Juve, Allegri adesso rincorre Pirlo

Aggrappati alla zona Champions League per il bilancio e alla Coppa Italia per l’orgoglio, per evitare una stagione da zeru tituli
Juve, Allegri adesso rincorre Pirlo

Certo che... Ascolta e riascolta, guarda e riguarda. Provando a unire i puntini degli Allegri dixit, in conferenza stampa post batosta contro il Villarreal. Punto primo: «Se si ha disonestà intellettuale si legge in un modo, se si guarda la realtà si legge in un altro». Punto secondo: «Io so il valore della squadra, ai ragazzi non ho da rimproverare niente. Stanno facendo delle cose egregie» Punto terzo: «E soprattutto valuto quello che ho in mano».

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Le parole di Allegri

Delle due l’una: o è difesa del gruppo a spada tratta, e focalizziamo l’attenzione sul “i ragazzi stanno facendo cose egregie”. Oppure ci si concentra - oltre che sul 3-0 subito malamente in casa da una squadra che occupa il settimo posto della classifica della Liga spagnola - sul «valuto quello che ho in mano». Che magari fa il paio con il ritornello di inizio campionato sulla rosa inesperta e da formare. E, banalizzando al massimo, rischia di diventare persino un: questa rosa qua, ora e adesso, è questo quello che può offrire. Chi lo vuol capire, lo capisca. E chi no, sottinteso, rientra nel gruppone dei disonesti intellettualmente. Peraltro, per carità, non necessariamente dev’essere una bocciatura dell’organico da parte di Allegri. Semmai una constatazione del fatto che l’esperienza serve, e non se ne esce di solo gioco e qualità contro una squadra comunque abituata alle competizioni europee come il Villarreal. Sarà comunque Allegri a chiarire il concetto spiegando cosa intenda esattamente.

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I fatti della Juve

Ma la sostanza cambia poco, perché così non solo non si va avanti in Europa. Ma non si può andare avanti proprio: anzi, si regredisce. A ben pensarci se le si mette insieme -Lione, Porto e Villarreal - verrebbe fuori un girone di Champions in cui buttarcisi a capofitto, potendo scegliere. E invece una via l’altra queste seconda o terza fascia da Eurocoppe hanno ridimensionato fior di ambizioni e, verosimilmente, inciso parecchio sui destini dei tecnici bianconeri del caso. Maurizio Sarri e Andrea Pirlo, i predecessori di Allegri. (...) Essì perché Sarri il suo bello Scudetto se l’è portato a casa, nel 2019-2020. Ultimo della serie. Pirlo ha toppato l’obiettivo Tricolore, centrando addirittura per il rotto della cuffia (e per demeriti del Napoli) la qualificazione alla Champions League grazie al quarto posto acciuffato in campionato all’ultima giornata. Epperò ha comunque messo in bacheca due trofei: la Supercoppa Italiana e la Coppa Italia. L’Allegri bis si sta giocando il terzo (o quarto posto in classifica), ha perso la Supercoppa Italiana, è ancora in corsa per la Coppa Italia: c’è da giocare il ritorno di semifinale contro la Fiorentina ripartendo dal successo per 1-0 dell’andata. Il rischio “zero tituli” incombe. E sarebbe un passo indietro fino ai tempi di Gigi Delneri.

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