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Kean: "Voglio la Champions con la Juventus. Osservo ogni giorno Cristiano Ronaldo"

L'attaccante si racconta a 360 gradi: "Drogba e Balotelli i miei idoli, la Nazionale un'emozione indescrivibile. Quando sono arrivato a Torino ho capito che la mia vita sarebbe cambiata per sempre"

lunedì 10 giugno 2019

TORINO - Bellissima e ricchissima intervista rilasciata da Moise Kean, attaccante prodigio classe 2000 della Juventus e della Nazionale italiana, rilasciata al portale 'SoccerBible'. Tanti i temi toccati dal millennial più famoso della Serie A, dalla sua vita legata al bianconero, al sogno Champions, fino alle emozioni per il debutto con la selezione di Mancini, gli idoli Drogba e Balotelli e "lo studio" quotidiano di Cristiano Ronaldo: "Io attaccante da sempre? No, in realtà avevo in mente altro. Volevo giocare come centrocampista, anche se mio padre non ne era contento. 'Devi indossare la maglia numero nove', diceva sempre. Ha anche minacciato di non portarmi più a giocare! Posso dire ora che aveva ragione. La famiglia è importante. È anche grazie a loro se sono arrivato a questi livelli. Impegno, dedizione, temperamento sono tutte cose che ho imparato a casa. Mia madre voleva che studiassi prima, ma non è facile combinare le due cose. Alla fine il mio desiderio di diventare un giocatore di calcio a tutti i costi ha prevalso su tutto il resto. Mia madre è orgogliosa del mio percorso e non avrei mai potuto farcela senza la mia famiglia".

"Vestire la maglia della Juventus è una responsabilità"

"Quando sono arrivato alla Juventus, a Vinovo, ho capito che le cose sarebbero cambiate. La Juventus ti aiuta a crescere e diventare un uomo in tutte le cose che vuoi fare. Impari molte cose senza neanche accorgertene. Tecnicamente sono migliorato, ma la mia ambizione è di migliorare ogni giorno sempre di più. Sono consapevole del fatto che indosso una maglia che comporta delle responsabilità, ma non è un peso. Sono concentrato sul mio percorso. Sono sicuro che al momento non ci sono altre squadre che possano aiutarmi a migliorare tanto quanto può farlo la Juventus. Sono nato qui e ho quasi sempre indossato la maglia bianconera. Ovviamente non so cosa riserverà il futuro, ma quello che è sicuro è che darò sempre il massimo".

"Osservo sempre Cristiano Ronaldo: allenarsi con lui è importantissimo"

"Quando ci alleniamo, cerco di osservare tutte le cose che fa, dal suo atteggiamento in campo alla sua voglia di giocare, di allenarsi e di essere sempre pronto. Allenarsi con grandi campioni ha benefici che non puoi sottovalutare. Non gli ho mai chiesto consigli però, non sono il tipo. Osservo attentamente quello che fa e poi provo a ripetere ciò che ho imparato sul campo".

"I miei idoli Drogba e Balotelli"

"Drogba è stato sicuramente una fonte d'ispirazione. Mi piaceva molto, era uno dei miei idoli. Guardavo come si muoveva e quanto segnava! Lui è stato fantastico. Tra gli italiani, quando ero più giovane, mi piaceva Mario Balotelli, specialmente durante il suo periodo all'Inter. Anche Mario è stato fonte d'ispirazione per me".

"Nel tempo libero dormo, gioco alla Play e guardo NBA e NFL. Esco poco"

"La mia giornata-tipo? È piuttosto standard, niente di speciale. Mi alleno al mattino, poi torno a casa e dormo, perché devo ricaricare le batterie. Non esco spesso, preferisco passare il pomeriggio a casa. Mi aiuta a rimanere concentrato sulla mia professione. Poi, naturalmente, c'è la PlayStation o la TV a guardare gli sport. Oltre al calcio, mi piace molto il basket e la NFL. Li guardo quando sono a casa o non ho una partita da giocare. Se dovessi fare due nomi direi sicuramente Odell Beckham e LeBron James. Sono fantastici".

"Voglio vincere la Champions. Noi della Juve non ci fermiamo mai"

"Penso che la più grande ambizione sia ben nota: vincere la Champions League. Ma ciò che ti insegnano alla Juventus è dare sempre il massimo in ogni sfida, qualunque forma assuma. Alla Juventus non c'è mai un attimo di pausa! Siamo sempre concentrati sulla preparazione, particolarmente dura: dare tutto, per me, significa cercare di essere il migliore. Anche quando abbiamo partitelle amichevoli in allenamento, non voglio perdere. Non puoi mai smettere, questa è la nostra filosofia".

"Colleziono le maglie degli avversari: quella di Morata la più importante per me"

"C'è sempre una canzone che è nella mia playlist: Issues di Meek Mill. Penso che sia perfetto per come mi preparo per una partita. Se dovessi dire qualche altra canzone, c'è Nonstop di Drake, 1 AM di Mill. Musica italiana? No, non è lo stile giusto per me. Nemmeno il rap italiano. Ho molti amici in Francia che fanno musica rap, questo è più il mio genere. Cosa ho nell'armadio? Un sacco di streetwear. Ad essere onesti, il mo è pieno di maglie da calcio, quelle che scambio con altri giocatori. Non restano lì chiuse però, le indosso anche per uscire. La maglia più significativa? Direi quella di Alvaro Morata quando abbiamo giocato il Real Madrid in finale di Champions League. È stata una giornata difficile, ma che non posso dimenticare!".

"Indossare la maglia della Nazionale è un'emozione indescrivibile"

"Non mi sarei mai aspettato la chiamata. Ero a Ferrara con gli U21, subito dopo la partita contro l'Inghilterra. Luigi Di Biagio venne da me e mi disse che dovevo unirmi alla Nazionale maggiore. Puoi immaginare le mie emozioni... Ho debuttato in Belgio contro gli Stati Uniti, entrando nel secondo tempo e penso di aver fatto bene. Indossare la maglia azzurra è la somma di tutto ciò che ho imparato: devi essere sempre pronto, allenarti duramente ogni giorno perché non lo sai mai. È stato un momento molto importante nella mia carriera. Che effetto mi fa firmare gli autografi? Sono molto felice, ovviamente. Non molto tempo fa ero io che li chiedevo, quindi capisco bene come ci si sente di fronte a un giocatore che ammiri. I sogni si avverano, giusto?".

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