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Il laboratorio di Sarri: prova di Juve
© Juventus FC via Getty Images
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Il laboratorio di Sarri: prova di Juve

Ecco come si svolge un allenamento con il nuovo tecnico: tattica e divertimento

dal nostro inviato Fabio Riva domenica 21 luglio 2019

SINGAPORE - Essì, Maurizio Sarri bada al sodo, alla sostanza. Ad esempio può essere che non dia gran soddisfazione ai giornalisti locali, quando gli domandano se gli piaccia Singapore: niente compiacenti frasi di rito, ma la pura verità. «Non chiedetemelo, perché siamo arrivati da quattro ore ne abbiamo dormite tre, dunque non saprei cosa dire di Singapore». Poi però, in compenso, da lì a pochi minuti si sdebita concedendo ai tanti appassionati di Juventus giunti apposta al Bishan Stadium (più di mille, esaltatissimi) una intera seduta di allenamento che, di fatto, rappresenta il primo vero squarcio dietro alle quinte della nuova macchina da gol che sta provando ad allestire. Un assaggio di Sarri-Lab che abitualmente è celata allo sguardo dei curiosi. Sia pure al netto di qualche limitazione logistica detatta da spostamenti e location. Per dire, i famosi droni nell’occasione non si sono alzati in volo, anche se non è mancata una ripresa dall’alto (più precisamente dai piani più elevati della tribuna) di tutta la seduta, effettuata da parte dei match analyst bianconeri. Pure l’allenamento di ieri, insomma, sarà sottoposto a una maniacale visione per capire se e chi abbia mancato in qualcosa. Essì perché Sarri è minuzioso e meticoloso, cura il dettaglio e ha bisogno che ogni piccolo ingranaggio si incastri perfettamente con quello attorno. Non è un caso che i giocatori continuino ad insistere sul fatto che «bisogna capire esattamente quello che ci chiede il mister».

L’allenamento inizia alle 18.50 circa locali e termina dopo le 20. Costituito da una prima fase di esercizi di riscaldamento su tappetino, una seconda fase di lavoro su corsa nel breve sino all’avvento di sua maestà la palla in un rapporto di 30 e 70 per cento circa (un po’ come i 70, che «sono i metri di campo in cui voglio che si veda quello che dico io» e 30, come i metri di campo in cui «sono i giocatori a metterci del loro»). L’utilizzo della palla, del resto, è fondamentale e nodale per due motivi: Sarri vuole che ogni giocata sia automizzata ergo ripetuta all’infinito, eppoi vuole che i suoi giocatori si divertano mentre si allenano, in modo da portarli al massimo dell’impegno senza sfinirli. Ragion per cui anche quando non è prevista partitella (o affini), l’ex Chelsea studia insieme con i collaboratori esercizi stimolanti e insoliti (ad esempio l’utilizzo della fitball: la sfera gigante che si usa per esercizi muscolari a gruppi di due).

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