolo è ammutolito. Risposta immediata del Napoli: palo di Zielinski davanti a Szczesny. Brividi e spettacolo. Punizione di Insigne: parata. Capovolgimento di fronte e raddoppio Juve con Emre Can di testa al 39’: solo davanti ad Ospina il turco tedesco non sbaglia. Duro colpo per gli azzurri di Ancelotti che  in dieci si ritrovano a dover recuperare il doppio svantaggio. Le squadre vanno a riposo con i campioni d’Italia avanti 2-0: la partita sembra segnata. Alex Sandro prima di andare negli spogliatoi: «Sono d’accordo con Allegri, non dobbiamo prendere contrattacchi, perché loro hanno giocato veloci e bravi tecnicamente. Stiamo concentrati, dobbiamo continuare così».


  
CALLEJON LA RIAPRE, INSIGNE PALO - Dentro Mertens per il frastornato Malcuit. E subito rosso di Rocchi per Pjanic che apre il braccio e fa fallo di mano. Ristabilita la parità numerica al San Paolo. Sale il tono agonistico e si rischia qualche fallo di troppo, tocca arbitro non farsi sfuggire di mano il match. Ammonizione anche per Cancelo, duro di Coulibaly. Al 9’ Szczesny blocca un’iniziativa di Callejon. E’ proprio lo spagnolo a riaprire la partita battendo il polacco al 16’. E adesso è tutto un altro match. Lo stadio è una bolgia e i bianconeri adesso soffrono. Il Napoli cerca il pareggio con veemenza: botta di Allan dalla distanza, palla di poco alta. La squadra di Ancelotti è in costante proiezione offensiva e i bianconeri non sono immuni da errori: è assedio. Lo stadio trascina i padroni di casa, è bolgia e la Juve deve difendersi con i denti. Ci prova Fabian Ruiz, deviazione di Bonucci in angolo. Allegri prepara Bentancur: al ’73 entra al posto di Mandzukic. Intanto CR7 scuote la testa per l’atteggiamento della squadra, anche perché non gli arriva un pallone giocabile. Chiellini è miracoloso su Fabian Ruiz. Poi Alex Sandro tocca col braccio in area: Rocchi va a vedere al video. La palla tocca prima il petto poi il braccio. Il direttore di gara ammonisce il brasiliano e fischia il rigore. Dal dischetto va Insigne che prende il palo. Fallaccio di Coulibaly su Dybala ed è finimondo. Ritorna la calma e il Napoli, anche con Ounas, attacca. Allegri predica calma, Dybala si prende il giallo. E finisce così, con un +16 che spiana la strada per l’ottavo scudetto consecutivo.

Le formazioni iniziali

Napoli (4-4-2): Meret; Malcuit, Maksimovic, Koulibaly, Hysaj; Callejon, Allan, Fabian Ruiz, Zielinski; Insigne, Milik All. Ancelotti
Juventus (4-3-3): Szczesny; Joao Cancelo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Emre Can, Pjanic, Matuidi; Bernardeschi, Mandzukic, Ronaldo All. Allegri

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