Juve, Dybala e Chiesa sempre insieme: con loro è tutta un’altra Juve

Sono i pilastri del futuro e hanno segnato 120 gol in bianconero: letali come nessuno

Juve, Dybala e Chiesa sempre insieme: con loro è tutta un’altra Juve© Juventus FC via Getty Images

Date a Federico un pallone e lui, come minimo, risolleverà l’animo ferito di una squadra che in svantaggio fatica a riprendersi. Dategli, magari, anche un compagno di viaggio con cui condividere gioie e dolori, tra gol segnati e assist inventati. Miscelate il tutto e otterrete l’ideale uomo squadra, perfetta crasi di due talenti indiscussi del nostro calcio. L’altra sera a San Siro l’ingresso contemporaneo di Chiesa (Federico, appunto) e Paulo Dybala non è servito unicamente a dare una scossa. Ha fatto capire a tutti i giocatori bianconeri, piuttosto, che uscire sconfitti contro l’Inter non era opzione accettabile: non si poteva, non poteva esistere e per l’occasione hanno tirato fuori dal cilindro tutto il carico di elettricità, verve, carica. Non è un caso se la Juventus nella mezz’ora finale ha subito una sorta di elettroshock: prima la manovra era ai limiti della lentezza esasperata, dopo il pallone ha cominciato a girare a velocità quantomeno accettabili. L’hanno cambiato loro due, il derby d’Italia, scatenando immediatamente lo sfogo dei tifosi bianconeri. Nuovo hashtag di tendenza, coniato per l’occasione: #maipiusenza. Sarà poi cura di Massimiliano Allegri capire se e come possano essere compatibili. Flashback immediato a domenica. Mentre il povero Alvaro Morata si sobbarcava gran parte del lavoro sporco in una ben poco beata solitudine offensiva, il popolo bianconero s’interrogava sul fatto che probabilmente Dybala e Chiesa sarebbero stati necessari prima dello scoccare del 65’. Allegri invece aveva una visione diversa, ha privilegiato l’impatto fisico di Dejan Kulusevski chiamato a infastidire Marcelo Brozovic e poi, quando ha capito che l’intensità dell’Inter stava scemando, ha calato sul tavolo i suoi due assi. Di Dybala s’è già scritto: un rigore decisivo a bilancio e tanto altro.

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Chiesa ha impressionato

Di Chiesa ha impressionato la capacità di entrare subito in partita pur senza stagliarsi per situazioni particolari, per un dribbling o per un tiro, piuttosto per alcuni cross radenti verso il centro dell’area che in presenza di una punta vera sarebbero stati tradotti in gol certi. Ma il solo ingresso di Federico ha fatto sì che nell’aria milanese si cominciasse a udire una musica diversa. Chiesa ha fatto ammonire Ivan Perisic e dopo l’uscita del croato s’è trovato una prateria davanti a sé, sfruttata solo in parte. Il bianconero non ha incantato per determinati gesti tecnici, ma la sua presenza ha reso eccitante il finale del derby d’Italia. Il presente con vista su domani - giorno di Juve-Sassuolo - narra di un Chiesa in piena estasi agonistica, pronto a tornare titolare. E anche nel futuro a lunga scadenza dell’ex Fiorentina ci sono i bianconeri, come recita il contratto firmato oltre un anno fa.

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