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Niente falli, il "metodo Smith" per insegnare a Ronaldo a passarla

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Darren Fletcher ha spiegato come l'assistente di Ferguson abbia smesso di fischiare punizioni nelle partitelle del Manchester United per "educare" CR7

Niente falli, il
venerdì 8 maggio 2020

MANCHESTER (Inghilterra) - Si potrebbe chiamare "educazione" un po' forzata. Di sicuro è stata efficace visto il livello che ancora oggi ha l'attaccante della Juve. Il riferimento va ai tempi in cui Cristiano Ronaldo giocava nel Manchester United di Alex Ferguson. Era ancora un fenomeno in erba, doveva coltivare quell'enorme potenziale per farlo sbocciare in tutto il suo splendore, come riportato dall'ex compagno di squadra Darren Fletcher in una rubrica video "The Lockdown Tactics": "Nei suoi primi anni a Manchester ha vissuto un periodo difficile nello spogliatoio. Ci sono stati momenti in cui teneva molto la palla e non prendeva delle buone decisioni. Gli hanno dovuto dire alcune verità in faccia, ma l'ha accettato bene. Ha sempre avuto una grande personalità".  

Il "metodo Smith" per Cristiano Ronaldo

E le indicazioni di Sir Alex Ferguson lo hanno aiutato moltissimo, così come quelle del suo staff, tra cui Walter Smith. L'assistente scozzese, infatti, è stato decisivo per far evolvere lo stile di gioco di quel ragazzo di Madeira. Da dribblomane incallito e fragilino a bomber spietato e possente, una trasformazione che è stata innescata dagli "allenamenti selvaggi" introdotti nel corso delle partitelle dei Red Devils: "Quando è arrivato, ha deciso che non avrebbe più fischiato falli durante l'allenamento. Sapevo che fosse per via di Cristiano Ronaldo. I ragazzi si sono presi a calci a vicenda e Cristiano aveva lividi per quelli che aveva subito. Non che prima facessimo entrate leggere, ma venivano fischiate. Cristiano dribblava, prendeva il calcio di punizione, rideva e prendeva la palla. Così Walter ha deciso di non fischiare più falli in allenamento. Ronaldo è impazzito per due settimane. Ha detto 'Chi è questo scozzese? Che cos'è questa roba?'".

A Manchester lo scatto nella testa di CR7

Dopo un primo periodo di adattamento, però, gli effetti si sono cominciati a vedere: "Onestamente, è incredibile quanto velocemente Cristiano abbia iniziato a toccarla di prima e scappare, perché sapeva che non avrebbero fischiato fallo e non aveva senso restare con la palla tra i piedi. Ha iniziato a segnare più gol da quando è arrivato Walter Smith, Cristiano ha fatto un grande passo in avanti. Lo ricordo molto incazzato in quel periodo, ma ha accettato rapidamente ciò che c'è stato e ha iniziato a giocare uno o due tocchi, correndo di più senza palla. In questo modo ha segnato più gol". E ancora: "Smith è riuscito a far scattare qualcosa nella testa di Cristiano, gli ha fatto pensare 'Ok, fare le finte va bene, ma questo allenatore mi ha mostrato che se muovo la palla velocemente e corro, con il mio fisico posso essere più efficace'. Un'ottima gestione da parte di Walter, un grande allenatore e un ragazzo fantastico. Ha avuto un grande impatto quando è venuto allo United. Tutti i ragazzi continuano a parlare molto di lui".

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