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La quarta vita di Pjaca può essere la Juve?

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La quarta vita di Pjaca può essere la Juve?
© Juventus FC via Getty Images
 Guido Vaciago lunedì 14 settembre 2020

Care amiche e cari amici di Tuttosport
Marko Pjaca ha senza dubbio un enorme credito con il destino. Riuscirà a riscuoterlo come meriterebbe il suo talento? Sarebbe ingiusto azzardare pronostici, ma ora che sta iniziando la sua terza vita è lecito chiedersi dove sarà e se, magari, possa effettivamente essere alla Juventus. Qualche chance c'è e lui la sta inseguendo con grande determinazione durante gli allenamenti, tant'è che Andrea Pirlo lo sta seguendo con grande attenzione, ha ottime impressioni e ha anche ipotizzato l'idea di tenerlo.

La prima vita di Pjaca inizia tra Lokomotiv Zagabria e Dinamo Zagabria dove brucia tutte le tappe dei settori giovanili e inizia a emergere in prima squadra: talento cristallino, attitudine un po' sfacciata, quasi arrogante, Cristiano Ronaldo come punto di riferimento e un grande talento tecnico a sorreggere tutto quanto. Lo notano in molti, si scatena una battaglia di mercato fra la Juventus e il Milan e, alla fine, la spuntano i bianconeri che lo pagano non poco: 25 milioni di euro nell'estate del 2016 per un 21enne sono infatti un sacco di soldi. In una squadra dove è appena sbarcato Higuain, dove c'è il suo connazionale Mandzukic e Paulo Dybala, Pjaca parte indietro, ma recupera terreno. Il suo inserimento viene dosato da Allegri che ne apprezza il talento, ma vuole temperarne l'indole esuberante. A ottobre, però, un infortunio al perone (lieve infrazione) lo ferma per un paio di mesi. Un piccolo inciampo, dal quale Pjaca recupera. Si rimette in pista e segna anche un gol importante in Champions League contro il Porto al Dragao il 22 febbraio 2017 e, esattamente un mese dopo, il 28 marzo finisce la sua prima vita con un infortunio tremendo subito in nazionale. Rottura del crociato, del collatorale e del menisco: la "triade maledetta", così viene chiamato questo infortunio. Seguono otto mesi di stop.

La seconda vita di Pjaca ricomincia, dunque, a gennaio 2018: quando è pronto a tornare. Nella Juventus non c'è spazio e non troverebbe continuità. Gli viene proposta la Sampdoria e, forse, in quel momento Marko sbaglia: non la ritiene all'altezza, vorrebbe tornare a respirare aria di Champions e accetta il prestito allo Schalke. Dove però gioca poco, sette partite, due gol e molta panchina. Così in estate accetta di andare alla Fiorentina, dove spera di ricominciare. I presupposti sono buoni: segna il primo gol il 22 settembre contro la Spal, lotta per un posto da titolare, ma quando sembra iniziata la risalita, a marzo 2019 si infortuna nuovamente, rompendosi il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro.

La terza vita di Pjaca ricomincia alla Juventus, dove svolge la rieducazione e torna anche in campo tra dicembre 2019 e gennaio 2020, due partite da subentrato per convincere l'Anderlecht a prenderlo in prestito a fine gennaio. In Belgio, però, le cose non vanno: Pjaca non trova spazio subito, si demoralizza, perde convinzione e alla fine guadagna 3 presenze in tutto, con un gol al suo attivo. E a fine stagione torna a Torino.

La quarta vita di Pjaca inizia nella strana estate del Covid, aggregato agli uomini di Pirlo, in una rosa che sta per iniziare la stagione non ancora al completo. E' un Pjaca tirato a lucido sia fisicamente che psicologicamente. Esaltato dall'idea di essere allenato da una leggenda del calcio e dalla possibilità, in questo strano mercato, di giocarsi una chance concreta. Segna un gol nella prima amichevole contro l'Under 23 e ne segna un altro nella seconda amichevole contro il Novara ieri mattina, dimostrando in 45' che il talento per stare nella Juventus ce l'ha. E così, a 25 anni, di cui gli ultimi quattro vissuti in modo assai avventuroso combattendo contro le sue personali catastrofi fisiche, Pjaca ci sta provando di nuovo. Pirlo ci crede, Paratici deve fare i conti con la lista Serie A e la lista Uefa che hanno lo spazio risicato. Il rischio è di non garantirgli abbastanza spazio, quando invece avrebbe bisogno di riuscire a giocare per qualche mese con continuità. La strada del prestito, insomma, sembra essere la più probabile, anche se a questo punto Pjaca inizierà il campionato in bianconero, avendo l'opportunità di giocare qualche minuto, vista anche l'emergenza in attacco (manca il centravanti e Dybala è sicuramente out per la prima di campionato). Se il destino decidesse di restituire a Pjaca anche solo gli interessi di quello che gli deve, qualcosa di interessante potrebbe scapparci.

PS. In settimana Suarez conoscerà le tempistiche per il passaporto (gliele diranno dopo l'esame). A quel punto tutto sarà più chiaro: se c'è il rischio di scollinare il 5 ottobre (fine del mercato e consegna delle liste Uefa), la Juventus potrebbe valutare seriamente le alternative. Anche perché nel frattempo sarà chiaro se l'ultimo assalto della Roma a Milik avrà avuto fortuna o meno (liberando o tenendo intrappolato Dzeko). Sullo sfondo c'è Giroud, guardato con scetticismo dai tifosi, ma anche opzione economica e semplice. Staremo a vedere, stay tuned.

 

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