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Michela Persico esclusiva: "Il Covid-19? All'inizio tanta paura, soprattutto per la gravidanza" VIDEO

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Lady Rugani si confessa a Tuttosport: "Capisco che il calcio voglia ripartire"

Michela Persico esclusiva: "Il Covid-19? All'inizio tanta paura, soprattutto per la gravidanza" VIDEO
© Marco Canoniero
 Fabio Riva domenica 24 maggio 2020

Sintomi lievi, ma tanta paura. All’inizio. Perché se il Covid arriva durante una gravidanza, quando ancora non si sa bene che effetti possa avere, allora, è inevitabile che in isolamento la testa galoppi con i pensieri. Michela Persico, fidanzata del bianconero Daniele Rugani e anche lei risultata subito positiva (11-12 marzo) ci ha raccontato la sua esperienza. «Ora sto bene, ma devo dire che ero stata colpita dal Covid in forma lieve: perdita di olfatto, febbre, stanchezza. Rispetto ai casi gravi, posso dire che in quel senso io e Daniele siamo stati fortunati. Le difficoltà, per me, erano soprattutto a livello di umore: la grande preoccupazione per la gravidanza, il fatto di essere da sola visto che anche Daniele era malato, la lontananza e la preoccupazione per la mia famiglia. I miei genitori mi raccontavano che l’unica musica di fondo erano le ambulanze... Erano ancora gli inizi di marzo. Bergamo era già molto colpita. Ma io cercavo di crearmi uno scudo protettivo: inconsciamente vuoi cercare di tranquillizzarti. Poi Daniele mi ha dato la notizia. Il giorno in cui ho saputo della positività di Daniele ho dato per scontata anche la mia. Ricordo benissimo: era una sera, ero seduta sul divano. Il mio cervello è andato in cortocircuito, mi sono fatta un miliardo di domande su quello che poteva accadere al feto. Essendo un virus del tutto nuovo, non si potevano sapere gli effetti e le conseguenze. Dunque per i primi due giorni ero spaventatissima: duemila chiamate e tutti mi hanno rassicurata e poi, grazie al mio carattere, ho cercato di reagire. Non bisogna mai piangersi addosso. Visto che la situazione era sotto controllo, mi sono detta: “niente allarmismi”, essendo in gravidanza devo stare tranquilla. Dunque mi sono creata la mia routine giornaliera, che poi è durata per 35 giorni in tutto. Tante video chiamate a Daniele e ai miei genitori. Poi mi sono dedicata ai miei animali: due gatti, un barboncino e due tartarughe. Ho cercato di praticare quel po’ di sport ed esercizio che potevo fare nonostante la stanchezza. Letture, film, pulizia della casa. E ho cucinato moltissimo: dolci di ogni tipo».

Come ha documentato anche via Instagram. Ha riscontrato tanto affetto via social?

«Sì, e questa cosa mi ha stupito. Per me i social sono un mezzo a volte a scopo lavorativo, altre volte a uso divertimento. Ma non sai mai chi ci sia dietro alla tastiera e capitano commenti di ogni genere. Finora avevo usato dei filtri non dando adito a commenti. In questo periodo, però, avendo solo lo smartphone come “compagnia”, l’ho utilizzato di più. Ho riscontrato affetto da parte anche di persone inimmaginabili. Mi hanno dato forza anche operatori del settore: medici, ostetrici».

E i tifosi?

«Anche i tifosi, e non solo della Juve. Ne abbiamo parlato con Daniele: pure lui ha sentito una vicinanza che andava al di là dell’affetto per la squadra di calcio. Del resto parliamo di una pandemia, di un fenomeno mondiale».

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