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Pirlo-Juve, ecco cosa ha spinto i dirigenti a sceglierlo

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Non è stata una decisione improvvisata: diversi fattori hanno portato alla sua investitura

Pirlo-Juve, ecco cosa ha spinto i dirigenti a sceglierlo
© Juventus FC via Getty Images
 Guido Vaciago domenica 9 agosto 2020

Andrea Pirlo non sarà l’allenatore amico, quello che in fondo si sente ancora calciatore e si cala nei loro panni. In fondo anche quando calciatore lo era, aveva un certo rigore e una sua severità nell’atteggiamento in campo e in allenamento. Sempre pronto a scherzare in gruppo, quando calzava gli scarpini vestiva la maschera seria e impassibile con la quale è diventato famoso. «E quando ti diceva qualcosa ti cadeva un masso in testa», dice chi lo conosce bene e ci ha avuto a che fare molto da vicino. Anche questo ha spinto i dirigenti della Juventus a scegliere il regista dei primi quattro scudetti del ciclo che, nonostante un decennio ancora più trionfale al Milan, è stato adottato come simbolo bianconero, al punto da farlo sentire juventino dentro, anche dopo l’addio nella triste notte di Berlino nel 2015.

L’amicizia, fortissima, con Andrea Agnelli è un altro fattore. Il presidente ha avuto modo di approfondire la conoscenza umana di Pirlo nel corso degli ultimi dieci anni, perché si è sempre mantenuto in contatto con uno dei giocatori a cui è più riconoscente sotto il profilo sportivo e umano. Agnelli sa benissimo quanto ha pesato il suo arrivo nell’estate del 2011, quanto ha inciso il suo carisma, la sua esperienza e il suo carattere in quel primo scudetto. All’epoca non c’era giocatore della Juventus, nelle interviste, che non lo citasse come esempio. Bastava guardarlo per essere ispirati, lui che aveva vinto tutto, Mondiale compreso, si allenava sempre più degli altri e con maggiore concentrazione. E poi aveva quel modo di rivolgersi ai compagni che inchiodava tutti alle proprie responsabilità. Qualità che erano servite non poco ad Antonio Conte, che ha forgiato la mentalità di quella Juventus, usando Pirlo come martello. Anche questo è un fattore di cui i vertici bianconeri hanno tenuto conto nella scelta del nuovo allenatore.

E poi c’è il senso di appartenenza, la sicurezza che Pirlo sa perfettamente cosa andrà a fare e dove lo andrà a fare. Non è un dettaglio. Ed è forse l’elemento sul quale Maurizio Sarri si è giocato il futuro sulla panchina della Juventus. Pirlo ha avuto una carriera sempre ad altissimi livelli e nella Juventus ha conosciuto e sposato la filosofia del club, il dovere di vincere, il modo di comunicare, il pragmatismo di certi processi. Pirlo non deve capire cos’è la Juventus, perché lo sa già e, in fondo, questa Juventus l’ha in parte costruita lui.

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