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Juve-Novara 5-0: è già grande intesa tra Cristiano Ronaldo e Kulusevski

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I bianconeri di Pirlo vincono l'amichevole disputata alla Continassa grazie ai gol dell'attaccante portoghese, Ramsey, Pjaca e alla doppietta nel finale di Portanova. McKennie sorprendente, ottima gara per lo svedese autore dell'assist per CR7 in occasione del vantaggio

Juve-Novara 5-0: è già grande intesa tra Cristiano Ronaldo e Kulusevski
© Juventus FC via Getty Images
di Guido Vaciago domenica 13 settembre 2020

TORINO - Il solito Ronaldo e una Juventus tutta nuova, con il sorprendente McKennie, un ottimo Kulusevski e il sistema di gioco rotante da 4-4-2 in fase difensiva al 3-5-2 (se non proprio un 3-2-5) in fase offensiva che rende la manovra efficiente e, per qualche sprazzo, anche spettacolare. Certo, non si può dare un peso eccessivo all'amichevole con il Novara (5-0: Ronaldo, Ramsey, Pjaca e doppietta nel finale del 2000 Portanova), disputata sul prato della Continassa a un ritmo non esattamente indemoniato, ma a sette giorni dall'esordio in campionato, Andrea Pirlo avrà ricevuto buone sensazioni.

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MCKENNIE - Per esempio, sa di poter contare sullo spessore di Weston McKennie, giocatore che potrebbe essere una delle sorprese del campionato: il ventiduenne americano ha un passo diverso, con strappi e intensità da Champions, è eccellente nel recupero, ma ha dimostrato di avere piedi educatissimi anche nel gioco corto e nel dialogo con i fuoriclasse bianconeri. Entusiasmo e fisico: è un inserimento vitaminico nella rosa bianconera.

KULUSEVSKI - Kulusevski non gioca nel suo ruolo naturale, ma viene utilizzato come centravanti boa, disimpegnandosi con diligenza, tecnica e forza. Il gol di Ronaldo nasce da un triangolo in area corto e micidiale con lo svedese che dimostra un'intesa naturale con CR7. Con un centravanti e il suo posizionamento come esterno alto o come mezzala, potrebbe essere ancora più ficcante. Intanto sembra già essere un pupillo di Cristiano.

IL 3-2-5 D'ATTACCO - Detto dei nuovi giocatori, forse la novità più sostanziale è il sistema di gioco che cambia dal 4-4-2 difensivo nel quale la difesa è schierata con Danilo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; il centrocampo con Ramsey, McKennie, Rabiot e Cuadrado, mentre in attacco restano Kulusevski e CR7. In fase di possesso, la Juventus cambia in modo sostanziale: Danilo si accentra con Bonucci e Chiellini; Alex Sandro scappa in avanti, così come Cuadrado che gioca molto più sulla linea degli attaccanti che su quella dei centrocampisti, visto che anche uno fra McKennie, Rabiot e Ramsey si aggiunge alle punte, diventa un 3-2-5 che offre sempre molte soluzioni per manovrare in avanti.

LO SPIRITO - Al netto della tattica, nella partita con il Novara si è percepito anche un ottimo spirito da parte del gruppo, concentrato, determinato a fare bella figura e con uno spiccato spirito di iniziativa in entrambe le fasi. Sviluppare e mantenere quello spirito sarà, forse, molto più importante di qualsiasi schema o scelta tattica, perché l'aiuto reciproco può solo essere utile a una squadra nella quale non mancano di certo i piedi buoni, come dimostrano certe giocate di Rabiot (positivi i segnali) e dello stesso Ramsey, che nel primo tempo sbaglia molto, ma nella ripresa compensa con un gol spettacolare, segnato grazie a un delizioso cross di Douglas Costa, fra i subentrati nella ripresa.

DOUGLAS e PJACA SHOW - Già, la ripresa: forse la parte più godibile della partita in termini strettamente tecnici, ma anche la meno indicativa. Douglas Costa dà spettacolo e ci ricorda che se avesse un minimo di continuità atletica sarebbe un'arma letale. Pjaca, caparbio nel cercare il terzo gol, segnato con un bel sinistro da dentro l'area, è il simbolo dell'uomo che lotta contro il destino: chissà che non sia una specie di acquisto a sorpresa. Paratici, in teoria, gli sta cercando una squadra, ma il campionato lo inizierà in rosa ed è chiaro come stia facendo di tutto per tenersi il posto. Si è visto anche Arthur: sicuramente ha un bel tocco ma non combina niente di particolarmente rilevante né in positivo né in negativo, anche perché la partita finisce per sfilacciarsi, fra cambi e stanchezza.

COSA MANCA - Fra sette giorni si fa sul serio, la Juventus affronta la settimana con una certa tranquillità. Manca il centravanti e, nel primo tempo, certe azioni sembrano essere costruite con il fantasma di Suarez (o Dzeko o chi per lui). Una puntata centrale è indispensabile e potrebbe dare ulteriore senso a quello che si è visto della prima, molto incoraggiante, Juventus del Maestro Pirlo.

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