Juventus, il caso Suarez-Perugia finisce. Ma ovviamente non fa notizia

Per l'avvocatessa Turco, incaricata dalla Juve di prendere contatti con l'Università degli Stranieri, è stato chiesto il proscioglimento dalle accuse. Cade l'ultima delle pendenze a carico della Juve
Juventus, il caso Suarez-Perugia finisce. Ma ovviamente non fa notizia© ANSA

TORINO - Con la richiesta di proscioglimento da parte del gip di Maria Cesarina Turco, l'avvocato della Juventus che aveva seguito l'iter burocratico per l'esame di Luis Suarez all'Università degli Stranieri di Perugia, finisce la vicenda per quanto riguarda il club bianconero. Nessun dipendente, tesserato o "incaricato" da parte del club ha mai cercato di truccare l'esame di italiano di Luis Suarez, necessario a ottenere la cittadinanza italiana. La Juventus si è solamenteb occupata di creare i presupposti burocratici affinché Suarez potesse sostenere quell'esame, poi rivelatosi meno difficile di quando sarebbe dovuto essere (ma anche il concetto di farsa è stato ridimensionato) e per il quale restano imputato l'ex rettrice Giuliana Grego Bolli, l'allora direttore generale Simone Olivieri e la professoressa Stefania Spina, tutti rinviati a giudizio (quindi non ancora colpevoli). Secondo quanto stabilito dal gip, dunque, si trattò di un tentativo di favorire il "candidato vip" per aumentare la visibilità dell'Università e intercettare un'eventuale "benevolenza" della Juventus per altri candidati in futuro.

LA NOTIZIA - Finisce qui la vicenda, dunque. Ma avrà spazio sui giornali? Avrà la stessa clamorosa rilevanza che ebbe la vicenda al momento della partenza delle indagini? I titoli in prima pagina sui giornali politici. Una persona, marginalmente coinvolta anche dalla stessa indagine, come Federico Cherubini sbattuto in prima pagina sui giornali locali della zona dove abitano i suoi famigliari e trattato mediatamente come una via di mezzo fra il serial killer e il boss mafioso (e lo stesso vale per Fabio Paratici). Ci saranno locandine fuori dalle edicole per dire che nessuno, Cherubini compreso, è ritenuto colpevole, ma neanche meritevole di processo? Verrà data alla fine di questa vicenda pari dignità mediatica rispetto a quella data all'inizio? La risposta è molto semplice: no.

E COME MAI? -Il perché è fin troppo ovvio. Quanti clic, quante copie, quanti spettatori potrebbe portare l'affermazione: scusate, ci siamo sbagliati, abbiamo raccontato la vicenda come un meraviglioso giallo in cui un club molto popolare e anche molto odiato rischiava di essere condannato per qualcosa di molto immorale, ma non è proprio come ve l'abbiamo detto. E un giudice ha stabilito che le cose non stanno così. Eppure ci sono esseri umani che hanno sofferto, familiari che si sono dovuto vergognare e - perché no - milioni di tifosi che hanno vissuto la cosa con fastidio e anche un filo di ansia. E poi c'è lo strascico mediatico di chi, negli ultimi due anni, ha indicato "il caso Perugia" come uno dei momenti critici della gestione manageriale del club negli ultimi tre anni. Verranno cancellati quegli articoli? La risposta è un altro no. Spiace, la decisione del gip è troppo poco sexy per finire nelle prime pagine, ma chi vuole essere informato la può trovare comunque. Basta un clic, non un milione.

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