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Il tecnico che fece esordire Pirlo: "Ecco come giocherà la Juve"

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Moro fece esordire Andrea e Baronio in A: «Due predestinati. Talento e personalità, quella che serve in panchina»

Il tecnico che fece esordire Pirlo: "Ecco come giocherà la Juve"
© Juventus FC via Getty Images
 Guido Vaciago venerdì 11 settembre 2020

TORINO - «Alla Juventus potevo andarci anche io, nel 1980. Boniperti e Trapattoni mi chiesero di convincere il presidente dell’Ascoli Costantino Rozzi a lasciarmi partire, ma lui chiedeva una cifra enorme, un miliardo, e a quei tempi la Fiat era alle prese con vertenze sindacali importanti e non poteva permettere alla Juventus di spendere così tanto. Così il trasferimento sfumò. Però sono contento che ci sia andato Pirlo e, soprattutto, che adesso abbia la grande occasione di allenarla. Farà benissimo, io non ho nessun dubbio su di lui, come non ne avevo quando il 21 maggio del 1995 l’ho fatto esordire in Serie A». Adelio Moro è stato un eccellente giocatore, ha condotto una discreta carriera da allenatore alla quale ha aggiunto vent’anni da osservatore dell’Inter. E oggi può, giustamente, vantarsi di aver fatto esordire in A non solo l’allenatore juventino, ma anche il più importante membro del suo staff, Roberto Baronio.

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Al Brescia con Lucescu

«Allenavo il Brescia con Lucescu, che non aveva il patentino e quindi era affiancato da me. Un maestro di calcio di incredibile spessore. Quell’anno avevamo notato alcuni giovani molto interessanti nelle giovanili, una nidiata di grande talento che conteneva: Andrea Pirlo, Roberto Baronio, i gemelli Filippini,Bonazzoli. Gente che l’anno dopo vinse il Viareggio battendo in finale il Parma, che in porta aveva un certo Gigi Buffon, ma questa è un’altra storia. Beh, io e Lucescu spesso facevamo allenare questi ragazzi con noi e ci eravamo resi conto della loro consistenza tecnica. Poi molto fecero le amichevolli che organizzava proprio Lucescu con le squadre dell’Est che venivano a svernare sul Garda quando i loro campionati erano fermi per l’inverno: club russi, rumeni, serbi... Erano partite vere e noi schieravamo molti giovani che avevano l’opportunità di misurarsi con giocatori esperti e lo facevano alla pari. Pirlo e Baronio hanno iniziato a farsi le ossa in quelle situazioni. Quell’anno fummo esonerati, poi richiamati e Lucescu disse al presidente Corioni: “Io torno l’anno prossimo, queste ultime sette partite viene solo Adelio e lancia i giovani che proporremo in prima squadra”. Capito Lucescu?»[...]

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